Sistemato il raccordo interno del parco materiali motorizzazione del Genio All’opera il treno «pronto intervento» usato anche in Albania

La ferrovia militare è tutta nuova

Di Luca Delpozzo
Camilla Madinelli

Si sono con­clusi nei tem­pi pre­visti i lavori di manuten­zione e ripristi­no del rac­cor­do fer­roviario mil­itare all’interno del par­co mate­ri­ali motor­iz­zazione e Genio, 140 ettari tra l’abitato e il Min­cio dove lavo­ra­no cir­ca 200 mil­i­tari sot­to il coman­do del colon­nel­lo Francesco Palmieri. Il rac­cor­do, rimes­so a nuo­vo in cir­ca due mesi da un grup­po del reg­g­i­men­to Genio Fer­rovieri di Cas­tel Mag­giore, è sta­to così inau­gu­ra­to giovedì alla pre­sen­za di numerose autorità mil­i­tari e di alcu­ni asses­sori del Comune aril­i­cense. Il taglio del nas­tro è avvenu­to per mano del coman­dante delle Forze Oper­a­tive Ter­restri, il gen­erale di Cor­po d’Armata Cosi­mo D’Arrigo, affi­an­ca­to dal gen­erale del­la briga­ta Genio Clau­dio Angelel­li e dal coman­dante del reg­g­i­men­to Fer­rovieri colon­nel­lo Mario Pietrangeli, men­tre la benedi­zione del­la nuo­va lin­ea è sta­ta data da mon­sign­or Ange­lo Bag­nasco, ordi­nario mil­itare per l’Italia. Una quar­an­ti­na i mil­i­tari impeg­nati nell’operazione, sia in ambito logis­ti­co che prati­co. Nove in totale i devi­a­toi revi­sion­ati, che con­ducono i con­vogli tra gli edi­fi­ci adibiti a mag­a­zz­i­no. Un intero bina­rio con una cur­va lun­ga 376 metri, invece, ormai defor­ma­to dalle con­dizioni atmos­feriche e con tra­ver­sine del 1940 cir­ca non più in gra­do di sop­portare i carichi odierni e le mod­erne car­rozze delle fer­rovie, è sta­to del tut­to rimosso e ricostru­ito. I lavori sono com­in­ciati alla fine di aprile e sono sta­ti effet­tuati con l’utilizzo del treno «Pron­to inter­ven­to», che dispone di tut­to quel­lo che può servire al reg­g­i­men­to, dagli allog­gi alle cucine fino all’officina e alla sala riu­nioni. «Il nos­tro treno spe­ciale è com­pos­to da 14 car­rozze, risalen­ti agli anni Ven­ti del sec­o­lo scor­so e cedute all’Arma negli anni Set­tan­ta dalle fer­rovie ital­iane», ha rac­con­ta­to il tenente geniere Cris­tiano Pic­cioni. «Con questo mez­zo siamo in gra­do di eseguire lavori per così dire interni, come questo di Peschiera, e mis­sioni all’estero pro­gram­mate o dell’ultimo min­u­to». Lo stes­so con­voglio che per qualche mese ha stazion­a­to all’interno del Par­co mate­ri­ali. È sta­to imp­ie­ga­to dal 1996 al 1998 in Bosnia, dal 1999 al 2001 in Koso­vo e nel 2004 in Alba­nia, come doc­u­men­ta­to da una mostra sulle varie attiv­ità del reg­g­i­men­to allesti­ta in un padiglione del Par­co. In occa­sione del taglio del nas­tro il gen­erale D’Arrigo ha con­seg­na­to al mag­giore geniere Gui­do Campese un encomio per l’ultima oper­azione com­pi­u­ta in Alba­nia. I lavori sono sta­ti forte­mente volu­ti dal diret­tore del Par­co mate­ri­ali di Peschiera, il colon­nel­lo Palmieri, e dai suoi pre­de­ces­sori gen­erale Gian­piero Occhio e colon­nel­lo Anto­nio Mona­co: «Uti­lizzi­amo il nos­tro sno­do quo­tid­i­ana­mente per rice­vere o rispedire mezzi e attrez­za­ture nei più svariati coman­di mil­i­tari», ha sot­to­lin­eato Palmieri. «Abbi­amo ritenu­to indis­pens­abile man­tenere la nos­tra autono­mia rispet­to alla nor­male lin­ea fer­roviaria, che non si tro­va così sovrac­car­i­ca­ta di lavoro».