Prima e dopo le elezioni si presentano i libri di Gaggia e Vedovelli sull’antica consorteria e gli antichi disegni della pesca di Gianfilippi

La Corporazione degli originari va al voto

23/12/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Mag­a­ri non ne sono del tut­to con­sapevoli, ma i loro nomi sono des­ti­nati a entrare nel­la sto­ria, almeno quel­la che si usa definire «locale». Sono le prime donne a can­di­dar­si per il con­siglio del­la Cor­po­razione degli antichi orig­i­nari. Si chia­mano Camil­la Mon­ese e Ste­fa­nia Pasot­ti. Ci sono volu­ti cinque sec­oli e mez­zo per­ché le «orig­i­nar­ie» potessero aver il voto nel sodal­izio che cus­todisce gelosa­mente i dirit­ti di pesca acquisi­ti nel lon­tano 1452. Se Camil­la e Ste­fa­nia usci­ran­no elette non lo sap­pi­amo, ma la loro can­di­datu­ra ha rot­to un incan­tes­i­mo che dura­va da più di mez­zo mil­len­nio. E non è esclu­so che altre can­di­da­ture fem­minili pos­sano emerg­ere all’ultimo momen­to. La vic­i­na del­la Cor­po­razione, ossia il gran con­siglio, si svolge oggi, sot­to il ten­done ris­torante allesti­to sul lun­go­la­go di Gar­da per il tra gli olivi. Un appun­ta­men­to impor­tante, e non solo per­ché si rin­no­va il con­siglio e si da final­mente il voto alle donne. Ma anche per una serie di even­tu­ali cul­tur­ali. Si com­in­cia alle 11 con la pre­sen­tazione di un vol­umet­to scrit­to da Fabio Gag­gia, vicesin­da­co, ma anche pres­i­dente del­la Cor­po­razione e stori­co di otti­mo spes­sore. Il tito­lo sem­bra un gio­co di parole: «Alle orig­i­ni del­la Cor­po­razione degli antichi orig­i­nari». Con­tiene il cen­si­men­to degli abi­tan­ti di Gar­da nel 1448, quat­tro anni pri­ma cioè, che venis­sero acquisi­ti i dirit­ti di pesca sul­la «Peschiera del Vò». Vi ven­gono elen­cate 263 per­sone. Qual­cuno, scor­ren­do quell’elenco, resterà delu­so: non ci sono i cog­no­mi delle attuali famiglie «orig­i­nar­ie». Ma all’epoca i cog­no­mi non esiste­vano pro­prio (l’avevano solo alcune famiglie nobil­iari), «per cui », scrive Gag­gia ‚« è prati­ca­mente impos­si­bile sapere se quel­li furono vera­mente gli ante­nati delle famiglie che in tem­pi suc­ces­sivi, fino ai nos­tri giorni, fan­no parte del­la Cor­po­razione». «Gli orig­i­nari d’oggidì? Sono i Boc­cali, i Cresci­ni, i Dall’Agnola, i Fasoli, i Gag­gia, i Maf­fez­zoli, i Malfer, i Mon­ese, i Pasot­ti, i Rag­no­li­ni, i Simonel­li e i Ton­di­ni. Provate a scor­rere l’elenco del tele­fono: alcu­ni di questi cog­no­mi sono dif­fu­sis­si­mi». La pre­sen­tazione del libret­to di Gag­gia non è l’unico momen­to cul­tur­ale del­la gior­na­ta. Nel pomerig­gio, alle 15, Gior­gio Vedovel­li illus­tra un altro vol­ume: «Le tav­ole del­la pesca», che con­tiene la ripro­duzione di una serie di splen­di­di dis­eg­ni antichi del Gian­fil­ip­pi ded­i­cati alle reti e agli attrezzi da pesca in uso sul Bena­co. Non è fini­ta. C’è anche la pre­sen­tazione di una video­cas­set­ta. S’intitola «Pesca­tori» ed è sta­ta prodot­ta da Gian­lui­gi Miele. E le votazioni? Quelle si svol­go­no a par­tire da mez­zo­giorno. Ci sono da eleg­gere i quindi­ci mem­bri del con­siglio gen­erale, che dura in car­i­ca sette anni. I con­siglieri attuali si rican­di­dano tut­ti, fat­ta eccezione per il pro­fes­sor Nereo Maf­fez­zoli, nom­i­na­to pres­i­dente emer­i­to del­la Cor­po­razione. Il con­siglio design­erà poi la ban­ca degli orig­i­nari, che è un po’ la giun­ta del sodal­izio: ne fan­no attual­mente parte Fabio Gag­gia, Gigi Mon­ese, che è il seg­re­tario (ruo­lo che in una soci­età pri­va­ta equi­var­rebbe all’amministratore del­e­ga­to) ed Ettori­no Malfer, uno dei più noti pesca­tori e voga­tori del lago. E men­tre si vota, si man­gia anche. La Coop­er­a­ti­va fra pesca­tori di Gar­da servirà a rit­mo con­tin­uo per tut­ta la gior­na­ta pesce in sal­sa.

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