La costruzione di 46 mini appartamenti nell'area Fonte Balda, ormai destinata alla chiusura, non sembra infiammare l'opinione pubblica.

La Fonte Balda chiude, al suo posto miniappartamenti

02/06/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Una dis­cus­sione fran­ca sen­za par­ti­co­lari… bol­licine. Sarà sta­ta la scarsa pre­sen­za di pub­bli­co, poco più di trenta per­sone, ma la riu­nione pub­bli­ca indet­ta nel­la sala civi­ca di Cisano dal grup­po con­sigliare di mino­ran­za “ oltre il Duemi­la” non ha prodot­to par­ti­co­lari prese di posizione da parte del­la popo­lazione locale.La costruzione di 46 mini appar­ta­men­ti nel­l’area Fonte Bal­da, ormai des­ti­na­ta alla chiusura, non sem­bra infi­ammare l’opin­ione pub­bli­ca più atten­ta a com­bat­tere il pro­lif­er­are di antenne tele­foniche sul ter­ri­to­rio comu­nale che allo svilup­po del cen­tro lacus­tre. L’ac­cusa delle oppo­sizioni con­sil­iari è con­tro “l’en­nes­i­ma spec­u­lazione che prevede la chiusura del­la fab­bri­ca e la costruzione di mini appar­ta­men­ti da parte del­l’U­nion Hoteis (Grup­po Ogat) di Bar­dolino e del­l’im­mo­bil­iare La Valle di Guidizzolo”.“È bas­ta­to pre­sentare un prog­et­to di ristrut­turazione alla com­mis­sione edilizia del Comune per ved­er­si ricon­ver­tire gli edi­fi­ci del­l’Ac­qua Bal­da ed ex can­ti­na Per­gr­ef­fi in bilo­cali di 40/50 metri quadri l’uno”. Una deci­sione che “com­por­ta l’inevitabile fine di un cen­tro ter­male” prospet­ta­to in pas­sato e pre­sen­ta­to ai cit­ta­di­ni la pri­ma vol­ta nel­l’or­mai lon­tano aprile del 1985.Nel mar­zo del­lo stes­so anno la giun­ta regionale ave­va con­ces­so l’au­tor­iz­zazione ad “aprire ed esercitare uno sta­bil­i­men­to ter­male per cure idropiniche con assun­zione in sito del­l’ac­qua Bal­da” , fonte che sgor­ga dai pozzi di Cisano con pro­pri­età ter­apeu­tiche di rilievo.“Non c’è dub­bio che lo svilup­po di un’area ter­male “, ha sostenu­to Plinio Boni, “avrebbe dato più impul­so al tur­is­mo”. “Sia chiaro non siamo con­tro i pri­vati”, ha ripreso Pietro Meschi. “Se le regole glielo per­me­t­tono pos­sono costru­ire quel­lo che vogliono. Noi però met­ti­amo sot­to accusa l’Am­min­is­trazione comu­nale che attra­ver­so il piano rego­la­tore gen­erale può ind­i­riz­zare in un ver­so o nel­l’al­tro l’u­ti­liz­zo di gran­di con­teni­tori in dis­u­so pre­sen­ti nel nos­tro paese. Adesso ci tro­vi­amo a dis­cutere cose già decise e approvate nel chiu­so di qualche stan­za sen­za alcun coin­vol­gi­men­to del­la popo­lazione. La Com­mis­sione edilizia ha dato via lib­era alla futu­ra demolizione del­la fab­bri­ca d’im­bot­tiglia­men­to e la costruzione di due bloc­chi di mini appar­ta­men­ti. Il nos­tro paese è già stra­col­mo di sec­onde case per tur­isti rispet­to alle prime abitazioni: si va ver­so un cen­tro “mor­to” con le gio­vani cop­pie costrette ad emi­grare in altri paesi”.Ma il prob­le­ma non è solo questo per i rap­p­re­sen­tan­ti di “Bar­dolino oltre il Duemi­la” che chiedono: “Come mai che il piano rego­la­tore, pron­to anco­ra dal­l’aprile del 1999, non prevede­va nel­l’area Bal­da quegli appar­ta­men­ti, oggi d^ncanto mate-rial­iz­za­tisi? Cos’è che ha fat­to repenti­na­mente cam­biare idèa all’Am­min­is­trazione comu­nale?”. Con­clu­sione: “Inviter­e­mo in con­siglio il sin­da­co a bloc­care il tut­to fino a che non sarà fat­ta una dis­cus­sione gen­erale sui gran­di con­teni­tori fatis­cen­ti pre­sen­ti nel ter­ri­to­rio”. “Non capis­co per­ché in dieci anni alla Fonte Bal­da non è sta­to per­me­s­so di fare alcun lavoro di sis­temazione del­l’area men­tre ora in pochi mesi al pri­va­to è sta­to con­ces­so tut­to”, ha dichiara­to una gio­vane e battagliera dipen­dente del­la fabbrica.“Il moti­vo è sem­plice “, ha rispos­to il pri­mo cit­tadi­no che non si è sot­trat­to al dial­o­go pre­sen­zian­do alla riu­nione assieme all’asses­sore ai lavori pub­bli­ci Aris­tide Avanzi­ni e al con­sigliere Gian Pao­lo Cal­dog­no . “La dit­ta Bal­da ave­va pre­sen­ta­to un prog­et­to Terme per una vol­ume­tria com­p­lessi­va di 80 mila metri cubi. Una enor­mità che non ci no sen­ti­ti di approvare. Non è vero poi che il Prg è nascos­to e se non è sta­to anco­ra licen­zi­a­to è solo per motivi legati alla legge. A dis­pet­to di altre zone (Le So-re) qui non c’è bisog­no di portare il tut­to in Con­siglio comu­nale in quan­to siamo di fronte ad un’area di com­ple­ta­men­to. Non dimen­tichi­amo poi che riman­gono i 4mila metri quadri di parcheg­gio pub­bli­co a favore del­la frazione. Inoltre chi ha com­pra­to l’area domani ha anco­ra tutte le oppor­tu­nità per costru­ire le cure ter­mali. Una oper­azione che l’Am­min­is­trazione co-munale non intende fare in pri­ma per­sona in quan­to vor­rebbe dire bloc­care per dieci anni tutte le altre opere pubbliche”.“La zona ter­male ha sem­pre riguarda­to l’area sopra via Cam­pag­no­la e non quel­la dove oggi ven­gono ora costru­ite abitazioni a due vani” hapun­tu­al­iz­za­to Avanzi­ni. “Questo vuoi dire “, sostiene Anna Maria Schi­ano del­la direziono regionale dei Ds , “che intan­to si fan­no i bilo­cali poi mag­a­ri si potrà con­cedere nuo­va vol­ume­tria per le Terme. Nel frat­tem­po la Bal­da che a quest’o­ra avrebbe già real­iz­za­to l’opera se ne va altrove e chi­ude la fab­bri­ca. Ques­ta vicen­da puz­za di favoritismo”.“Al di là delle sin­gole polemiche mi sem­bra che si stia gio­can­do sulle parole”, ha chiosato Michele Bertuc­ce del­la Lega Ambi­ente. Se l’Am­min­is­trazione con­tin­ua a rilas­cia­re con­ces­sioni edilizie non fa altro che dare spazio a voci di spec­u­lazioni a van­tag­gio dei soli­ti noti”.“Stiamo lavo­ran­do sul Prg già esistente “, ha rib­at­tuto Aris­tide Avanzi­ni . “Abbi­amo fat­to delle pic­cole mod­i­fiche e pen­so pro­prio che per l’es­tate sarà defin­i­ti­va­mente approvato”.