Questa la cifra che la Fondazione Cassa di Risparmio di Verona ha deciso di stanziare per la ristrutturazione e il recupero culturale dell’edificio storico

La Dogana Veneta incassa un miliardo

28/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

La Fon­dazione Cas­sa di Risparmio di Verona ha des­ti­na­to, nel quadro del pro­gram­ma per la con­ser­vazione e val­oriz­zazione dei beni stori­co-artis­ti­ci e ambi­en­tali, un con­trib­u­to di un mil­iar­do al Comune lacisiense. «E’ questo un momen­to di par­ti­co­lare sod­dis­fazione», fa pre­sente il sin­da­co Luca Sebas­tiano, «non solo per l’Amministrazione comu­nale ma per l’intera col­let­tiv­ità vis­to che final­mente vedi­amo coro­nati i nos­tri sforzi da un prog­et­to defin­i­ti­vo e approva­to per il recu­pero del­la un bene caro a tut­ti i lacisien­si». Dopo la chiusura al pub­bli­co, per motivi sta­ti­ci avvenu­ta cir­ca due anni or sono, con l’ultima splen­di­da notizia arriva­ta dal­la Fon­dazione Cariverona, anche il prob­le­ma di carat­tere finanziario risul­ta in parte super­a­to. «Tra qualche mese risul­terà pos­si­bile », sot­to­lin­ea Sebas­tiano, «dare il via agli inter­ven­ti pre­visti dal pri­mo stral­cio dei lavori che riguardano il restau­ro e il con­sol­i­da­men­to strut­turale dell’edificio con una spe­sa di cir­ca due mil­iar­di. Mi sen­to in dovere di ringraziare pub­bli­ca­mente quan­ti han­no dato il loro appor­to e in par­ti­co­lare l’ingegnere Pao­lo Biasi e la Fon­dazione Cas­sa di Risparmio per aver con­tribuito in modo sostanziale a resti­tuire all’uso dei cit­ta­di­ni un bene stori­co che da oltre sette sec­oli occu­pa un ruo­lo impor­tan­tis­si­mo per la popo­lazione di Lazise.»

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