Molto positivo il bilancio della rassegna dedicata ai vini locali. «Boom» di giovani tra il pubblico: erano l’80 per cento

La Fiera ha fatto il pieno

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Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

Da pochi giorni è cala­to il sipario sul­la 55esima fiera del di Polpe­nazze, a cui quest’anno è sta­ta abbina­ta la ses­ta selezione degli oli Dop, «l’evento dell’anno» per tan­ti garde­sani. Ed è già tem­po di bilan­ci per il pres­i­dente del Comi­ta­to Fiera del Vino, che da dieci anni orga­niz­za la man­i­fes­tazione, Giuseppe Tur­ri­na. «Abbi­amo avu­to un otti­mo afflus­so di pub­bli­co rispet­to alle aspet­ta­tive, con l’80% rap­p­re­sen­ta­to da gio­vani a dimostrazione che anche ques­ta fas­cia del­la popo­lazione si riv­olge al vino di qual­ità. Domeni­ca il pub­bli­co è sta­to sug­li stan­dard clas­si­ci, men­tre lunedì e mart­edì si è riscon­tra­to addirit­tura un incre­men­to di pub­bli­co rispet­to allo scor­so anno». «Anche lo sposta­men­to del ris­torante al cen­tro sporti­vo si è dimostra­to una scelta vin­cente, con un incre­men­to d’afflusso rispet­to alla pas­sa­ta edi­zione. Molto apprez­za­ta anche la “Corte dei sapori” dove si pote­vano degustare cibi tradizion­ali, han­no avu­to un alto gradi­men­to i for­mag­gi, ed il Gran Pre­mio del Salame patro­ci­na­to dagli ami­ci del Bar Cen­trale». Bene, insom­ma, e già si pen­sa al futuro: «Pos­si­amo dire fin d’ora che dal­la prossi­ma edi­zione anche il tradizionale Gran Pre­mio del salame entr­erà a far parte del­la fiera con l’assegnazione del tito­lo diret­ta­mente sul pal­co delle autorità» Ai con­cor­si del­la fiera han­no parte­ci­pa­to ben ven­tot­to aziende per un totale di set­tan­ta­sei vini Gar­da Clas­si­co Doc che ai pri­mi di mag­gio han­no dovu­to pas­sare le severe selezioni di esper­ti assag­gia­tori Onav (Orga­niz­zazione nazionale assag­gia­tori vini), sot­to il patrocinio dell’Ente vini bres­ciani e del Con­sorzio Gar­da Clas­si­co Doc. Oltre ai tradizion­ali pre­mi sono sta­ti con­seg­nati altri preziosi ricononosci­men­ti. E’ sta­to asseg­na­to un labaro, cioè un gon­falone che rap­p­re­sen­ta lo stem­ma comu­nale, ai pro­dut­tori che han­no ottenu­to la qual­i­fi­ca di otti­mo in tre edi­zioni del Palio del Rosso: l’Azienda Agri­co­la «La Torre» di Pasi­ni Attilio di Mocasi­na di Cal­vagese (vinci­tore nel 2001–2002-2004); Rosi­ni di Zer­bio a Desen­zano (2002–2003-2004); Can­tine Sco­lari di Raf­fa (1995–2003-2004). Alle Can­tine Sco­lari di Raf­fa è anda­ta anche la medaglia d’oro del Gran Pre­mio Marescalchi per aver ottenu­to la qual­i­fi­ca di otti­mo nel­la cat­e­go­ria Rosso Supe­ri­ore per tre anni (2002–2003-2004) Tur­ri­na pros­egue ricor­dan­do che «la 55ma edi­zione del­la fiera ha avu­to un inter­es­sante pre­am­bo­lo a metà mag­gio con l’abbinamento dei vini Gar­da Clas­si­co ai for­mag­gi tipi­ci delle nos­tre val­li come il Bagoss di Bagoli­no ed il Tombea di Mag­a­sa. Alcu­ni tec­ni­ci del set­tore han­no deciso l’abbinamento al Tombea gio­vane (sta­gion­atu­ra un anno) del del­la 2003, e al Tombea maturo (due anni e mez­zo di sta­gion­atu­ra) del Grop­pel­lo di almeno due anni o ad un Rosso Supe­ri­ore. Men­tre al Bagoss è sta­to abbina­to del Rosso Supe­ri­ore o altri vini impor­tan­ti da dessert del­la zonar». «La cul­tura del saper pro­durre del buon vino — con­tin­ua il pres­i­dente del Comi­ta­to Fiera — è anche la cul­tura di sto­rie di famiglia, è la nos­tra sto­ria, di questo lem­bo di ter­ra chiam­a­to Valte­n­e­si. La fiera è da noi vis­su­ta con lo spir­i­to di sem­pre, che nasce dal­la più gen­uina tradizione con­tad­i­na. Un filo con­dut­tore che ci acco­mu­na ai fonda­tori del­la rasseg­na: il rispet­to e l’amore per i prodot­ti del­la ter­ra. Val­ori che il tem­po non ha can­cel­la­to, ma che ha rin­no­va­to e raf­forza­to in noi». Il prossi­mo appun­ta­men­to eno­logi­co sul ter­ri­to­rio di Polpe­nazze, a con­fer­ma del legame indis­sol­u­bile con i prodot­ti del ter­ri­to­rio, è fis­sato per la sec­on­da set­ti­mana di novem­bre quan­do si ter­rà la quar­ta edi­zione del­la «Vet­ri­na del ».

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