Transennato il sagrato, gli intonaci sono caduti dall’edificio e il tetto della canonica si è pericolosamente incurvato. La Regione ha già risposto con 21mila euro dopo l’allarme lanciato da don De Agostini

La chiesa parrocchiale perde i pezzi

14/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Gli intonaci esterni del­la chiesa par­roc­chiale cadono a pezzi, come il tet­to del­la canon­i­ca sul lato nord del­la chiesa, ai pie­di del cam­panile. A lan­cia­re l’allarme è il par­ro­co di Tor­ri, don Luciano De Agos­ti­ni, all’indomani del transen­na­men­to di una pic­co­la porzione del sagra­to anti­s­tante la par­roc­chiale, resosi nec­es­sario dopo il crol­lo di una parte del­la fac­cia­ta. Qualche giorno fa, infat­ti, in maniera piut­tosto inat­te­sa, alcune par­ti dell’intonaco del lato ovest del­la chiesa, quel­lo che si affac­cia sul lago, si sono stac­cate e sono cadute a ter­ra. Col ris­chio, se fos­se pas­sato qual­cuno in quel momen­to, di spedir­lo al pron­to soc­cor­so più vici­no, nel­la migliore delle ipote­si. Al peg­gio, al cam­posan­to. «Già da diver­si mesi» ha spie­ga­to don Luciano,« ci siamo accor­ti che gli intonaci del­la chiesa sta­vano inizian­do a cedere vis­tosa­mente. Inoltre, anche una parte del tet­to del­la canon­i­ca, sul lato nord del­la chiesa, pro­prio ai pie­di del cam­panile, si è «incur­va­to» ver­so la parte inter­na del fab­bri­ca­to. Infine, molte infil­trazioni d’acqua stan­no minan­do l’integrità di quel­lo stes­so edi­fi­cio, che neces­si­ta quin­di di inter­ven­ti di manuten­zione stra­or­di­nar­ia ed urgente. Ne può andare a ris­chio la pub­bli­ca inco­lu­mità». Non usa mezzi ter­mi­ni don Luciano, ormai al ses­to anno di attiv­ità nel pic­co­lo cen­tro lacus­tre, nel ren­dere nota la peri­colosità del­la situ­azione. «A breve», riprende, «lo dirò anche dal pul­pi­to del­la chiesa. Cosa che fino­ra non ho fat­to per non spaventare i fedeli e per­ché vole­vo vedere come si sarebbe con­clusa la richi­es­ta di con­tribu­ti che ave­va­mo fat­to». Dopo aver denun­ci­a­to la situ­azione, a fine otto­bre, alla com­mis­sione affari eco­nomi­ci del­la par­roc­chia, e dopo aver invi­a­to una det­tagli­a­ta relazione, sia alla curia che alla sovrin­ten­den­za di Verona, la richi­es­ta di con­tribu­ti il par­ro­co l’aveva fat­ta arrivare sui tavoli del­la . «Gra­zie all’interessamento dell’assessore comu­nale al pat­ri­mo­nio Alber­to Tomei, che», pros­egue don Luciano, «non solo ha sug­ger­i­to la stra­da da per­cor­rere, ma ha fat­to fisi­ca­mente da tramite alle nos­tre richi­este, por­tan­do a Venezia di per­sona gli incar­ta­men­ti, abbi­amo richiesto aiu­to all’assessore regionale ai lavori pub­bli­ci, Mas­si­mo Gior­get­ti. E la tan­to atte­sa rispos­ta pos­i­ti­va, in tem­pi davvero inaspet­tati, è arriva­ta. Per questo voglio pub­bli­ca­mente ringraziare entram­bi». La Giun­ta regionale ha infat­ti recepi­to l’istanza di Gior­get­ti ed ha des­ti­na­to alla «par­roc­chia dei San­ti Pietro e Pao­lo un con­trib­u­to stra­or­di­nario di ven­tunomi­la euro, ril­e­va­ta l’urgenza dei lavori per la sal­va­guardia del­la pub­bli­ca inco­lu­mità», come recita la moti­vazione del­la delib­era regionale. E così, alcu­ni giorni fa, copia del doc­u­men­to del­la Giun­ta è sta­ta trasmes­sa al par­ro­co e, a breve, saran­no indi­cate le modal­ità per riscuotere quan­to indi­ca­to. «L’assessore Gior­get­ti», ha pros­e­gui­to Alber­to Tomei, «si è mostra­to disponi­bile ad accogliere la richi­es­ta del­la nos­tra par­roc­chia, ed anzi è venu­to a fare un sopral­lu­o­go di per­sona. Gra­zie all’ar­ti­co­lo 78 del­la legge regionale numero 6/97, arriverà ora ques­ta bel­la cifra». Tor­ri, assieme all’altro Comune veronese Pas­tren­go (cui sono sta­ti des­ti­nati tren­tot­to mila euro per il restau­ro del Telegrafo Aus­tri­a­co, n.d.r.), è sta­to uno dei sette Comu­ni region­ali, a cui la Regione ha des­ti­na­to i con­tribu­ti. La spe­sa com­p­lessi­va per il restau­ro del­la chiesa par­roc­chiale di Tor­ri ammon­ta a «poco più di cen­to mil­ioni delle vec­chie lire», come lo stes­so par­ro­co ha ammes­so. «Ora», ha con­clu­so don De Agos­ti­ni, «chiederò ai fedeli di fare delle offerte per i lavori. Inoltre chiederò anche dei veri e pro­pri presti­ti, sen­za inter­es­si, ai par­roc­chi­ani che saran­no disponi­bili. A questi, con modal­ità da con­cor­dare per­sonal­mente, promet­to nat­u­ral­mente la resti­tuzione del denaro». I lavori di restau­ro del­la par­roc­chiale dovreb­bero iniziare a breve dato che, atten­dere anco­ra, potrebbe sig­nifi­care riportare ulte­ri­ori e più cos­tosi dan­ni strut­turali per la chiesa. Mano al portafoglio quin­di per rimet­tere a nuo­vo la par­roc­chiale dei patroni San­ti Pietro e Pao­lo, e per non essere da meno del­la Regione Vene­to. Per una vol­ta infat­ti, un ente pub­bli­co ha antic­i­pa­to la sol­i­da­ri­età dei pri­vati.

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