Sabato 6 aprile la riapertura di Santa Maria del Carmine dopo i restauri. Decisivo l’aiuto della Fondazione Cariplo

La chiesetta torna a risplendere

Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Dopo un labo­rioso restau­ro dura­to 5 mesi, è ritor­na­ta al suo anti­co splen­dore l’antica chieset­ta di San­ta Maria del Carmine (un vero gioiel­lo d’arte del XIX sec­o­lo), in via San­ta Maria, a Desen­zano, nel palaz­zo del­la Con­gregazione delle Suore Orso­line. Saba­to 6 aprile, alle ore 16, la chieset­ta riaprirà alla pre­sen­za delle autorità reli­giose e civili, ma l’invito a parte­ci­pare è este­so a tut­ti i cit­ta­di­ni. Don Adeli­no Campedel­li, par­ro­co del Duo­mo, offi­cerà la mes­sa. L’importante restau­ro con­ser­v­a­ti­vo del­la chieset­ta di San­ta Maria è sta­to pos­si­bile gra­zie ad un cospic­uo con­trib­u­to dona­to dal­la Fon­dazione Carip­lo. Le opere di ristrut­turazione sono state magis­tral­mente ese­gui­te dall’architetto Loren­zi­ni e dal­lo stu­dio tec­ni­co asso­ci­a­to dei geometri Giampiero Anchieri e Ugo Lavagni­ni di Lona­to. E’ sta­to rifat­to il man­to di cop­er­tu­ra con la for­mazione del­lo stra­to isolante e l’impermeabilizzazione; quin­di si è provve­du­to al risana­men­to del­la vol­ta pri­ma di inter­venire sulle pit­ture interne. E’ sta­to poi cre­ato il nuo­vo impianto elet­tri­co con lam­pade poste in modo da val­oriz­zare gli affres­chi del­la vol­ta, le pareti e le opere per il ripristi­no delle super­fi­ci pit­toriche. Inoltre si è provve­du­to alla sis­temazione di tutte le par­ti lignee, al restau­ro e alla elet­tri­fi­cazione del­la cam­pana, alla levi­gatu­ra dei pavi­men­ti e il risana­men­to delle fon­dazioni e al ripristi­no degli scarichi. Da notizie storiche è noto che, anco­ra nel 1837, le fun­zioni reli­giose in onore del­la Madon­na del Carmine era­no cel­e­brate in un locale del vec­chio con­ven­to, che venne però inter­det­to dal vesco­vo di Verona, per­ché pos­to in una casa «sor­di­da». Gli abi­tan­ti del­la con­tra­da decis­ero allo­ra di dar cor­so al voto fat­to nel 1815, di costru­ire cioè una chiesa in onore del­la Madon­na del Carmine. Venne indi­vid­u­a­ta un’area lib­era tra i palazzi delle famiglie Vil­lio e Barazeni. La chieset­ta venne prog­et­ta­ta dall’architetto desen­zanese Pietro Rizzieri Cal­ci­nar­di (1803–1896), che abita­va qua­si di fronte all’erigenda chiesa. La nuo­va chieset­ta fu benedet­ta e aper­ta al cul­to nel 1842.