Lonato, in mostra i tesori del senatore morto 60 anni fa. Le manifestazioni celebrative inizieranno sabato 16 giugno con l’adunanza solenne

La Fondazione Ugo Da Como

14/06/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Nicola Alberti

La si appres­ta a cel­e­brare deg­na­mente il ses­san­tes­i­mo anniver­sario del­la morte di Ugo Da Como, spen­tosi pro­prio a Lona­to il 5 set­tem­bre 1941. Le cel­e­brazioni pren­der­an­no il via saba­to 16 giug­no, gior­na­ta del­l’an­nuale adunan­za solenne, durante la quale ci saran­no numerosi impor­tan­ti appun­ta­men­ti: la pre­mi­azione del 53° Con­cor­so per tesi di lau­rea a sogget­to bres­ciano e bena­cense, l’asseg­nazione bor­sa di stu­dio «Dot­tor Gian­fran­co Papa», la pre­mi­azione del con­cor­so Can­di­da Fer­rari­ni, la relazione del pro­fes­sor Edoar­do Bar­bi­eri del­l’ Cat­toli­ca di Bres­cia e la pos­si­bil­ità di pot­er ammi­rare alcune rare edi­zioni di Lucio Anneo Seneca del­la rac­col­ta Da Como. «Gli ulti­mi tem­pi sono sta­ti par­ti­co­lar­mente inten­si — spie­ga Ste­fano Lusar­di cura­tore delle rac­colte del­la Fon­dazione -. E’ sta­to un anno di notev­ole lavoro volto a qual­i­fi­care ulte­ri­or­mente un Ente che è innanz­i­tut­to di natu­ra cul­tur­ale, sen­za scopo di lucro, sede di un’im­por­tante e di un par­ti­co­laris­si­mo nel suo genere. «Sot­to la gui­da — pros­egue Lusar­di — di Luciano Faverzani, vicepres­i­dente del­la Fon­dazione, si sono potu­ti impostare una serie di prog­et­ti di dura­ta pluri­en­nale volti soprat­tut­to alla conoscen­za e al riordi­no del vastis­si­mo pat­ri­mo­nio cos­ti­tu­ito dal sen­a­tore Ugo Da Como». Da Como fu uomo politi­co di raf­fi­na­ta cul­tura, elesse la cit­tad­i­na di Lona­to a luo­go ide­ale dove dedi­car­si agli stu­di e pre­dis­porre le basi per quel­lo che sarebbe divenu­ta alla sua morte una delle più pres­ti­giose isti­tuzioni cit­ta­dine, sede di innu­merevoli rac­colte librarie oltre che artis­tiche. Gran­di aspet­ta­tive per il futuro nascono dai nuovi rap­por­ti isti­tu­iti con l’U­ni­ver­sità Cat­toli­ca del Sacro Cuore, oltre che con le mag­giori isti­tuzioni pub­bliche come la Provin­cia di Bres­cia e la . Rober­ta Val­busa, respon­s­abile del­la Bib­liote­ca del­la Fon­dazione, sta com­ple­tan­do la cat­a­logazione infor­ma­tiz­za­ta del Fon­do anti­co, cos­ti­tu­ito dai volu­mi data­bili dal XVI sec­o­lo. Le cinque­cen­tine che ver­ran­no con­sid­er­ate apparten­nero a Jacopo Cerut­ti, eru­di­to lonatese che rag­grup­pò una ril­e­vante quan­tità di volu­mi carat­ter­iz­za­ta da edi­zioni di par­ti­co­lare pre­gio, ele­gan­te­mente rile­gate. Questo nucleo fu acquis­ta­to da Ugo Da Como nel 1912, che lo pagò 700 lire. Ste­fano Lusar­di, cura­tore delle rac­colte, sta rileggen­do gli antichi inven­tari di casa al fine di com­pren­dere quale fos­se real­mente la dis­lo­cazione dei più di duemi­la ogget­ti d’arte che arredano la casa-museo. Questo mese sono inoltre pre­visti sia l’ul­ti­mazione dei lavori di restau­ro del­la fac­cia­ta del­la Casa del Podestà, ese­gui­ti gra­zie al con­tribuito del min­is­tero per i Beni cul­tur­ali che l’aper­tu­ra del salot­ti­no Glisen­ti, luo­go par­ti­co­lar­mente ama­to dal­la moglie di Ugo Da Como, Maria Glisen­ti. Nel mese di agos­to ver­rà avvi­a­ta l’e­s­po­sizione inti­to­la­ta «Exeudit/Delineavit», antiche inci­sioni e curiosità dalle rac­colte di Ugo Da Como. E nel palaz­zo Deoda­to Laf­franchi di Carpenedo­lo saran­no esposte, a par­tire dal 24 agos­to, le antiche inci­sioni del­la rac­col­ta Da Como. Altre inizia­tive sono pre­viste anche in set­tem­bre e nei mesi successivi.