Un corto circuito alla base dell’incendio di Salò. La produzione dell’azienda è ripartita immediatamente

La «Fonte Tavina»è più forte del rogo

06/02/2007 in Attualità
A Affi
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Di Luca Delpozzo
se.za.

L’attività del­lo sta­bil­i­men­to del­la di Salò, dan­neg­gia­to dall’incendio di domeni­ca scor­sa all’alba, non ha subito inter­ruzioni, ma solo un rallentamento.Ieri mat­ti­na una squadra di operai del­la San­i­taria di Gavar­do è inter­venu­ta per rip­ulire i muri anner­i­ti dal fumo del­la lin­ea D, dove l’acqua min­erale viene mes­sa nelle bot­tiglie di plas­ti­ca. Il lavoro dovrebbe essere com­ple­ta­to entro un paio di giorni. Poi sarà effet­tua­ta la sep­a­razione rispet­to alla lin­ea anda­ta in fumo, la C, anch’essa riguardante la plas­ti­ca. In quest’ala i tem­pi di ripresa saran­no un po’ più lunghi. Sono infat­ti bru­ciati il nas­tro trasporta­tore, dieci quadri elet­tri­ci, un’etichettatrice, un’imbottigliatrice e materie prime per il con­fezion­a­men­to. Tut­ta una serie di attrez­za­ture da acquistare, col­lo­care e col­lau­dare. I vig­ili del fuo­co e i han­no esclu­so l’ipotesi del dolo, par­lan­do di cor­to cir­cuito e quan­tif­i­can­do i dan­ni in cir­ca un mil­ione e mez­zo di euro.Nessun prob­le­ma, invece, per le linee A e B, dove si riem­pi­ono le bot­tiglie di vetro. L’incendio non le ha min­i­ma­mente toc­cate, di con­seguen­za la pro­duzione è ripar­ti­ta imme­di­ata­mente. Per nes­suno degli operai è sta­ta richi­es­ta la cas­sa inte­grazione. I dipen­den­ti, arrivati nel­lo sta­bil­i­men­to già nel­la mat­ti­na­ta di domeni­ca, si sono rim­boc­cati le maniche, inizian­do a rip­ulire e a rimet­tere in ordine. Sud­di­visi in turni, ieri han­no con­tin­u­a­to l’attività.Armando Fontana, l’amministratore del­e­ga­to del­la Fonte Tavina (l’azienda, cre­a­ta da Amos Tono­li e dal­la sua famiglia, qualche anno fa è entra­ta nel grup­po Sangem­i­ni, uscen­done pro­prio a metà dicem­bre), ha sot­to­lin­eato l’impegno di tut­ti per garan­tire l’immediata ripresa, dichiaran­dosi ottimista per il futuro. In questi ulti­mi anni lo sta­bil­i­men­to, che copre una super­fi­cie di 25mila metri quadri nel­la con­ca ai pie­di del­la stra­da delle Zette, ave­va vis­su­to un paio di altre dis­avven­ture, sep­pure di entità minore. Nel novem­bre 2004 il ter­re­mo­to, e nel giug­no 2005 il rogo nel mag­a­zz­i­no dov’era accat­a­sta­to il mate­ri­ale di scar­to, dovu­to a una dis­at­ten­zione. In entram­bi i casi sono bas­tate poche ore per ripartire.La Fonte Tavina è un mar­chio molto conosci­u­to. Dopo avere garan­ti­to una cer­ta quan­tità di bot­tiglie alle mis­sioni Onu in varie par­ti del mon­do, ha con­quis­ta­to super­me­r­cati, bar e ris­toran­ti di molte nazioni. Ulti­ma­mente è sbar­ca­ta in Cina.

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