Dal 10 maggio i pullman potranno passare sotto il nuovo tunnel che collega Limone a Riva. Il presidente Cavalli: «Gardesana sicura, è la priorità»

La galleria aperta anche ai bus

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Dal 10 mag­gio prossi­mo anche i pull­man potran­no attra­ver­sare la gal­le­ria sot­to il Monte Roc­chet­ta tra Limone e Riva, sul­la Garde­sana 45 bis. Il pun­to del­l’in­ter­ven­to è sta­to fat­to ieri dal­l’asses­sore ai Lavori pub­bli­ci del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to, Ser­gio Muraro che ha effet­tua­to un sopral­lu­o­go. Muraro era accom­pa­g­na­to dai tec­ni­ci provin­ciali, dai rap­p­re­sen­tan­ti del­la ammin­is­trazioni comu­nali inter­es­sate dal­la dell’ Alto Gar­da e dai ref­er­en­ti delle imp­rese che stan­no lavo­ran­do al com­ple­ta­men­to del­la gal­le­ria ed alla sis­temazione, fino ai con­fi­ni con il bres­ciano, dell’ arte­ria. Per quan­to riguar­da le piena fruibil­ità del­la gal­le­ria, una parte delle lim­i­tazioni al traf­fi­co (quelle legate alle altezze) rien­tr­eran­no entro il 10 mag­gio prossi­mo. La pre­sen­za dei casseri di get­to all’in­ter­no del­la gal­le­ria ren­dono infat­ti imprat­i­ca­bile la stes­sa per i pull­man. Durante l’in­con­tro, i respon­s­abili dell’ asso­ci­azione tem­po­ranea di imp­rese Colli­ni-Oberosler han­no assi­cu­ra­to all’asses­sore il mas­si­mo impeg­no per antic­i­pare di un paio di giorni la revo­ca del­la lim­i­tazione, in tem­po utile cioè per non pregiu­di­care i flus­si tur­is­ti­ci atte­si per la fine del­la pri­ma decade di mag­gio. È sta­to defini­to anche il nuo­vo pro­gram­ma delle chiusure not­turne. Nel peri­o­do tra il 10 mag­gio ed il 20 giug­no tut­ti i giorni lavo­ra­tivi dalle ore 23 alle ore 7 del giorno suc­ces­si­vo all’ inter­no del­la gal­le­ria di viag­gerà a sen­so uni­co alter­na­to (cir­co­lazione nor­male il saba­to e la domeni­ca). Se tut­to pro­cede come da pro­gram­ma, dal 20 giug­no in poi — sal­vo ritar­di al momen­to attuale non preved­i­bili e ad eccezione di saltu­ar­ie chiusure — si potrà tornare a cir­co­lare in entram­bi i sen­si di mar­cia. Sem­pre di 45bis si è par­la­to a Soiano in un incon­tro dei Lions di Gar­da, Valte­n­e­si e Valsab­bia. «La 45 bis è sta­ta cer­ta­mente trascu­ra­ta per decen­ni — ha spie­ga­to Alber­to Cav­al­li, pres­i­dente del­la Provin­cia -. Due i carat­teri essen­ziali: opera in regime di… monop­o­lio (non esistono per­cor­si alter­na­tivi), e si tro­va sot­to un fronte di roc­ce fri­abili. Risente dei suoi set­tan­t’an­ni. Oggi si temono inci­den­ti. La stes­sa econo­mia tur­is­ti­ca com­in­cia a risen­tire di tale pre­ca­ri­età. Non può essere las­ci­a­ta in queste con­dizioni. «Per met­ter­la in sicurez­za occor­rono almeno 300 mil­iar­di di vec­chie lire. Ma la volon­tà e le risorse sono sem­pre man­cate. L’Anas non ha mai trova­to i quat­tri­ni. Adesso ha garan­ti­to di avere inser­i­to nel bilan­cio 2002 ven­ti mil­ioni di euro, allo scopo di real­iz­zare una delle due gal­lerie nat­u­rali. Per rice­vere i 300 mil­iar­di occor­rerebbe una legge finanziaria. Riten­go che la scelta di insis­tere per la mes­sa in sicurez­za dei trat­ti più crit­i­ci sia appro­pri­a­ta. L’idea di un tun­nel lun­go, da Riva a Salò, sna­tur­erebbe le fun­zioni tur­is­tiche. Pren­dere noi in cari­co la Garde­sana? Lo Sta­to ha deciso di man­tenere sot­to la sua ala le arterie inter­re­gion­ali, quin­di la 45 bis e quel­la di Valle Camon­i­ca». Alber­to Cav­al­li e le strade. Il pres­i­dente del­la Provin­cia ha spie­ga­to le linee del­la sua ammin­is­trazione ai soci di tre Lions (Gar­da occi­den­tale, Valte­n­e­si, Valle Sab­bia), riu­ni­ti al «Monas­tero» di Soiano. C’er­a­no parec­chi sin­daci (Diego Ardigò di Tremo­sine, Alessan­dro Baz­zani di Gar­done Riv­iera, Ambro­gio Flo­ri­oli di S.Felice, di Maner­ba, Rober­to Rossato di Soiano, Gian­car­lo Alle­gri di Padenghe) e asses­sori (Anto­nio Moro di Tig­nale, Mau­r­izio De Giuli di Salò, Gio­van­ni Momoli di Roè Vol­ciano, Ade­lio Zeni di Pueg­na­go), oltre ai pres­i­den­ti dei tre club (Alber­to Zai­ni, Pier Fran­co Leonzi, Rober­to Scan­del­la), al respon­s­abile di cir­co­scrizione (Leoni­da Mon­dadori) e al seg­re­tario gen­erale del­la (). Una panoram­i­ca a tut­to cam­po, quel­la di Cav­al­li, vicepres­i­dente (tra l’al­tro) del­la Soci­età autostra­da Bres­cia-Pado­va. Il pres­i­dente ha dis­eg­na­to la situ­azione attuale, ricor­dan­do i 1600 chilometri di asfal­to acquisi­ti («un pat­ri­mo­nio ril­e­vante, ma asso­lu­ta­mente inadegua­to alla neces­sità di muover­si») e i 2140 mor­ti degli ulti­mi dieci anni, dal ’91 al 2001, con 63 mila fer­i­ti («un’e­catombe»). Ed eccoli i prog­et­ti, uno a uno. La nuo­va Bres­cia - (Brebe­mi), che «ha super­a­to in veloc­ità le altre, forse per il mec­ca­n­is­mo del project financ­ing. Se i tem­pi saran­no rispet­tati, ver­rà appal­ta­ta e real­iz­za­ta fra il 2003 e il 2007». Il prog­et­to è entra­to in queste set­ti­mane nel­la fase di asseg­nazione dell’opera. La mod­ern­iz­zazione del­la tan­gen­ziale sud del­la cit­tà, leg­gi terza cor­sia, che «dovrebbe essere effet­tua­ta entro il 2007». La sp 19, da est a ovest, «dispone già di 300 mil­iar­di. Può con­sen­tire il rac­cor­do tra la Brebe­mi e l’ex statale 11 (per il cui com­ple­ta­men­to fino a Peschiera, det­to per inciso, abbi­amo mes­so a dis­po­sizione una deci­na di mil­iar­di, assieme al comune di Sirmione). La 19 scor­rerebbe a fian­co del per­cor­so dei treni, la così det­ta , che andrebbe da Lione a Kiev. E’ in atto il con­fron­to con le Fer­rovie». L’ autostra­da del­la Val­trompia , finanzi­a­ta dal­la Serenis­si­ma, «è la carti­na di tor­na­sole del­la nos­tra ammin­is­trazione per giun­gere alla meta: 1240 mil­iar­di sono già disponi­bili. Le ultime cor­rezioni ren­dono più pesante la cifra». Per la Lenese «bisogna inter­venire in diver­si pun­ti. Trop­pi gli inci­den­ti, a causa degli innesti a raso, dei semafori, ecc. Per il 2002 pre­visti una venti­na di mil­iar­di. Si trat­ta di un pri­mo inter­ven­to di ammod­er­na­men­to». Quan­to all’ex statale del­la Valsab­bia , la 237, «sti­amo lavo­ran­do con Del­lai, pres­i­dente del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to, al miglio­ra­men­to a nord di Ponte Caf­faro. Loro sono disponi­bili a met­tere quat­tri­ni con gli impren­di­tori di Tione». Il Sebi­no e la Val­ca­mon­i­ca sono «mar­to­riati da cantieri lun­go la ex 510 Sebi­na e la statale 42 del Tonale che non si chi­udono mai. Anzichè con­cen­trar­si su un uni­co trat­to, 10–15 anni fa l’Anas e il gov­er­no decis­ero di appaltare per pic­coli lot­ti, allo scopo di dimostrare capac­ità di rispos­ta alla popo­lazione. Tan­gen­topoli, qualche stop del min­is­tero dei Beni cul­tur­ali e, soprat­tut­to, il crol­lo degli inves­ti­men­ti pub­bli­ci han­no provo­ca­to la situ­azione attuale».

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