Entro il prossimo anno i finanziamenti consentiranno il «salto di qualità» dell’associazione

La flotta senza barriereora salpa sul trimarano

27/10/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Una flot­ta di barche a vela per tut­ti, gra­zie all’aiuto del­la Fon­dazione Cariverona, che sta atti­ran­do a Bren­zone per­son­al­ità impor­tan­ti del mon­do del­la vela. Si chi­amerà. «Emozioni» il mod­el­lo di tri­mara­no che la Fon­dazione ha deciso di finanziare per favorire l’attività di «Eos la vela per tut­ti», asso­ci­azione nata nel 1999 su impul­so del mag­is­tra­to para­plegi­co veronese Michele Dusi.Questo grup­po di volon­tari, onlus dal giug­no 2004, pre­siedu­to da Gia­co­mo Murari Bra a pro­pria vol­ta costret­to sul­la sedia a rotelle, sal­pa ogni saba­to dal Cir­co­lo nau­ti­co di Bren­zone, a Castel­let­to, per­me­t­ten­do a molti dis­abili di appas­sion­ar­si alla vela. E la nuo­va imbar­cazione, che servirà pro­prio a loro, ha desta­to l’interesse di , il gio­vane velista di Thiene (Vicen­za) il quale, par­al­iz­za­to nel cor­so di una spara­to­ria a Mia­mi il 30 agos­to del 2000, non ha mai rin­un­ci­a­to al suo sport, dimostran­do­lo a tut­ti nel 2004, quan­do salpò dal por­to di Gen­o­va per attra­ver­sare l’Atlantico con un cata­ma­ra­no prog­et­to «ad hoc». Per vedere “Emozioni”, Stel­la è sta­to a Bren­zone con Mau­ro Pel­laschi­er, altro grande velista ital­iano, tim­o­niere di «Azzur­ra», la pri­ma sfi­da ital­iana in Cop­pa America.Il finanzi­a­men­to del­la Fon­dazione Cariverona è cospic­uo e arriverà, com­ple­to, entro l’anno prossi­mo. Per­me­t­terà di real­iz­zare gli stampi nec­es­sari a costru­ire almeno cinque tri­marani, il min­i­mo per cos­ti­tuire una flot­ta, pri­ma­to che «Eos» si garan­tisce a liv­el­lo nazionale. Il pro­totipo nav­i­gante, cre­ato nel 2006 e inau­gu­ra­to l’anno scor­so a Bren­zone, nasce dal prog­et­to di Vale­rio Pighi, di Tor­ri, che, dopo trent’anni d’agonismo in questo sport, è l’istruttore di «Eos».Pighi ha inizia­to a lavo­rare con «Eos» pro­prio su spin­ta di Dusi, ricor­da: «La vela aiu­ta a dimen­ti­care la malat­tia che è vis­su­ta come un trau­ma ter­ri­bile ed è un aiu­to fisi­co. Tut­tavia, quan­do affrontai con loro la , capii che han­no bisog­no di un mez­zo adat­to e mi proposi di prog­et­tar­lo e costru­ir­lo». Il lavoro richiese molto tem­po e tan­ta pazien­za: «Intrapre­si quest’avventura con Graziano Lon­cri­ni, conosci­u­to da tut­ti a Tor­ri come il “Macia”, per­sona molto esper­ta nel­la lavo­razione delle resine per imbar­cazioni», ricor­da Pighi. «Per 11 mesi abbi­amo lavo­ra­to nel tem­po libero, nei fine set­ti­mana, trascor­ren­do not­tate a prog­ettare ques­ta bar­ca che garan­tisce la mas­si­ma sta­bil­ità, il non roves­ci­a­men­to ed è adat­ta ai diver­si prob­le­mi di per­sone disabili».Prima di “Emozioni”, sono sta­ti creati ben otto mod­el­li tele­co­man­dati e fat­te decine e decine di prove in acqua: «Fece da cavia mio fratel­lo Enzo, mai sal­i­to pri­ma su una bar­ca». Pighi lo accom­pa­g­nò, assi­cu­ran­dogli che la bar­ca avrebbe fat­to tut­to da sola. E fu una pro­va tut­to ok. Poi è sta­ta fat­ta provare al pres­i­dente Murari Bra, por­ta­tore di hand­i­cap. Il suo com­men­to? «Volle uscire da solo con la figlia di 10 anni… decisi allo­ra di chia­mare la bar­ca “Emozioni”».Poi l’ufficialità. La fes­ta con le autorità del Comune di Bren­zone e del­la Provin­cia e l’idea: «Il legale e fonda­tore di Eos, Mau­r­izio Cimet­ti di Verona, ha pro­pos­to di chiedere alla Fon­dazione Cariverona di con­tribuire al “Prog­et­to Emozioni”. La richi­es­ta è sta­ta accetta­ta vis­to il suc­ces­so già riscos­so da Pro­teus ’90, l’altra nos­tra imbar­cazione di cui la Cariverona è sta­ta spon­sor. È un cab­i­na­to che ha per­me­s­so a moltissi­mi dis­abili di impara­re questo sport e vin­cere regate».

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