Da Sirmione a Limone, con le tre amministrazioni del lago d’Idro, il Consorzio comprenderà 17 Comuni. Agli enti locali concessioni extraportuali e navigazione pubblica

La devolution del Demanio

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Da alcu­ni anni le 14 local­ità del­la spon­da bres­ciana del Gar­da (da Sirmione a Limone) e le 3 del lago d’ Idro gestis­cono con­giun­ta­mente le con­ces­sioni delle aree extra­por­tu­ali. Han­no cre­ato a suo tem­po un’ asso­ci­azione che, dal­la metà del 2001, ha ril­e­va­to i com­pi­ti del­la Regione. La Ges­tione asso­ci­a­ta sta­bilisce i canoni da appli­care a chi chiede l’u­ti­liz­zo di una spi­ag­gia, di un pon­tile o di un’area dema­niale per rimes­sag­gi o cen­tri nau­ti­ci, e a chi vuole uti­liz­zare un ormeg­gio fuori da un por­to. Gli introiti ammon­tano a cir­ca un mil­ione e mez­zo di euro all’an­no. La «Ges­tione asso­ci­a­ta», che ha la sede a Salò, ed è pre­siedu­ta da Bernar­do Berar­dinel­li, tiene per sè il 10%; cias­cun Comune il 50% degli incas­si rel­a­tivi al pro­prio ter­ri­to­rio; la Regione il 40%, che poi finisce di river­sare in loco, effet­tuan­do inves­ti­men­ti, come la manuten­zione dei por­ti. Due fun­zionari del Pirellone, Rolan­do Imbrò e Alessio Picarel­li, han­no avu­to modo di spie­gare che «in pas­sato i con­trol­li era­no piut­tosto alle­gri, e molti pri­vati non paga­vano nem­meno i canoni. I sin­daci, riu­ni­ti nel­la Ges­tione asso­ci­a­ta, stan­no dan­do un seg­nale impor­tante, e i risul­tati sono pos­i­tivi». Un raf­fron­to con il pas­sato non è pos­si­bile, poichè non si conoscono le cifre riscosse negli anni scor­si da . «Noi cer­chi­amo di evadere le nuove domande in tem­pi bre­vi, e teni­amo le con­feren­ze dei servizi per il rilas­cio delle con­ces­sioni ‑ha spie­ga­to Berar­dinel­li-. Inoltre abbi­amo pre­so in mano le vec­chie pratiche. C’er­a­no anni e anni di canoni arretrati mai accer­tati nè riscos­si dal­la Regione, attra­ver­so l’A­gen­zia del demanio». Ulti­ma­mente la Ges­tione asso­ci­a­ta si è vista affi­dare nuovi com­pi­ti, come la ripar­tizione delle risorse invi­ate dal­la Regione in base a un piano di baci­no, la delim­i­tazione delle zone por­tu­ali con l’A­gen­zia del demanio, la ver­i­fi­ca di con­for­mità delle opere finanzi­ate dal Pirellone e real­iz­zate dai Comu­ni, ecc. Adesso i Con­sigli comu­nali delle 17 local­ità stan­no approvan­do il pas­sag­gio delle com­pe­ten­ze a un Con­sorzio, che inizierà a oper­are dal 1 gen­naio. Per i pri­mi quat­tro anni la sede rimar­rà a Salò. «Il Con­sorzio avrà per­son­al­ità giuridi­ca ‑con­tin­ua il pres­i­dente-. Potremo gestire in loco la prog­et­tazione degli inter­ven­ti, appaltare, affi­dare la direzione dei lavori. In altre parole: pre­sen­ter­e­mo il piano di baci­no, con gli inves­ti­men­ti nec­es­sari. Milano lo approverà e ci darà i quat­tri­ni. Noi li spender­e­mo». E in futuro l’at­tiv­ità dovrebbe espan­der­si ulte­ri­or­mente. La pub­bli­ca dei laghi di Gar­da (che dispone di alis­cafi, cata­ma­rani e moton­avi, ha la direzione d’e­ser­cizio a Desen­zano, il cantiere di Peschiera, due res­i­den­ze di servizio a Toscolano Mader­no e a Riva), Mag­giore e Como è una Ges­tione gov­er­na­ti­va, ma si pro­fi­la la sua region­al­iz­zazione. «C’è l’in­ten­zione di con­ferire i bat­tel­li al Con­sorzio for­ma­to dai Comu­ni, come già avvenu­to a Iseo ‑aggiunge Berar­dinel­li-. Le spese gen­er­ali per il fun­zion­a­men­to se le accollerà il Pirellone, che dovrà indi­vid­uare le risorse per la manuten­zione delle strut­ture e dei mezzi. Pro­prio in questi giorni sta con­clu­den­do l’ac­cor­do con il Min­is­tero per quan­to riguar­da il lago di Como. Noi adesso ci sti­amo dotan­do di uno stru­men­to (il Con­sorzio, in sos­ti­tuzione del­la Ges­tione asso­ci­a­ta, cos­ti­tui­ta provvi­so­ri­a­mente, con sca­den­za 31 dicem­bre 2004) che con­sen­tirà di con­tin­uare a fare le stesse cose, sep­pure con mag­giore autono­mia, pron­ti comunque ad accettare le sfide future». Il pres­i­dente ha assi­cu­ra­to che i dipen­den­ti del­la Ges­tione attuale saran­no tute­lati, e con­server­an­no il pos­to. Ed ha spie­ga­to che la Regione si è impeg­na­ta, a par­tire dal 2006, ad accrescere del 5% (cal­co­la­to sul­l’am­montare dei canoni annu­ali) gli stanzi­a­men­ti da river­sare sul ter­ri­to­rio. «Già adesso ‑ha con­clu­so- Milano resti­tu­isce al Gar­da più del 40% di ciò che riceve. Si crea, insom­ma, un cir­co­lo vir­tu­oso». Il Con­sorzio ha già ottenu­to il via lib­era in numerose local­ità. Come ente duraturo potrà garan­tire un’or­ga­niz­zazione sta­bile, avere una visione uni­taria delle prob­lem­atiche riguardan­ti le aree a lago e le politiche tar­if­farie, svol­gere un’ac­cu­ra­ta vig­i­lan­za, con­trol­lare l’abu­sivis­mo delle boe, pro­gram­mare inter­ven­ti di rimozione e seque­stro (assieme a e ).

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