Mauro Malfer svela alcuni punti sulla riqualificazione della zona

«La fascia lago sarà un gioiello»

06/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
p.t.

Dopo molte ipote­si, finte fughe di notizie e illazioni, ven­erdì prossi­mo i rivani conoscer­an­no final­mente il futuro volto del­la fas­cia lago. Dopo ben dieci mesi di con­clave, infat­ti, la task force di pro­fes­sion­isti a cui era sta­to affida­to il com­pi­to di “ripen­sare” quel­la parte di Riva che, a sud di viale Rovere­to, parte dal­la Roc­ca e ter­mi­na a Por­to San Nicolò pre­sen­terà al pub­bli­co — si spera numeroso — il prog­et­to. L’ap­pun­ta­men­to è per il 12 gen­naio, alle 15, pres­so la sala assem­bleare del­l’ex Incompiuta.Ma come cam­bierà il volto di ques­ta impor­tan­tis­si­ma parte di Riva? Quali sono le novità più impor­tan­ti? L’ar­chitet­to Malfer è un po’ restio nel fornire “anteprime”, ma spie­ga che il grande piaz­za­le tra l’ex stazione delle auto­cor­riere e il Palaz­zo dei Con­gres­si diven­terà una piaz­za, che quest’ul­ti­mo ospiterà un teatro e diven­terà vero e pun­to di pas­sag­gio su un nuo­vo asse pedonale che tro­verà in viale delle Mag­no­lie il trat­to di parten­za. Il carat­ter­is­ti­co viale, infat­ti, “pros­eguirà” pas­san­do attra­ver­so la strut­tura del­l’ex stazione, lo stes­so Pala­con­gres­si, attra­ver­san­do il par­co del­l’Ho­tel Lido, l’area ex Cat­toi e arrivan­do fino alla Colo­nia Mirala­go. Un ter­zo asse viario, insom­ma, immer­so nel verde, tra il lun­go­la­go e viale Rovere­to. «Il Palaz­zo dei Con­gres­si — spie­ga l’ar­chitet­to rivano — non sarà più un palaz­zo a cui pas­sare vici­no, ma diven­terà luo­go aper­to di cultura».La Mirala­go, poi, ospiterà un cen­tro benessere e nel­l’area verde tro­ver­an­no pos­to i campi da ten­nis del Cir­co­lo Ten­nis Riva. Le novità sono molte ed impor­tan­ti, dunque, ma per essere capite ed apprez­zate devono essere con­sid­er­ate come par­ti di un con­testo assai più ampio.«È prati­ca­mente impos­si­bile spie­gare il prog­et­to di riqual­i­fi­cazione in poche parole — affer­ma l’ar­chitet­to Mau­ro Malfer, pres­i­dente del­la Lido di Riva, che ven­erdì, durante la con­feren­za, siederà sul ban­co dei rela­tori accan­to al sin­da­co di Riva, al pres­i­dente del­la Giun­ta Provin­ciale, all’ar­chitet­to Alber­to Cec­chet­to e al soci­ol­o­go Nadio Delai — sen­za cor­rere il ris­chio di fornire dati insuf­fi­ci­en­ti a capire il grande lavoro svolto per redi­gere questo prog­et­to e la filosofia che sta alla base di alcune scelte, nes­suna delle quali è super­fi­ciale e tan­to meno casuale. Le novità ci saran­no, insom­ma, ma per com­pren­der­le fino in fon­do occorre andare oltre quel­lo che, sep­pur in maniera det­tagli­a­ta, è sta­to ricostru­ito sui quat­tro plas­ti­ci preparati per meglio illus­trare il prog­et­to. «I due obi­et­tivi — con­tin­ua — era­no “svilup­po eco­nom­i­co” e “val­oriz­zazione ambi­en­tale”. Da queste basi, si è par­ti­ti per val­oriz­zare al mas­si­mo una zona d’enorme pre­gio come quel­la del­la fas­cia lago che promette di diventare aut­en­ti­co gioiel­lo, non solo nel­la nos­tra Provin­cia, ma addirit­tura in ambito nazionale. Non va dimen­ti­ca­to, però, che in tut­to questo dis­cor­so, ha ricop­er­to impor­tan­za fon­da­men­tale il deside­rio di rispon­dere alle esi­gen­ze del­la gente: quelle dei tur­isti, ma anche e soprat­tut­to dei res­i­den­ti. Sono fer­ma­mente con­vin­to — con­clude Malfer — che i nos­tri obi­et­tivi potran­no essere rag­giun­ti pun­tano più sul­la qual­ità che sul­la quan­tità. Per l’area ex Cat­toi, ad esem­pio, c’è bisog­no di gran­di prog­et­ti architet­toni­ci, che diventi­no fiori all’oc­chiel­lo per la nos­tra cit­tad­i­na. Per questo, per spie­gare nel­la sua com­p­lessità il prog­et­to e la filosofia di lavoro che ci ha gui­dati, spero che i rivani inter­vengano numerosi alla pre­sen­tazione di venerdì».