Giovedì 10 maggio presso la Regione Lombardia si è tenuto un importante convegno sul Patto dell’acqua: dall’emergenza alla gestione integrata.

La Comunità del Garda presente a Milano per un “patto per l’acqua”

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Di Luca Delpozzo

Per la , ha parte­ci­pa­to il del­e­ga­to dal Pres­i­dente per i prob­le­mi idri­ci, dott. Vin­cen­zo Ceschini.Tra gli altri, era­no pre­sen­ti i Con­sorzi irrigui e di bonifi­ca, ossia i fruitori delle acque lacus­tri e flu­vi­ali del­la Lom­bar­dia che ven­gono uti­liz­zate per irri­gare cir­ca 600 mila ettari. In par­ti­co­lare, l’agricoltura lom­bar­da che uti­liz­za le acque dei fiu­mi Chiese e Min­cio, inte­grate con atting­i­men­ti da pozzi e fontanili, si svilup­pa su un’area di cir­ca cen­tomi­la ettari. Di quest’area cir­ca il 50% è colti­va­ta a mais, il 20% a pra­to; le altre col­ture inter­es­sano il 18% del­la super­fi­cie, la soia il 5%, le col­ture di sec­on­do rac­colto 4%, gli erbai estivi il 2% e il riso l’1%. Il meto­do irriguo più dif­fu­so è l’aspersione (69,5%); lo scor­ri­men­to super­fi­ciale inter­es­sa il 20% del­la super­fi­cie, la som­mer­sione l’1,1 % e la microir­rigazione il 0,5%.Il tema acqua pre­sen­ta una ril­e­van­za sociale, una com­p­lessità, un numero di inter­locu­tori ed un rilie­vo finanziario tale che solo l’individuazione di un per­cor­so, dif­fi­cile ma con­di­vi­so, potrà portare al risul­ta­to di miglio­rare la ges­tione del­la risor­sa idri­ca e quin­di di antic­i­pare le emer­gen­ze. Al ter­mine del con­veg­no, è, dunque, emer­so che occorre pre­venire una cron­i­ca situ­azione di con­flit­to, coin­vol­gen­do tut­ti i prin­ci­pali sogget­ti inter­es­sati in un “PATTO PER L’ACQUA”.L’obiettivo è quel­lo di trovare, attra­ver­so una anal­isi pre­cisa degli usi e delle disponi­bil­ità, un equi­lib­rio nell’utilizzo dell’acqua che pos­sa incon­trare le moltepli­ci esi­gen­ze degli uti­liz­za­tori di una risor­sa ogni giorno più rara. Ognuno dovrà essere spin­to a riflet­tere sulle pro­prie modal­ità di uti­liz­zo dell’acqua e a fare un pas­so avan­ti sia dal pun­to di vista cul­tur­ale che attuativo.Il dott. Ces­chi­ni, in rap­p­re­sen­tan­za del­la Comu­nità del Gar­da, è sta­to chiam­a­to a far parte di una com­mis­sione per oper­are una cor­ret­ta infor­mazione ed indi­vid­uare una fonte di dati — ad esem­pio quel­li dell’Arpa — in gra­do anche di svilup­pare pre­vi­sioni sug­li sce­nari futuri e con­di­videre la comu­ni­cazione come pat­ri­mo­nio comune (evi­tan­do allar­mi e allarmismi).

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