Prosegue la «crociata» di valorizzazione dei simboli religiosi cattolici promossa dalla Giunta leghista. Un concorso invita i cittadini a «decorare» i quartieri con affreschi sacri

«La fede? Dipingetela sui muri»

29/10/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

di Mon­tichiari si can­di­da a diven­tre la cit­tà sim­bo­lo dei cat­toli­ci bres­ciani. E non solo per la pre­sen­za del San­tu­ario delle Fontanelle diven­ta­to ormai meta di pel­le­gri­ni prove­ni­en­ti da mez­zo mon­do. L’aspirazione è lega­ta anche e soprat­tut­to alla cam­pagna di val­oriz­zazione dei sim­boli e quin­di dei val­ori cris­tiani pro­mossa dal­la Giun­ta gui­da­ta dal sin­da­co leghista Gianan­to­nio Rosa. La mod­er­na «cro­ci­a­ta» pro­mossa dall’Amministrazione civi­ca è com­in­ci­a­ta con l’installazione del­la croce posizion­a­ta all’ingresso del paese, pro­prio davan­ti al Cen­tro fiera. Poi, il Comune ha manda­to in «pen­sione» il gen­erale Garibal­di ded­i­can­do a San­ta Maria, la piaz­za un tem­po inti­to­la­ta all’«Eroe dei due mon­di». Un’operazione nobil­i­ta­ta dal­la posa di una stat­ua del­la Vergine a fian­co del Duo­mo. Ora un altro pas­so ver­so la «san­tità»: l’Amministrazione comu­nale ha lan­cia l’idea di un con­cor­so per la miglior San­tel­la. Tut­ti i cit­ta­di­ni cre­ativi avran­no l’occasione per tra­man­dare ai pos­teri il loro nome. Ma non rimar­rà una sem­plice San­tel­la, inat­ti­va e mag­a­ri poco vis­i­bile sul muro di qualche ango­lo di stra­da o di piaz­za. Il Comune intende real­iz­zare un libro che rac­col­ga le immag­i­ni di tutte le San­telle e i mon­u­men­ti sac­ri, pub­bli­ci e pri­vati, che si trovano sul ter­ri­to­rio. Quin­di oltre al con­cor­so anche un libro da regalare agli ospi­ti ed agli ami­ci, l’ideale per un rega­lo insoli­to. «Il Comune bandirà un con­cor­so invi­tan­do sin­goli cit­ta­di­ni o grup­pi di lavoro a real­iz­zare nuove san­telle in tut­ti i quartieri o nelle zone di recente edi­fi­cazione — spie­ga il sin­da­co Rosa -. Le san­telle ver­ran­no val­u­tate da una giuria che pre­mierà le migliori men­tre tutte ver­ran­no fotografate e inserite nel­la sezione “nuove san­telle” del­la nuo­va pub­bli­cazione». Ma cosa devono fare i nov­el­li affres­ca­tori di fig­ure sacre? Pri­ma di tut­to rac­cogliere tutte le infor­mazioni sull’iniziativa tele­fo­nan­do a Fed­eri­co Miglio­rati che risponde ai numeri 030–9656289 o 328–9517329. San­telle poco conosciute ve ne sono molte a Mon­tichiari, soprat­tut­to nelle frazioni, ma purtrop­po alcune di esse sono anche trascu­rate e mal­ri­dotte. Chissà che questo inter­ven­to comu­nale non ser­va a riaf­fres­car­le e mag­a­ri a rin­verdire qualche tradizione come quel­la che lega un grup­po di cit­ta­di­ni del cen­tro stori­co alla San­tel­la di Por­ta Inferi, ded­i­ca­ta a San Roc­co, attorno alla quale ogni anno il 16 di agos­to si svilup­pa un incon­tro di preghiera, di alle­gria e di vita sociale con­di­ta dai buoni prodot­ti artis­ti­ci ed enogas­tro­nomi­ci del­la miglior tradizione bres­ciana. Se poi qualche cit­tadi­no volesse saperne di più in mer­i­to al pen­siero del sin­da­co su queste attiv­ità a sfon­do reli­gioso, vada a leg­ger­si la let­tera di pre­sen­tazione del pri­mo cit­tadi­no nel­la pri­ma pag­i­na dell’ultimo numero di «Mon­tichiari-Comune aper­to», bol­let­ti­no comu­nale trimes­trale dis­tribuito alle 7500 famiglie. In rispos­ta al fat­to che la grande croce posizion­a­ta di fronte al Cen­tro fiera «pos­sa essere di dis­tur­bo a qual­cuno» il sin­da­co risponde che «non lo è cer­to per la Giun­ta e la nos­tra gente che la con­sid­e­ri­amo preziosa tradizione. Se la croce per qual­cuno sem­bra un moni­to, allo­ra lo sia e sig­ni­fichi: a Mon­tichiari il potere tem­po­rale sim­bo­leg­ga­to dal­la coro­na, pog­gia ed attinge le sue radi­ci dal potere spir­i­tuale ovvero la croce. In ter­mi­ni più sem­pli­ci: a Mon­tichiari la reli­gione cat­toli­ca reg­na sovrana». Dichiarazione che sem­bra trovare molto ter­reno favorev­ole e pochi dis­sensi, almeno fino ad ora.