Il presidente Aventino Frau propone di rendere definitiva la chiusura, oggi limitata al periodo da aprile a fine ottobre

La Comunità del Garda: «Al via un nuovo piano mobilità in tutta la zon

Di Luca Delpozzo
Giampaolo Chavan

«Chi­ud­ere per sem­pre il traf­fi­co dei tir sul­la Garde­sana? È dif­fi­cile da pot­er real­iz­zare». Il pres­i­dente del­la , Aventi­no Frau, non è un tipo da facili sparate. Tutt’altro. Dosa bene le parole e sgombera subito il cam­po da facili tri­on­fal­is­mi per chi sogna di non trovare più code in riva al lago. «Intan­to», dice, «abbi­amo ottenu­to la chiusura ai bison­ti del­la stra­da sul­la Garde­sana con mas­sa supe­ri­ore a 7,5 ton­nel­late dall’8 aprile fino al 31 otto­bre». Ma l’obiettivo è quel­lo di allun­gare il peri­o­do di chiusura del­la statale. «Non pos­so pre­tendere che il divi­eto di tran­si­to dei camion si pro­l­unghi per tut­to l’anno ma qualche mese in più non guasterebbe», aus­pi­ca il sen­a­tore uscente di Forza Italia. Strade più libere anche nelle mezze sta­gioni, insom­ma, «per ren­dere più attraente ai tur­isti il lago anche in quei mesi», affer­ma Frau.Ma più che al futuro, si pen­sa al pre­sente e alla tante mag­a­gne anco­ra da risol­vere. A par­tire dai sor­pas­si dei tir sul­la bretel­la che unisce Affi a Peschiera. «Queste manovre tal­vol­ta molto peri­colose provo­cano code e ral­len­ta­men­ti, osta­colan­do l’arrivo dei tur­isti sulle rive del Gar­da», seg­nala il pres­i­dente del­la Comu­nità. Un pes­si­mo bigli­et­to da visi­ta al quale bisogna porre presto i rime­di nec­es­sari. «Ser­vono più con­trol­li sulle strade» invo­ca Frau. E aggiunge: «È nec­es­saria anche una nor­ma­ti­va più sev­era: ne va del­la sicurez­za per auto­mo­bilisti e pas­san­ti». Ma tut­to ciò potrebbe non bastare per­chè res­ta il prob­le­ma dei camper: «Anche con il tran­si­to di questi mezzi si for­mano code di auto vis­to che sul­la Garde­sana spes­so è impos­si­bile superare».D’altro can­to ripen­sare alla cir­co­lazione su tut­ta l’area del Gar­da è indis­pens­abile: «Ogni anno in estate arrivano 17 mil­ioni di tur­isti e occorre miglio­rare l’accoglienza in ogni set­tore». L’emergenza, però, sem­bra essere già scat­ta­ta: «Guar­di oggi (ieri per chi legge ndr)», riv­ela Frau al tele­fono, «mi tro­vo sul­la Garde­sana, sono le 15.30 e già adesso che siamo fuori sta­gione si è for­ma­to un fiume di auto che, anche se mobile, sta provo­can­do non pochi dis­a­gi agli automobilisti».Eppure i pun­ti cru­ciali del traf­fi­co sul­la Garde­sana non man­cano. Ci sono e la Cane­va che attrag­gono una gran quan­tità di tur­isti. E poi i tur­isti e i vacanzieri del fine set­ti­mana. Sen­za con­tare chi sul lago ci abi­ta e ci lavo­ra. Un con­den­sato di esi­gen­ze che molto spes­so man­da in tilt il traf­fi­co sul Gar­da. Con la prospet­ti­va di perdere quote con­sid­erevoli del più che mai com­pet­i­ti­vo mer­ca­to tur­is­ti­co. «Non è vero che a Roma il gov­er­no è rimas­to indif­fer­ente: — chiarisce Frau — ogni vol­ta che ho par­la­to con il min­istro Pietro Lunar­di, l’ho trova­to sem­pre disponi­bile ad accogliere le richi­este di chi vive e lavo­ra sul lago di Garda».Di soluzioni, in realtà, ci sareb­bero: c’è chi come il sin­da­co di Peschiera, par­la di un poten­zi­a­men­to del trasporto di mer­ci e per­sone su acqua. «Sono d’accordo con l’esponente del­la Lega — chiarisce Frau — anche per­chè 100 e più auto su un traghet­to più volte al giorno rap­p­re­sen­tano una notev­ole riduzione di mezzi sul­la Gardesana».E a chi gli ricor­da i tagli del gov­er­no nel­la finanziaria alla voce dei laghi, l’esponente di Fi ricor­da che «sono già sta­ti posti rime­di. Il min­is­tero, per esem­pio, ha dato il suo via lib­era per l’assunzione di sta­gion­ali alla , indis­pens­abili per pot­er aumentare le corse».Il pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, però, ammette che occorre stu­di­are «un piano alter­na­ti­vo di via­bil­ità per tut­ta la zona del lago anche se adesso è arriva­to il momen­to di cal­mare subito la feb­bre alta, provo­ca­ta dall’emergenza traf­fi­co». Le prospet­tive, però, sem­bra­no tutt’altro che rosee ad iniziare dai prob­le­mi strut­turali sul­la stra­da che costeggia tut­to il lago. «Occorre tenere pre­sente anche la in Trenti­no che non ha sboc­chi» sot­to­lin­ea Frau. E con­clude: «Abbi­amo anche avver­sari con i quali ci scon­tri­amo da anni. Basti pen­sare ai diri­gen­ti del­la grossa dit­ta di trasporti «Arcese» di Arco che da sem­pre fa tran­sitare i suoi mezzi sul­la Garde­sana provo­can­do ingorghi e dis­a­gi agli automobilisti».