Presto verrà rimontato anche l’organo. Restaurata ampiamente la parrocchiale dedicata a Martino e Zeno Ora manca la messa a norma del teatro vicino alla canonica

La chiesa dei Santi ritorna a splendere

29/04/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

La chiesa par­roc­chiale dei San­ti Mar­ti­no e Zeno, dopo lunghi lavori di restau­ro iniziati oltre due anni fa e ora ulti­mati, ha ripreso la sua aut­en­ti­ca fisiono­mia pro­prio per l’apertura del­la sta­gione tur­is­ti­ca. E lo splen­dore ora è vera­mente acce­cante, soprat­tut­to all’interno, nel­la zona absi­dale. Anche i locali del­la sacres­tia sono sta­ti restau­rati e rimes­si in pieno ordine. Sono state ricol­lo­cate tutte le immag­i­ni lignee del­la Via Cru­cis alle pareti lat­er­ali, sono state ripo­sizion­ate tutte le tele, com­pre­sa la grande pala al cen­tro dell’abside. L’impianto di ampli­fi­cazione è sta­to rifat­to, non ci sono più cavi volan­ti e situ­azioni ati­estetiche. Sono state ricol­lo­cate le porte in leg­no, soprat­tut­to quelle che divi­dono la chiesa da ora­to­rio e sacres­tia. Res­ta da ricol­lo­care l’organo, restau­ra­to e ripara­to gra­zie all’intervento benefi­co di una nobile famiglia lacisiense. Il sito dove andrà col­lo­ca­to è già sta­to appronta­to. Non res­ta che il mon­tag­gio in loco e la mes­sa a pun­to delle canne. Restano invece da finire i lavori impor­tan­ti e cos­tosi per la mes­sa a nor­ma del teatro, ubi­ca­to fra la chiesa e la canon­i­ca. Per con­sen­tire un mag­giore spazio di manovra agli operai e ai mezzi, il grande cor­tile del­la canon­i­ca che soli­ta­mente funge da parcheg­gio per i res­i­den­ti sen­za garage è off lim­its. È un dis­a­gio per la popo­lazione res­i­dente nel cen­tro stori­co ma è un prez­zo da pagare per vedere final­mente a pos­to la chiesa. «È una bel­la sod­dis­fazione pot­er cel­e­brare i riti nel­la nos­tra chiesa rimes­sa in ordine», dice il par­ro­co Edoar­do Sac­chel­la, «e ho res­pi­ra­to la mia stes­sa sen­sazione con i fedeli che ho avvi­c­i­na­to in questi giorni. Ora però restano in pie­di i deb­iti, ma sono cer­to che la Provvi­den­za mi sarà vic­i­na, come lo è sem­pre sta­ta fino­ra. Lazise ha una grande ani­ma e una grande generosità».