I fedeli passeranno il Natale a Gazzane, Carpaneda, Clibbio, Pompegnino, Fasano sotto una tensostruttura della Protezione civile. Sessantanove edifici di culto inagibili, 139 quelli a rischio. Il caso Campoverde

La chiesa diventa un tendone

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Chiese nuove per pre­gare, nel­la sper­an­za che Natale regali un pizzi­co di ottimis­mo a gente imma­l­in­coni­ta dal trau­ma e dai dan­ni del ter­re­mo­to. Ieri mat­ti­na gli uomi­ni del­la , del­la Provin­cia di Bres­cia (gui­dati da Gian Maria Tog­nazzi e Andrea Pas­cuc­ci, che stan­no sgob­ban­do dura­mente per andare incon­tro alle neces­sità del­la popo­lazione) e i Volon­tari han­no instal­la­to la pri­ma chieset­ta pre­fab­bri­ca­ta, a Gaz­zane di Pre­seglie, sul piaz­za­le sot­tostante la par­roc­chiale, che è inag­i­bile. Dimen­sioni: 15 metri per 12. La strut­tura mod­u­lare, in lega di allu­minio anodiz­za­to, è sta­ta real­iz­za­ta dal­la “Bres­ciani Cov­er All srl” di Paitone. Può sop­portare un cari­co neve di 80 Kg. al metro quadro, ha i teli in pvc, ignifughi. L’an­cor­ag­gio è sta­to effet­tua­to con pias­tre e chio­di. Il pavi­men­to, in leg­no, è com­pos­to da pedane col­le­gate fra di loro. L’impianto di illu­mi­nazione com­prende le luci di emer­gen­za, quel­lo di riscal­da­men­to dispone di un gen­er­a­tore d’aria cal­da da 65mila Kcal/all’ora. Il sin­da­co, Ste­fano Gabur­ri, e il par­ro­co han­no ringrazi­a­to gli ammin­is­tra­tori di Palaz­zo Bro­let­to, che sosten­gono le spese del­l’af­fit­to. Nel pomerig­gio si è com­in­ci­a­to a lavo­rare a Carpene­da di Vobarno, sul cam­po di bas­ket. L’o­bi­et­ti­vo: col­lo­care entro la ser­a­ta la sec­on­da chieset­ta, lun­ga 20 metri e larga 12. Sta­mat­ti­na, saba­to, “operai” e tec­ni­ci entr­eran­no in azione a Clib­bio di Sab­bio, a una trenti­na di metri dal­la par­roc­chiale, una dis­tan­za suf­fi­ciente nel caso di crol­lo del­l’ed­i­fi­cio peri­colante. Lunedì sarà la vol­ta di Pom­peg­ni­no di Vobarno. La strut­tura, da 10 x 20, sos­ti­tuirà l’at­tuale ten­done malanda­to, che ha la por­ta d’in­gres­so lega­ta col filo di fer­ro. Sarà pos­ta a fian­co del capan­none uti­liz­za­to come men­sa e cen­tro di ritro­vo (gli psi­colo­gi del­l’ospedale han­no rica­va­to anche uno spazio per ascoltare chi è in pre­da a ten­sioni e pau­re). Ver­rà inau­gu­ra­ta mart­edì mat­ti­na dai bam­bi­ni delle scuo­la mater­na, che can­ter­an­no e baller­an­no augu­ran­do a tut­ti un buon Natale. Mart­edì l’ul­ti­mo inter­ven­to, a Fasano di Gar­done Riv­iera. La quin­ta chieset­ta pre­fab­bri­ca­ta sarà instal­la­ta sul campet­to sporti­vo. Stasera il par­ro­co cele­br­erà la mes­sa a Fasano Sopra (ore 17.30); domani all’o­ra­to­rio (ore 9 e 11) e nel­la cap­pel­la del­la canon­i­ca (i vespri delle 16). Poi pren­derà pos­ses­so del­la nuova…capanna, da 12 x 15. Ben 358 gli edi­fi­ci reli­giosi con­trol­lati dal­la Soprint­en­den­za per i beni ambi­en­tali e architet­toni­ci di Bres­cia, Man­to­va e Cre­mona, su un totale di 404. Cen­tocinquan­ta quel­li agi­bili, 69 no. 139 pre­sen­tano dei rischi ma, appe­na effet­tua­ta la mes­sa in sicurez­za (reti per impedire la cadu­ta di cal­ci­nac­ci, travi, pun­tel­li, ecc.), in alcu­ni casi già ese­gui­ta, pos­sono essere uti­liz­za­ti dai fedeli. Che, in questi giorni, dicono le preghiere negli ora­tori e nelle palestre. Gli uomi­ni del­la Provin­cia han­no cal­co­la­to che le chiese di Gaz­zane, Clib­bio (le quat­tro fac­ciate sono seri­amente com­pro­messe, il cam­panile è taglia­to e, ora, avvolto nel cel­lo­phan), Carpene­da, Pom­peg­nin o e Fasano richiedano lavori dai 6 ai 18 mesi, cui bisogna aggiun­gere i tem­pi buro­crati­ci (iniziali) per recepire le indi­cazioni del­la Com­mis­sione beni cul­tur­ali e per la prog­et­tazione. Man­can­do locali alter­na­tivi, si è deciso di instal­lare i pre­fab­bri­cati. Don Arman­do Cal­dana, par­ro­co di Cam­pov­erde di Salò, ha scrit­to ai suoi com­pae­sani: «Tutte e tre le nos­tre chiese (S.Antonio, S.Firmina, S.Anna) sono inag­i­bili. Cele­bro le messe feri­ali nel­la pri­ma stan­za del­la canon­i­ca, e quelle fes­tive al Monas­tero del­la Vis­i­tazione. Per lim­itare i dis­a­gi di chi non ha l’au­to, alcu­ni volon­tari effet­tuano il trasporto. E’ inag­i­bile anche la mia abitazione, esclusa la cuci­na e la veran­da». I tec­ni­ci che sono pas­sati a con­trol­lare gli edi­fi­ci, gli han­no det­to che può solo far­si da man­gia­re (in cuci­na) e andare a pren­dere il sole sul ter­raz­zo. Cionos­tante don Arman­do guar­da al futuro con fiducia.

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