Apertura sperimentale per il sito archeologico. Scoperta nell’85, è visitabile fino al 30 giugno su appuntamento grazie all’impegno dei volontari dell’associazione «La Polada»

La fornace romana un tesoro di Lonato

04/04/2003 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

A 18 anni dal ritrova­men­to, la for­nace romana di Lona­to aprirà al pub­bli­co. L’operazione è sta­ta resa pos­si­bile gra­zie a un accor­do siglato tra l’associazione stori­co arche­o­logi­co nat­u­ral­is­ti­ca «La pola­da», il Comune e la Soprint­en­den­za arche­o­log­i­ca. L’antiquarium del­la for­nace sarà vis­itabile solo su preno­tazione, in via sper­i­men­tale, fino al 30 giug­no, sec­on­do una pre­cisa scalet­ta di orari e giorni. Se l’esperimento darà esi­to pos­i­ti­vo, sarà pro­trat­to tut­ta l’estate. L’annuncio è sta­to dato nel cor­so di una con­feren­za stam­pa dall’assessore al Com­mer­cio, Pao­lo Mar­coli, da Gio­van­na Scalvi­ni, pres­i­dente del­la «Pola­da», sod­dis­fat­ta per questo risul­ta­to, rag­giun­to dopo mesi di pazi­en­ti incon­tri. Tec­ni­ca­mente le preno­tazioni pos­sono essere fat­te tramite e‑mail diret­ta­mente a lapolada@yahoo.it oppure tele­fo­nan­do all’Ufficio tur­is­mo del Comune da lunedì a ven­erdì dalle 9 alle 13, mart­edì e giovedì anche dalle ore 15 alle 17. La visi­ta è gra­tui­ta. L’iniziativa è riv­ol­ta alle sco­laresche (aprile e mag­gio sono soli­ta­mente i mesi delle gite) sug­geren­do agli inseg­nan­ti un sug­ges­ti­vo per­cor­so dell’età romana nel Bas­so Gar­da. Un cir­cuito che vedrebbe riu­nite per il loro indis­cutibile val­ore le a Sirmione, la vil­la romana di Desen­zano e, appun­to, la for­nace lonatese. La sua scop­er­ta risale al 1985, quan­do nel cor­so di un grosso sban­ca­men­to effet­tua­to dall’Enel, lun­go la statale che col­le­ga Desen­zano con Cas­tiglione, allo scopo di real­iz­zare una stazione di trasfor­mazione, le ruspe si era­no casual­mente imbat­tute in una impo­nente strut­tura in lat­er­izi. La for­nace oggi vis­itabile è la più grande e la meglio con­ser­va­ta delle sei pre­sen­ti. I reper­ti ceram­i­ci indi­vid­uati durante gli scavi sec­on­do il meto­do del­la ter­mo­lu­mi­nescen­za datano il com­p­lesso tra la fine del I sec­o­lo e l’inizio del II sec­o­lo dopo Cristo. Nell’antiquarium, oltre alla for­nace, è pos­si­bile vedere un plas­ti­co ricostrut­ti­vo del­la for­nace stes­sa e una pic­co­la espo­sizione dei mate­ri­ali ritrovati: cop­pi, embri­ci, mat­toni, tegole, ecc. Non man­cano una serie di pan­nel­li didat­ti­ci per meglio far com­pren­dere ai vis­i­ta­tori tut­to il sito. La for­nace si pre­sen­ta come una grande strut­tura a schema ver­ti­cale e a pianta cir­co­lare, con asse in sen­so nord-sud e imboc­catu­ra a sud. È cos­ti­tui­ta da un muro cir­co­lare di con­teni­men­to alla cam­era di com­bus­tione, real­iz­za­ta con tec­ni­ca a sac­co, in get­tate di ciot­toli legati da mal­ta, des­ti­na­to a rimanere inter­ra­to, inter­na­mente foder­a­to di lat­er­izi e fram­men­ti di tavel­loni e cop­pi che cos­ti­tu­iv­ano la cam­era di cot­tura, rivesti­ta di argilla spa­to­la­ta. Per il cari­co e lo scari­co del mate­ri­ale si accede­va attra­ver­so un var­co pos­to sul retro del­la for­nace, la cui soglia era a liv­el­lo del piano cam­pagna, ma più alta rispet­to al piano di cot­tura inter­no, per cui era prob­a­bil­mente nec­es­sario l’uso di una scala. Il piano di cot­tura, di sei metri di diametro, è com­pos­to da file rego­lari di mat­toni dis­posti di taglio, con doppio inca­vo semi­cir­co­lare com­ba­ciante a cos­ti­tuire i fori del­la griglia. Ques­ta pog­gia su un sis­tema di doppi archi, rego­lar­mente spaziati e rac­cor­dati al cen­tro da pilas­tri. I cor­ri­doi del­la cam­era di com­bus­tione sono rivesti­ti da un sot­tile stra­to di argilla cru­da, men­tre il pavi­men­to è in coc­ciopesto. Le vis­ite, del­la dura­ta di 30 minu­ti, saran­no pos­si­bili gra­zie ai volon­tari dell’associazione La Pola­da (una deci­na) e inizier­an­no dal­la local­ità For­nace, nei pres­si del­la dis­cote­ca Dehor, solo su appun­ta­men­to. Il cal­en­dario fino al 30 giug­no prevede vis­ite il mat­ti­no dalle 9 alle 12 mer­coledì, giovedì, ven­erdì e saba­to; il pomerig­gio, dalle 14.30 alle 17.30 il mart­edì, mer­coledì e ven­erdì.

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