La promozione. L’ente ha 50 anni e un ruolo di rappresentanza e coordinamento. Mongiello: «Vogliamo più autonomia di gestione e finanziaria»

La Comunità del Garda batte i pugni

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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Momen­to cru­ciale per la . Le trasfor­mazioni isti­tuzion­ali, in via di definizione con le nuove leg­gi region­ali nel con­testo del decen­tra­men­to ammin­is­tra­ti­vo, pon­gono l’ente garde­sano, con un impianto statu­tario vigente da 30 anni, nel­la neces­sità di adeguar­si alle nuove realtà. In sostan­za di recu­per­are tra gli enti locali e le realtà pub­bliche asso­ciate, le ragioni fon­dan­ti dell’unità e del­la col­lab­o­razione su temi comu­ni. «È il momen­to», ha con forza sot­to­lin­eato il pres­i­dente Pino Mongiel­lo nell’assemblea gen­erale del­la Comu­nità, «di rilan­cia­re un bisog­no nuo­vo di fare una polit­i­ca garde­sana che non mod­i­fichi le inizia­tive locali, comu­nali, ter­ri­to­ri­ali, provin­ciali, ma cer­chi i fili dell’unità da tessere tut­ti insieme con intu­ito e volon­tà, fon­da­ta sul sen­so di un’appartenenza comune e sul riconosci­men­to di comu­ni val­ori e inter­es­si». Come tut­ti gli organ­is­mi, anche la Comu­nità del Gar­da in 50 anni di vita (è nata nel 1955) ha conosci­u­to momen­ti esaltan­ti e di stanchez­za, di prog­et­tual­ità e di ammin­is­trazione. «Tut­ti indub­bi­a­mente utili», ammette Mongiel­lo, «ma con l’urgenza oggi del ripen­sa­men­to di un sogget­to bena­cense che sia fun­zionale ai bisog­ni delle realtà sociali, eco­nomiche, cul­tur­ali del lago. Ossia imboc­care la stra­da di un corale appro­fondi­men­to del tema pre­fig­u­ran­do uno sboc­co di ridefinizione del­la Comu­nità, cui affi­dare anche pre­cisi ruoli di ges­tione, quin­di non solo di rap­p­re­sen­tan­za o di coor­di­na­men­to». Un prob­le­ma, quel­lo di dare autorev­olez­za e oper­a­tiv­ità e quin­di anche risorse alla Comu­nità affinché dia impor­tan­ti con­tribu­ti per l’intero baci­no, che non è di oggi. «Su queste tem­atiche è pre­vis­to un forum, alla cui preparazione», sot­to­lin­ea il pres­i­dente Mingiel­lo, «sta lavo­ran­do un comi­ta­to com­pos­to da tre mem­bri del diret­ti­vo, da due asses­sori provin­ciali (Bres­cia e Verona) e da un rap­p­re­sen­tante cias­cuno dell’area trenti­na e delle colline moreniche». L’ultimo incon­tro si è tenu­to all’inizio di dicem­bre, il che ha fat­to slittare entro la fine di questo mese l’indizione del forum. Impor­tante, nell’impostare una cor­ret­ta anal­isi del­la situ­azione, è sta­to il ruo­lo dell’assessore bres­ciano Vale­rio Pri­gnachi. Altret­tan­to impor­tan­ti le dichiarazioni dell’assessore veronese Davide Bendinel­li nel ruo­lo di inter­locu­tore priv­i­le­gia­to da asseg­nare alla Comu­nità, anche da un pun­to di vista oper­a­ti­vo, in tema di tur­is­mo. Con­corde sull’impostazione che è sta­ta data al forum, il pres­i­dente Mongiel­lo ha sot­to­lin­eato l’urgenza del­la soluzione ai prob­le­mi dell’ente e in par­ti­co­lare ha det­to che van­no date «risposte chiare e uni­voche» su temi quali l’aspetto giuridi­co — isti­tuzionale; com­pe­ten­ze e fun­zioni; oper­a­tiv­ità ges­tionale e autono­mia finanziaria. «Meglio», ha pun­tu­al­iz­za­to il pres­i­dente, «che il forum si con­clu­da con la sot­to­scrizione inteprovin­ciale di un accor­do: così si darà cor­so non solo a un dibat­ti­to cul­tur­ale ma anche a un impeg­no concreto».

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