Riflettori puntati sul futuro di una zona che può valorizzare meglio i suoi prodotti.
Il giornalista ha portato in Valtenesi le telecamere del Tg2 «Eat Parade»

La Fiera del vino premia Gambacorta

06/06/2007 in Fiere
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Di Luca Delpozzo
Enrico Grazioli

La Fiera del Gar­da Clas­si­co Doc di Polpe­nazze si è chiusa con il con­cor­so gior­nal­is­ti­co che ha pre­mi­a­to Bruno Gam­ba­cor­ta, che ha por­ta­to in Valte­n­e­si le tele­camere del suo pro­gram­ma «Eat Parade», striscia enogas­tro­nom­i­ca del Tg2.Viviana Becca­los­si, vicepres­i­dente del­la Regione, assente a Polpe­nazze per impeg­ni politi­ci, ricor­da per iscrit­to che «sul Gar­da ci sono grosse poten­zial­ità, ma adesso sem­bra ci sia la ten­den­za di andare in sec­on­da su una Ferrari».Paolo Turi­na, pres­i­dente del Con­sorzio Gar­da Clas­si­co, ritiene che in Valte­n­e­si «manchi vera­mente poco, per­chè noi abbi­amo fat­to le scelte giuste. Abbi­amo tenu­to i vit­ig­ni autoc­toni quan­do quindi­ci anni fa ci pro­ponevano di togliere il grop­pel­lo e met­tere il mer­lot». Pun­tan­do sul­la pro­mozione di un grande vino, ha ricorda­to che «quest’ anno al c’er­ava­mo dati l’o­bi­et­ti­vo di pro­muo­vere il , uni­co e diver­so da tut­ti gli altri rosati».A sot­to­lin­eare la spe­cial­ità di questo vino è inter­venu­to anche il can­tante Omar Pedri­ni, sot­to­lin­e­an­do come «l’e­same visi­vo di un vino sia molto impor­tante e il chiaret­to è uni­co ed eccellente».Il con­suma­tore, tut­tavia, non ha bisog­no solo di qual­ità, ma, come sot­to­lin­ea Mat­tia Vez­zo­la, noto enol­o­go e diret­tore dell’ Azien­da Bellav­ista di Erbus­co, «neces­si­ta di costan­za di qual­ità e, quin­di, ser­vono nuovi inves­ti­men­ti. Dal ’51 al ’91 abbi­amo per­so mille ettari di ter­reno vini­co­lo e quat­tro­mi­la di ulive­to». Un prob­le­ma per la val­oriz­zazione del ter­ri­to­rio è «che un ter­reno rimane agri­co­lo solo in atte­sa di costru­irvi abitazioni».Alfonso Calet­ti, sezione con­suma­tori Club di Papil­lon bres­ciano, sot­to­lin­ea come, infat­ti, «si stia pref­er­en­do la spec­u­lazione edilizia: tagliare ulivi per costru­ire palazzi».Bruno Gam­ba­cor­ta, pre­mi­a­to dal pri­mo cit­tadi­no di Polpe­nazze Giuseppe Tur­ri­na, ha ricorda­to «il grande van­tag­gio che si ha stan­do in una posizione strate­gi­ca per i trasporti». Il prob­le­ma è che «ci si è inter­ro­gati solo quan­do i tedeschi, per vari motivi, han­no smes­so di venire. Ci si è fat­ti domande solo quan­do è inizia­ta ques­ta crisi, sep­pur breve».Giancarlo Tas­si, pro­pri­etario del ris­torante Capric­cio di Maner­ba, sot­to­lin­ea come «la gente si è stan­ca­ta di venire per­chè non trova­va riscon­tro in quel­lo che spende­va. Abiti­amo una zona bel­lis­si­ma ma non rius­ci­amo a val­oriz­zarla a liv­el­lo tur­is­ti­co. In Toscana ci sono tur­isti stranieri in tutte le sta­gione che vis­i­tano le cantine».«Ci sono cose fat­te male — ha con­clu­so Gam­ba­cor­ta — per­chè non era chiaro l’obiettivo».In Europa ci sono 190 strade del vino e 140 sono in Italia, per­chè «si era pre­si dal­l’en­tu­si­as­mo e si pen­sa­va che una sigla potesse bastare per creare del tur­is­mo enogas­tro­nom­i­co. Il pat­ri­mo­nio è grande, ma può essere dis­per­so da trop­pi pic­coli errori, che allon­tanano il tur­ista».

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