L’edificio sacro del ’600 fu sistemato da volontari. Un libro racconta la sua storia e la devozione che ha ispirato

La chiesetta di S. Antonio celebra 25 anni di restauro

29/06/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Una vera e pro­pria fes­ta per la ritrova­ta chiesa ded­i­ca­ta a Sant’Antonio, a ven­ticinque anni di dis­tan­za dal suo restau­ro e dal­la ria­per­tu­ra al pub­bli­co. Così domeni­ca sera, pro­prio a metà del­la tradizionale Tredic­i­na ded­i­ca­ta al San­to, il Grup­po di Sant’Antonio, com­pos­to da cit­ta­di­ni di Tor­ri che si sono prodi­gati negli anni per restau­rare e recu­per­are la mag­nifi­ca chieset­ta del­la metà del 1600 pos­ta poco pri­ma del cimitero nuo­vo, ha inte­so fes­teggia­re in grande stile il ven­ticinques­i­mo anniver­sario del­la ria­per­tu­ra del luo­go di cul­to. Di fronte ad un pub­bli­co numeroso e partecipe, il sin­da­co di Tor­ri, Alber­to Vedovel­li, ha ringrazi­a­to «quan­ti, nel cor­so degli anni, si sono prodi­gati per restau­rare la chieset­ta, e per resti­tuire ai cit­ta­di­ni una tradizione ed una devozione mai sopite». La pic­co­la chiesa, di pro­pri­età del­la famiglia del­lo scom­par­so Angi­oli­no Mari, dopo anni di abban­dono e dis­u­so, era sta­ta total­mente restau­ra­ta e recu­per­a­ta gra­zie all’opera del Grup­po Sant’Antonio, in col­lab­o­razione con il par­ro­co don Ama­dio Cao­bel­li, a Tor­ri dal 1978 al 1985, vero pro­mo­tore del­la inizia­ti­va. Il par­ro­co era rius­ci­to ad ottenere, gra­zie al sin­da­co dell’epoca, avvo­ca­to Igi­no Bonet­ti, un con­trat­to con i pro­pri­etari per l’utilizzo gra­tu­ito da parte del­la par­roc­chia del pic­co­lo edi­fi­cio voti­vo. Da qui era­no poi par­ti­ti, in cam­bio, i lavori di recu­pero, ese­gui­ti pure a tito­lo gra­tu­ito da parte di mura­tori, restau­ra­tori e altri lavo­ran­ti. Il 13 giug­no 1979 venne fes­teggia­ta la ria­per­tu­ra del­la chiesa dopo il restau­ro. Da allo­ra, dal pri­mo al tredi­ci giug­no di ogni anno, in moltissi­mi accor­rono ogni sera alla mes­sa delle 21, la Tredic­i­na, che nei sec­oli scor­si, era una isti­tuzione per i tor­re­sani e per gli abi­tan­ti delle con­trade vicine alla chiesa. Oltre a don Ama­dio Cao­bel­li, alla ser­a­ta sono inter­venu­ti pure don Gino Oliosi, par­ro­co di Tor­ri dal 1985 al 1997, e don Luciano De Agos­ti­ni, par­ro­co di Tor­ri, giun­to in paese subito dopo la parten­za di don Gino per Verona. Tut­ti han­no volu­to ren­dere omag­gio al San­to e ringraziare quan­ti del Grup­po di Sant’Antonio, Luig­i­na Per­ot­ti in tes­ta, han­no fat­to sì che tut­to questo si real­iz­zasse. Ma non è tut­to. Al ter­mine del­la benedi­zione infat­ti è sta­to pre­sen­ta­to un libro, cura­to dal­la stes­sa Per­ot­ti e da Mario Girar­di, aut­en­ti­ca memo­ria stor­i­ca e doc­u­men­tale di Tor­ri, dal tito­lo «La Tredic­i­na di Sant’Antonio, 25 anni di ricor­di». Il vol­ume, una cinquan­ti­na di pagine in tut­to, assai ric­co di foto a col­ori ed in bian­co e nero, oltre agli inter­ven­ti dei tre par­ro­ci riper­corre la sto­ria del­la chiesa, con par­ti­co­lare rifer­i­men­to al peri­o­do del suo recu­pero e del suc­ces­si­vo uti­liz­zo per mat­ri­moni, anniver­sari, ed altre ricor­ren­ze. Il tut­to a tes­ti­mo­ni­an­za di quan­to i cit­ta­di­ni di Tor­ri fos­sero e siano attac­cati a ques­ta minus­co­la chieset­ta, di quan­to abbiano inte­so val­oriz­zarla cel­e­bran­dovi ricor­ren­ze e nozze, e di quan­to siano devoti al Santo.