Dopo lunghe tensioni, lo «strappo» nei rapporti tra la compagine bresciana e quella veronese, con una mossa choc della Camera di Commercio

La Cdc esceda Catulloe D’Annunzio

24/05/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Natalia Danesi

Lo strap­po tra Bres­cia e Verona, ques­ta vol­ta, dif­fi­cil­mente si ricu­cirà. La Cam­era di Com­mer­cio ha pre­so ieri pomerig­gio una deci­sione «choc». Annun­ci­a­ta, questo sì, ma inaspettata.Il con­siglio cam­erale ha delib­er­a­to all’unanimità di uscire dalle com­pagi­ni soci­etarie del­la Cat­ul­lo e del­la D’Annunzio, dan­do manda­to alla giun­ta e al pres­i­dente di deter­minare i tem­pi, da con­di­videre con Abem, e i metodi.LA SCELTA è sta­ta uffi­cial­iz­za­ta intorno alle 17,30, al ter­mine di una sedu­ta dura­ta oltre due ore, con­vo­ca­ta d’urgenza pro­prio per decidere il da far­si dopo gli ulti­mi svilup­pi del­la par­ti­ta per la con­ces­sione del­lo sca­lo di Mon­tichiari. Dal dibat­ti­to — riferisce il pres­i­dente del­la Cdc Fran­co Bet­toni — è emer­sa la volon­tà «forte e deter­mi­na­ta di difend­ere il nos­tro sca­lo», ritenu­to «risor­sa indis­pens­abile, impor­tante per lo svilup­po del ter­ri­to­rio e dell’economia». Il con­siglieri del­la Cam­era di Com­mer­cio non cre­dono che il D’Annunzio sia mar­ginale ma. anzi, «strate­gi­co per Bres­cia» e si dicono asso­lu­ta­mente con­vin­ti che deb­ba crescere «sia sul fronte delle mer­ci, ma soprat­tut­to su quel­lo dei passeggeri».«Rigettiamo — con­tin­ua il pres­i­dente rifer­en­dosi tra le righe, ma non trop­po, al piano di svilup­po prospet­ta­to dal numero uno del­la Cat­ul­lo Fabio Bor­to­lazzi — la pro­pos­ta di chi vuole che l’aeroporto di Mon­tichiari diven­ti pri­or­i­tari­a­mente ed esclu­si­va­mente a vocazione cargo».Accanto a queste ragioni, c’è nat­u­ral­mente la volon­tà del­la Cdc di sposare fino in fon­do e con coeren­za la battaglia di Abem, che ormai è prossi­ma a riv­ol­ger­si alla Corte di gius­tizia dell’Unione Euro­pea per chiedere che la con­ces­sione del­lo sca­lo di Mon­tichiari sia mes­sa in gara.PER TUTTE QUESTE ragioni l’intero con­siglio cam­erale ha det­to «sì» all’ipotesi di rin­un­cia­re, in una for­ma da sta­bilire, alla parte­ci­pazione nel­la D’Annunzio e nel­la Cat­ul­lo. Del­la delib­era ha imme­di­ata­mente pre­so atto la giun­ta cam­erale, in una «sedu­ta lam­po», dura­ta poco più di mezz’ora.Quello che più Bet­toni ci tiene a sot­to­lin­eare è pro­prio l’unanimità del­la votazione. «Tut­ti i con­siglieri, in rap­p­re­sen­tan­za di tutte le cat­e­gorie bres­ciane e dei diver­si set­tori, dagli arti­giani agli indus­tri­ali, dai com­mer­cianti, al e ai con­suma­tori, han­no con­di­vi­so la battaglia che sti­amo por­tan­do avan­ti», sot­to­lin­ea il presidente.I tem­pi di ese­cuzione del­la delib­era saran­no «con­di­visi con Abem» e rispet­ter­an­no nat­u­ral­mente i det­ta­mi del­lo statu­to. Di fat­to, tut­tavia, l’avventura del­la Cdc nelle soci­età che attual­mente gestis­cono lo sca­lo bres­ciano sem­bra chiusa.«Lunedì — riferisce Bet­toni — invierò una let­tera ai pres­i­den­ti delle due soci­età annun­cian­do le nos­tre inten­zioni». Anche nell’ipotesi di ipoteti­ci aumen­ti di cap­i­tale sociale «non lo sot­to­scriver­e­mo» — con­tin­ua — e «comunque non siamo inten­zionati a pre­sentar­ci né all’assemblea del 27 a Bres­cia né a quel­la del 29 a Verona». La Cam­era di com­mer­cio detiene il 5 per cen­to delle quote nel­la Cat­ul­lo, e il 7,5 per cen­to nel­la D’Annunzio (a par­ità con la Provincia).Lo strap­po di ieri — res­ta da vedere come si con­cretizzerà — è solo la pun­ta di un ice­berg, dopo una serie di ten­sioni che da mesi e mesi seg­nano il rap­por­to con i verone­si. A set­tem­bre, la soci­età scalig­era ave­va accusato la Cdc di con­flit­to di inter­es­si per il suo ingres­so in Abem, dif­fi­dan­dola dal pros­eguire la sua battaglia per la bres­cian­iz­zazione del­lo sca­lo. Poi ad andar­ci di mez­zo era sta­to il con­sigliere Gio­van­maria Rizzi, costret­to a rasseg­nare le dimis­sioni. Nel frat­tem­po, Bet­toni non ha mai nascos­to la propen­sione a ricor­rere all’Ue per richiedere la gara, ogni qual vol­ta salta­va una delle molte ipote­si di medi­azione. E ora, arri­va la svolta.LA DECISIONE del con­siglio cam­erale si col­lo­ca in un con­testo quan­to mai incer­to. Il min­is­tero attende infat­ti un parere dal Pirellone pri­ma di affi­dare la con­ces­sione e pren­dere qual­si­asi deci­sione sul des­ti­no del­lo sca­lo di Mon­tichiari. Sec­on­do indis­crezioni, l’assessore regionale alle Infra­strut­ture Raf­faele Cat­ta­neo sarebbe ori­en­ta­to ad esprimer­si in favore dei bres­ciani, avan­zan­do cioè la sua net­ta con­tra­ri­età a che il D’Annunzio ven­ga affida­to diret­ta­mente nelle mani dei verone­si. E per un tem­po lun­go, 40 anni. L’opinione di Cat­ta­neo, se non vin­colante, è impor­tante, in con­sid­er­azione del fat­to che a Roma è forte la rap­p­re­sen­tan­za lombarda.La Cdc, intan­to, sceglie di muover­si anche sul fronte isti­tuzionale. «Nei prossi­mi giorni — spie­ga anco­ra il pres­i­dente Bet­toni — invier­e­mo una mis­si­va al pres­i­dente del­la Regione, al pres­i­dente del­la Provin­cia e al sin­da­co di Bres­cia. Chieder­e­mo loro di sostenere le nos­tre tesi».

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