Gemellaggio Garda - Garmish. Festa finale all’Alberghiero dopo tre settimane di attività

La cucina non ha più frontiere

Di Luca Delpozzo
m.to.

«Dopo tre set­ti­mane in cui abbi­amo man­gia­to qua­si esclu­si­va­mente pas­ta­s­ciut­ta, adesso potremo gustar­ci, al nos­tro rien­tro a casa, le nos­tre patate…». In ogni caso il bra­vo allie­vo del­l’is­ti­tu­to alberghiero di sta­to di Garmisch, local­ità sci­is­ti­ca bavarese dove si svolge ogni anno una tap­pa del­la Cop­pa del mon­do di Sci, dal suo sog­giorno sulle rive del Gar­da si porterà con sé un bel ricor­do: di sole, cielo ter­so, ami­cizie con­quis­tate e, soprat­tut­to, di nuove espe­rien­ze pro­fes­sion­ali. Si è infat­ti con­clu­so l’al­tra sera nel­l’is­ti­tu­to alberghiero di Desen­zano il prog­et­to “Leonar­do”, finanzi­a­to dal­l’Ue, che ha vis­to in due anni scam­biar­si, tra i due isti­tu­ti pro­fes­sion­ali, grup­pi di allievi (17 i tedeschi, 13 gli ital­iani) alla ricer­ca di una cresci­ta pro­fes­sion­ale. Addirit­tura, per i ragazzi bavare­si ci pro­fi­lano inter­es­san­ti prospet­tive d’oc­cu­pazione in alcu­ni alberghi del­la nos­tra riv­iera. Le assi­cu­razioni sono giunte ai loro docen­ti da parte di oper­a­tori garde­sani. «Han­no impara­to i rudi­men­ti delle due lingue — spie­ga la prof.ssa Gabriel­la Bor­roni, una delle orga­niz­za­tri­ci del prog­et­to europeo — poi han­no svolto espe­rien­ze di lavoro negli alberghi, alter­nan­dole a lezioni di lin­gua e prat­i­ca. Non sono man­cate le escur­sioni cul­tur­ali. I ragazzi tedeschi, per esem­pio, han­no vis­i­ta­to can­tine azien­dali, i nos­tri invece le bir­rerie e i caseifi­ci quan­do si sono trovati a Garmisch». Il prog­et­to “Leonar­do” venne avvi­a­to dal­l’al­lo­ra pre­side del­l’Al­berghiero “Cate­ri­na dé Medici”, Adal­ber­to Avanzi, oggi in pen­sione. Ne ha rac­colto il tes­ti­mone il suo suc­ces­sore Clau­dio Maz­za­cani. Il cor­so è sta­to sanci­to da un “gala din­er” ita­lo-bavarese al quale han­no parte­ci­pa­to il pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione Cuochi di Garmisch, Peter Koern­er, il pre­side del­l’is­ti­tu­to tedesco, Mar­tin Kratz, quin­di i docen­ti Osval­do Zuc­chel­li e Vit­to­rio Mombel­li che han­no coa­d­i­u­va­to la sig­no­ra Bor­roni nel­la ges­tione del­l’in­tero progetto.