Bene il mercato del lavarello e cresce quello del persico; male la frega delle sarde, colpa del nuovo calendario

La Cooperativa pescatori denuncia anche il caro petrolio

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
s.j.

La Coop­er­a­ti­va fra pesca­tori di Gar­da rap­p­re­sen­ta una forza pro­dut­ti­va e uno spac­ca­to di vita sociale del paese. Fon­da­ta nel 1942, ha super­a­to anche i cen­to soci ma oggi con­ta solo 23 pesca­tori pro­fes­sion­isti, pre­siedu­ti da Mario Mon­ese. Al suo fian­co, all’interno del­la Pescheria in via Antiche Mura, il vicepres­i­dente Enri­co Mon­ese, una par­entela forse alla lon­tana. «I pesca­tori non sono in estinzione, anzi. Nel­la nos­tra asso­ci­azione ci sono parec­chi gio­vani che si sono avvi­c­i­nati a questo lavoro per pas­sione e tradizione famil­iare». Una pro­fes­sione dura. «La nos­tra gior­na­ta prevede nel pomerig­gio, dalle 15 alle 18, la posa delle reti in acqua. Poi di notte, ver­so le 2 e mez­zo o le 3, usci­amo di nuo­vo al largo per iniziare la pesca, che ter­mi­na ver­so le 9. Un lavoro che si svolge con qual­si­asi con­dizione atmos­fer­i­ca. Il peri­co­lo mag­giore non è cos­ti­tu­ito dal lago, ma dalle imbar­cazioni che d’estate sfrec­ciano nel buio infis­chi­an­dosene dei lim­i­ti orari». Mario Mon­ese elen­ca, insieme al col­le­ga Enri­co, i prob­le­mi del­la cat­e­go­ria: «Purtrop­po la nuo­va legge provin­ciale sul­la pesca in parte ci dan­neg­gia. Pren­di­amo le sarde, una specie che da sola rap­p­re­sen­ta il 40 — 50 per cen­to del­la pro­duzione itti­ca annua: nel peri­o­do del­la fre­ga, dal 25 mag­gio al 5 agos­to, abbi­amo a dis­po­sizione ben 30 giorni in meno per la cat­tura. E questo per dare più spazio ai pesca­tori dilet­tan­ti, che ora pos­sono pren­dere fino a cinque chili di sarde al giorno. A queste con­dizioni è inevitabile che il mer­ca­to crol­li. La nos­tra coop­er­a­ti­va ha pre­so qua­si cen­to quin­tali in meno». Tiene bene invece il lavarel­lo, che insieme alle sarde rap­p­re­sen­ta la specie più pesca­ta. Pros­egue Mario Mon­ese: «con il lavarel­lo siamo a liv­el­li stan­dard. La Provin­cia ci è venu­ta incon­tro, toglien­do il divi­eto di pesca dal 30 giug­no al 6 agos­to. Per quel che riguar­da il , il pesce più pre­gia­to, da due anni non c’è una gran resa. Due i quin­tali pescati tra set­tem­bre-otto­bre del 1999. Qua­si scom­parse le anguille, un po’ per man­can­za di sem­i­na e in parte per malat­tia. È in aumen­to la pro­duzione del per­si­co, men­tre è dimi­nui­ta quel­la del luc­cio. In calo anche la pesca delle alborelle». Un quadro non cer­to idil­li­a­co. «Le annate, come in agri­coltura, non sono tutte uguali. A pre­oc­cu­par­ci sono altri fat­tori come ad esem­pio le nuove regole sul­la pesca», inter­viene Gior­gio Bal­das­sari ex pres­i­dente del­la coop­er­a­ti­va. «Ma non solo», riprende Enri­co Mon­ese, «ad esem­pio pochi con­sid­er­a­no quan­to inci­da l’aumento del­la ben­z­i­na sul prez­zo del pesce. Ogni giorno per uscire in bar­ca spendi­amo dalle 20 alle 40 mila lire di gaso­lio. A dif­feren­za dei col­leghi che lavo­ra­no in mare, noi pesca­tori di acque interne non pos­si­amo con­tare su alcu­na agevolazione». Per diver­si­fi­care l’offerta, la Coop­er­a­ti­va fra pesca­tori di Gar­da (la gran parte del pesce del lago va sul mer­ca­to itti­co lom­bar­do) inau­gur­erà entro dicem­bre la nuo­va sede a San Bernar­do, nell’ex macel­lo, che affi­ancherà l’attuale sul lun­go­la­go, dove sarà anco­ra pos­si­bile com­prare il pesce al det­taglio. «Ques­ta vol­ta siamo pron­ti», con­fer­ma Mario Mon­ese. «Nel nuo­vo edi­fi­cio fare­mo la lavo­razione diret­ta del pesca­to, con filet­tatu­ra a macchi­na, affu­mi­catu­ra o con­ser­vazione sot­to vuoto».

Parole chiave: