Eugenio Vitello sottolinea l’emergenza sul futuro della Ugo Da Como. «Chiusura inevitabile senza un piano di rilancio»

«La Fondazione è a rischio»

30/01/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

La Fon­dazione «Ugo Da Como» di Lona­to lan­cia un sos.. La richi­es­ta di un’adeguata rif­les­sione e di un nuo­vo sosteg­no per per­me­t­tere all’istituto di con­tin­uare la pro­pria attiv­ità, arri­va da Euge­nio Vitel­lo, attual­mente revi­sore dei con­ti del­la Fon­dazione, del­la quale è sta­to anche vice pres­i­dente, è in pas­sato sin­da­co di Lona­to. Nei giorni scor­si Vitel­lo ha scrit­to al pri­mo cit­tadi­no Moran­do Peri­ni, a tut­ti i capi­grup­po con­sil­iari e alla Giun­ta: «A dif­feren­za del pas­sato, l’esiguità dei con­tribu­ti statali e region­ali non con­sentono più di sostenere l’attività quo­tid­i­ana, tenu­to con­to di vari fat­tori: la cresci­ta delle esi­gen­ze di ges­tione, degli adem­pi­men­ti nor­ma­tivi in diver­si set­tori, delle incomben­ze ammin­is­tra­tive, delle neces­sità pro­mozion­ali, oggi indis­pens­abili per far­si conoscere nel­la nuo­va realtà del­la comu­ni­cazione. E anco­ra: ci sono neces­sità urgen­ti di manuten­zione degli immo­bili, degli arre­di e del pat­ri­mo­nio artis­ti­co». È un vero e pro­prio gri­do di allarme, quel­lo di Vitel­lo. In bal­lo c’è la soprav­viven­za del­la Fon­dazione, ora non più lega­ta al pat­ri­mo­nio fon­di­ario. Ossigeno vitale per il futuro può arrivare dal volon­tari­a­to, dalle vis­ite e «dall’insopprimibile e indero­ga­bile con­trib­u­to morale e finanziario del Comune di Lona­to, che deve sen­tire pro­pria un’istituzione di alto val­ore sci­en­tifi­co la cui val­oriz­zazione può, anzi deve essere un van­to per la cit­tad­i­nan­za intera in quan­to risor­sa cul­tur­ale e anche eco­nom­i­ca se ben sfrut­ta­ta», scrive Vitel­lo agli ammin­is­tra­tori locali. Non a caso il sin­da­co di Lona­to rien­tra nell’elenco degli aven­ti dirit­to alla car­i­ca di con­sigliere di ammin­is­trazione del­la . Del resto il pres­ti­gio che deri­va da questo isti­tu­to «non può con­sen­tire all’Amministrazione comu­nale di qual­si­asi cre­do politi­co» di trascu­rare ogni pos­si­bil­ità di rilan­cio o di assis­tere pas­si­va­mente alla lenta, inesora­bile ago­nia del­la vital­ità del­la Fon­dazione. Alla fine del­la let­tera Vitel­lo sot­to­lin­ea come l’opportunità del­la prossi­ma dis­cus­sione del bilan­cio pre­ven­ti­vo 2003 sia l’occasione propizia per stu­di­are un effi­cace piano di inter­ven­to. C’è anche una pro­pos­ta che parte «dal­la con­sid­er­azione che il man­ten­i­men­to al liv­el­lo attuale del­la Fiera sia un inutile ten­ta­ti­vo, per quan­to apprez­z­abile e mer­i­to­rio, di con­ser­vare una man­i­fes­tazione che, nel giro di pochi anni, perderà inevitabil­mente effi­ca­cia e attual­ità per motivi che sono già sta­ti esposti in altre sedi e che sono sot­to gli occhi di tut­ti. Tut­tavia, ricon­ver­tire la Fiera pur man­te­nen­do l’aspetto tradizionale si può, e le somme parzial­mente risparmi­ate potreb­bero util­mente essere uti­liz­zate e dirot­tate ver­so la Fon­dazione. Toc­ca a voi, allo­ra, decidere se sia più impor­tante des­tinare quat­tri­ni a una man­i­fes­tazione che si avvia ad essere, e non potrà essere diver­sa­mente, una sagra di paese, o invece des­ti­narli a un ente che si pre­sen­ta come cus­tode perenne di tesori cul­tur­ali invidiati anche dall’estero». Su queste rif­les­sioni i con­siglieri di Forza Italia Rober­to Tar­dani e han­no pre­sen­ta­to un’interpellanza in vista del Con­siglio comu­nale per conoscere le deci­sioni di natu­ra eco­nom­i­co finanziaria che la Giun­ta intende adottare.