L’acqua del Benaco? Un invito a proteggerla lasciando il bacino del Po

La Comunità del Garda al Senato

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Di Luca Delpozzo
se.za.

Per ora non è dato sapere se ci saran­no con­seguen­ze pratiche, ma inten­to va reg­is­tra­to il recente incon­tro romano nel quale si è par­la­to del­la ges­tione delle acque del Gar­da: situ­azione, prob­le­mi e aspet­ta­tive sono state al cen­tro dell’audizione del­la com­mis­sione XIII del Sen­a­to, che si occu­pa di ter­ri­to­rio, ambi­ente e beni ambi­en­tali. L’interlocutore? La , rap­p­re­sen­ta­ta dal pres­i­dente Aventi­no Frau. Il pres­i­dente del­la com­mis­sione ha introdot­to i lavori invi­tan­do Frau a pre­sentare i prin­ci­pali prob­le­mi con­nes­si alla ges­tione idri­ca del baci­no garde­sano, ma nell’ambito di quel­lo più gen­erale del Po. E Frau ha rispos­to affer­man­do innanz­i­tut­to la «pecu­liar­ità» del Bena­co, invi­tan­do a cam­biare rot­ta e a con­sid­er­are e affrontare la ques­tione idri­ca garde­sana in modo autonomo, svin­colan­dola dal baci­no del Po. In prat­i­ca, il pres­i­dente comu­ni­tario ha chiesto l’istituzione di un sub baci­no Gar­da-Sar­ca-Min­cio-laghi di Man­to­va. Si è poi sof­fer­ma­to sulle carat­ter­is­tiche del pre­lie­vo idri­co, che orig­i­na inter­es­si a volte con­trastan­ti. «Oltre agli impieghi agri­coli — ha ricorda­to — che vedono ora una più atten­ta col­lab­o­razione tra i comu­ni riv­ieraschi e gli uti­liz­za­tori, non man­cano gli usi indus­tri­ali ed ener­geti­ci, anch’essi da riva­l­utare e ridurre, per la tutela dell’ambiente e del turismo».

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