Presentato il progetto: partenza in tunnel da Monte Oro, arrivo a Sant'Andrea.

La circonvallazione Ovest è pronta sulla carta.

09/09/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Il prog­et­to defin­i­ti­vo ‑anti­cam­era di quel­lo esec­u­ti­vo- del­la cir­con­va­l­lazione di Riva è sta­to pre­sen­ta­to da tec­ni­ci ed ammin­is­tra­tori nel­la mat­ti­na­ta di ieri in provin­cia. Si trat­ta del­la vari­ante alla des­ti­na­ta a drenare il traf­fi­co di scor­ri­men­to all’ester­no del­la cit­tà. Tre chilometri di lunghez­za, dal parcheg­gio del­la cir­con­va­l­lazione al biv­io con la provin­ciale delle Gra­zie, pas­san­do da san Gia­co­mo-Pasi­na-San­t’An­drea. Una ses­san­ti­na di mil­iar­di di cos­to e pos­si­bil­ità di iniziare i lavori durante il 2001 se non sorg­er­an­no troppe dif­fi­coltà con gli espropri.Dal momen­to del­la con­seg­na del­l’ap­pal­to (al ter­mine di una gara che, dato l’im­por­to in gio­co, dovrà essere su scala euro­pea) il vinci­tore avrà 25 mesi di tem­po per con­seg­nare la stra­da: a dimostrazione del­l’in­ter­esse per una soluzione rap­i­da c’è la clau­so­la che assi­cu­ra 10 mil­ioni di pre­mio per ogni giorno risparmi­a­to. Pre­mi a parte, com­in­cia a prospet­tar­si un ter­mine cred­i­bile per un lavoro che la Busa (e non solo Riva) sta atten­den­do almeno da ven­t’an­ni. Il prog­et­to prevede una stra­da a due cor­sie, larga 10,50 metri e lun­ga 3 chilometri. Due le gal­lerie: la pri­ma sot­to il Lavi­no e la Mad­dale­na, lun­ga 640 metri, da via Monte Oro (l’at­tuale parcheg­gio uti­liz­za­to anche dai bus, è des­ti­na­to a scom­par­ire) fino in cima a via Ardaro; la sec­on­da, arti­fi­ciale, lun­ga 137 metri all’al­tez­za del biv­io delle Ani­me, servirà ad oltrepas­sare la stes­sa via Ardaro (che quin­di non ver­rà attra­ver­sa­ta mai dal­la nuo­va arte­ria). Poi com­in­cia la serie delle rota­to­rie, sette fino a quel­la con l’at­tuale statale Riva-Arco: sono state prog­et­tate con lo scopo di offrire a chi si mette in stra­da ver­so Arco o Tren­to, un ven­taglio estrema­mente ampio di pos­si­bili imboc­chi, in modo che cias­cun auto­mo­bilista sceglien­do quel­lo che gli è più como­do e vici­no, pos­sa diver­si­fi­care i per­cor­si ed evitare l’at­tuale instasa­men­to (per­al­tro obbli­ga­to) dei viali del cen­tro. Dopo un ponte sul tor­rente Albo­la, la pri­ma roton­da è con la bretel­la Comai; la sec­on­da, poco dis­tante, servirà la zona fieris­ti­ca e con­gres­suale per la quale è pre­vista una nuo­va di acces­so; terza roton­da all’in­cro­cio con la statale di Varone e Ten­no, cir­ca a metà stra­da fra il biv­io del­la Pasi­na e quel­lo di via For­naset­ta; segue un sot­topas­so al tor­rente Varone, un sovrap­pas­so sopra via Venezia, una rota­to­ria all’in­cro­cio con la provin­ciale delle Gra­zie appe­na a sud del­la Cemen­ti Riva. Di lì in avan­ti ci sarà una «riqual­i­fi­cazione del­la via­bil­ità esistente»: sig­nifi­ca che la stra­da attuale ver­rà allarga­ta ed il traf­fi­co locale (agri­co­lo e di servizio agli sta­bil­i­men­ti) non potrà scor­rere sul­la diret­trice prin­ci­pale ma dovrà uti­liz­zare inter­poder­ali interne fino alle rota­to­rie. Ne sono pre­viste tre: una dove già c’è al biv­io delle Gra­zie; una sec­on­da a metà di via san­t’An­drea, chi­es­ta dal comune di Arco per servire la nuo­va zona arti­gianale pre­vista da quel prg; la terza all’in­cro­cio con la attuale statale Riva Arco. Il prog­et­to, redat­to dal­lo stu­dio Gen­tili­ni, sarà sot­to­pos­to mer­coledì prossi­mo alla con­feren­za di servizio. Sig­nifi­ca che i respon­s­abili di via­bil­ità, urban­is­ti­ca, tutela ambi­en­tale, baci­ni mon­tani, anti­ncen­dio, servizio geo­logi­co, comi­ta­to tec­ni­co provin­ciale, comune di Riva e comune di Arco, cias­cuno tenu­to a fornire un pro­prio speci­fi­co nul­la-osta sul prog­et­to, avrà modo di pren­derne visione ed avrà poi ses­san­ta giorni per esprimere pareri o ris­erve. Per metà novem­bre quin­di potrà par­tire la stesura del prog­et­to esec­u­ti­vo e con­tes­tual­mente la fase degli espro­pri. Se non ci saran­no grosse oppo­sizioni da parte dei pro­pri­etari si arriverà subito dopo all’ap­pal­to europeo. Poi, come s’è det­to, altri 25 mesi e l’in­cubo sarà dietro le spalle.

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