Spettacolare intervento dei vigili del fuoco sul tetto della chiesa dopo il temporale: svelato il mistero del tesoro. Pioggia e grandine anche nel basso lago: piante sradicate e cantine allagate

La croce piegata dalla bufera

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Gran­dine, piog­gia, ven­to for­tis­si­mo: il doppio nubifra­gio che si è abbat­tuto ieri tra mez­zo­giorno e le 2 del pomerig­gio sul bas­so lago ha abbat­tuto alberi, alla­ga­to scant­i­nati e ha dan­neg­gia­to anche il cam­panile del­la chiesa di San Mar­ti­no. Ci han­no mes­so un’o­ra, i vig­ili del fuo­co, per togliere dal­la pun­ta del­la torre cam­pa­naria la croce di fer­ro pie­ga­ta dal mal­tem­po; e con la croce si è reso nec­es­sario rimuo­vere anche la sfera di met­al­lo, di cir­ca un metro di diametro, che funge­va da sup­por­to e che da sem­pre è al cen­tro di un mis­tero. Mis­tero che ieri, final­mente, è sta­to sve­la­to. L’in­ter­ven­to ha ani­ma­to il pri­mo pomerig­gio nel cen­tro stori­co, pro­prio nel momen­to in cui i tur­isti, e non solo, ricom­in­ci­a­vano ad affol­lare le strade dopo i due tem­po­rali. E’ sta­to il par­ro­co, don Vale­rio Can­tari­ni, ad accorg­er­si dei dan­ni causati alla chiesa e non solo: oltre alla croce e alla sfera del cam­panile, era infat­ti sta­to srad­i­ca­to anche uno degli alberi mes­si a dimo­ra su via XXX Mag­gio, tra l’edificio sacro e l’ex carcere mil­itare. Lì ci sono alcu­ni posti macchi­na e for­tu­nata­mente solo una delle autovet­ture è rimas­ta dan­neg­gia­ta dal­la cadu­ta del­la pianta. «Per pie­gare in quel modo la croce non può essere sta­ta che una sor­ta di trom­ba d’aria, un vero e pro­prio vor­tice. Val­u­ta­ta la situ­azione ho chiam­a­to l’asses­sore Fio­rio, respon­s­abile, tra l’al­tro, del­la , che ha con­venu­to con me sul ris­chio di una pos­si­bile cadu­ta del­la croce stes­sa», rac­con­ta il par­ro­co. Dopo l’is­pezione l’asses­sore ha aller­ta­to i volon­tari del­la squadra del Bas­so lago del­la Pro­tezione civile del­l’Ana e sono sta­ti chia­mati i Vig­ili del fuo­co. «Occor­re­va arrivare alla som­mità del cam­panile ed era­no nec­es­sari mezzi che noi non abbi­amo in dotazione», spie­ga Enri­co Fasoli, capogrup­po del­la Pro­tezione civile. «Una vol­ta in cima, i Vig­ili han­no con­stata­to che si dove­vano rimuo­vere sia la croce che la sfera di met­al­lo che le face­va da sup­por­to». Tolte le par­ti dan­neg­giate, è però emer­so un nuo­vo prob­le­ma: a nes­suno piace­va l’idea di las­cia­re il cam­panile del­la chiesa sen­za croce. «In effet­ti mi han­no chiesto di procu­rarne una», com­men­ta sor­ri­den­do il par­ro­co di San Mar­ti­no. «Così ho pre­so una delle cro­ci in leg­no che sono in chiesa e l’ho data ai vig­ili del fuo­co che l’han­no posizion­a­ta al pos­to di quel­la orig­i­nale». La vicen­da si è presta­ta a un curioso ris­volto; ha infat­ti pos­to fine alla leggen­da sec­on­do la quale la sfera sul cam­panile dove­va essere piena di «marenghi», le mon­ete d’oro, del val­ore di ven­ti franchi, fat­te coniare da Napoleone dopo l’omon­i­ma vit­to­riosa battaglia del 1800. Quelle mon­ete dove­vano, in sostan­za, rap­p­re­sentare i beni del­la par­roc­chia, e sec­on­do la dice­ria popo­lare era­no state nascoste per impedire che finis­sero nelle mani nemiche. «Mag­a­ri fos­se sta­to così», com­men­ta don Vale­rio. «Come ho det­to a quan­ti si sono fer­mati per assis­tere alle oper­azioni di recu­pero, con l’even­tuale tesoro avrem­mo potu­to sis­temare i dan­ni causati dal tem­po­rale e fes­teggia­re tut­ti insieme. Purtrop­po, però, nel­la sfera è sta­ta trova­ta solo del­la paglia». Un mis­tero sve­la­to che ha strap­pa­to qualche sor­riso agli uomi­ni impeg­nati a fron­teggia­re l’ennesima onda­ta di mal­tem­po di ques­ta paz­za estate. I volon­tari del­la squadra del Bas­so lago del­la Pro­tezione civile col­le­ga­ta all’Associazione nazionale han­no lavo­ra­to tut­to il giorno — e non sono sta­ti i soli — per rimuo­vere rami cadu­ti e piante srad­i­cate: oltre a quel­la di via XXX Mag­gio, sono sta­ti seg­nalati prob­le­mi anche in via Monte , nei pres­si del­la caser­ma dei . «E non è anco­ra fini­ta, almeno per quan­to ci riguar­da», antic­i­pa­va in ser­a­ta lo stes­so Fasoli. «Ci han­no chiesto di inter­venire nel­la zona sud del­la provin­cia, investi­ta dal­la gran­dine. Dopo di che rester­e­mo in aller­ta per tut­ta la notte». Le pre­vi­sioni, purtrop­po, sono neg­a­tive anche per la gior­na­ta odier­na: il ris­chio tem­pes­ta rimane elevato.