Il maltempo ha causato nuovi problemi sulla statale 45 bis: un nuovo stop alle auto

La «Gardesana» anche ieri chiusa L’Anas: 15 mila metri cubi in bilico

26/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Limone è rimas­to iso­la­to per l’in­tera gior­na­ta di ieri, con la sola pos­si­bil­ità — per le auto — di salire a Tremo­sine e da lì diriger­si ver­so Tig­nale e Salò. Il bloc­co del traf­fi­co (che dura dal 22 dicem­bre in direzione nord, ver­so il Trenti­no) è scat­ta­to dal­l’al­tro ieri sera, anche nel­la direzione oppos­ta (ver­so Salò). A deter­minare il divi­eto e la con­seguente non per­cor­ri­bil­ità del­la Garde­sana ver­so sud, è sta­ta la situ­azione di emer­gen­za all’al­tez­za di Nanzel, dove la stra­da è inter­rot­ta dal 18 novem­bre e dove è aper­to un cantiere. Il prob­le­ma è sta­to causato dal­la piog­gia insis­tente, che già ave­va scor­ag­gia­to gli auto­mo­bilisti a per­cor­rere la statale nonos­tante fos­se scat­ta­to l’o­rario di aper­tu­ra pomerid­i­ana: dalle 17 alle 20. Le con­tin­ue seg­nalazioni di cadu­ta di pietrame e ter­ric­cio han­no indot­to i sorveg­lianti a bloc­care il traf­fi­co. Così è sta­to anche ieri. Se le con­dizioni meteo non miglior­eran­no, non ci sarà aper­tu­ra nep­pure oggi e il bloc­co rischia di trasci­nar­si per qualche altro giorno, vis­to che man­cano le con­dizioni di sicurez­za, ritenute essen­ziali. Per for­tu­na non si sono ver­i­fi­cati ulte­ri­ori smot­ta­men­ti sulle strade di Tremo­sine: l’in­con­ve­niente di pochi giorni fa (con i Vig­ili del fuo­co di Salò e gli operai del Comune che sono inter­venu­ti tra Ser­me­rio e Pre­ga­sio) non ha infat­ti avu­to alcu­na repli­ca. E così res­ta aper­ta la provin­ciale, l’unica valvola di sfo­go via ter­ra per col­le­gare Limone al resto del mon­do. Via lago, invece, pros­egue il servizio di traghet­to, poten­zi­a­to ulte­ri­or­mente dal­la negli ulti­mi giorni. Sul­la Garde­sana, invece, altre cadute di pietrame si sono reg­is­trate in almeno due pun­ti: a Gargnano e a Möle, local­ità in comune di Toscolano Mader­no. In quest’ul­ti­mo caso sono inter­venu­ti subito i Vig­ili urbani men­tre gli uomi­ni del­l’Anas sono entrati in azione ieri, per risis­temare la scarpa­ta. Nes­sun dan­no e l’in­con­ve­niente è giu­di­ca­to di dimen­sioni ridotte. Ma il vero prob­le­ma res­ta la per­cor­ri­bil­ità del­la stra­da nel­la parte set­ten­tri­onale e ieri un ennes­i­mo sopral­lu­o­go è sta­to effet­tua­to dagli uomi­ni del­l’Anas, gui­dati dal geol­o­go giun­to da Roma. È sta­ta osser­va­ta la situ­azione del­la frana di Nanzel, pro­prio dove è sta­to attua­to lo stop totale negli ulti­mi due giorni. Dal sopral­lu­o­go è emer­so che i lavori devono — nat­u­ral­mente — con­tin­uare per portare alla nor­mal­ità la situ­azione. Il prob­le­ma viene, però, accen­tu­a­to dai con­tinui rovesci di piog­gia di queste ore, che scar­i­cano mate­ri­ale in stra­da. Quan­to tornerà il bel tem­po, il «rag­no» (un par­ti­co­lare mez­zo mec­ca­ni­co) tornerà a lavo­rare in parete, per rip­ulire la zona sopras­tante la statale. Ne con­seguirà un notev­ole prob­le­ma, lega­to alla nuo­va con­dizione che si è venu­ta a creare: la frana — e tut­to il lavoro che ne è segui­to per met­tere in sicurez­za la zona — provocher­an­no l’as­portazione di un’enorme mole di mate­ri­ale. Si trat­ta di una quan­tità ril­e­vante, che si può col­lo­care tra i 10 e i 15 mila metri cubi. E non si trat­ta solo di ter­ric­cio e ghi­a­ia, ma anche di tronchi e radi­ci, che sono sta­ti smossi. A questo pun­to i tec­ni­ci si tro­ver­an­no di fronte a un biv­io: fare cadere tut­to questo mate­ri­ale nel lago oppure portare tut­to in dis­car­i­ca. Qual­si­asi rispos­ta ven­ga data, in base alle diverse con­sid­er­azioni (di celer­ità, ambi­en­tali, eco­nomiche) risul­ta evi­dente che l’op­er­azione avrà costi ben diver­si. Ricor­diamo che i tem­pi per la sis­temazione sono sta­ti fis­sati entro il 14 aprile, vig­ilia di Pasqua, ma è dif­fusa la sen­sazione che si dovrebbe rag­giun­gere il risul­ta­to in anticipo sui tem­pi pre­visti e fis­sati con l’or­di­nan­za Anas. L’al­tro pun­to di frat­tura del­la Garde­sana si tro­va alla Roc­chet­ta (poche centi­na­ia di metri a Sud di Riva). In questo caso, come Bres­ciaog­gi ha rifer­i­to nei giorni scor­si, pare esser­si aper­to uno spi­raglio. I tren­ti­ni sono infat­ti dis­posti a con­sid­er­are l’even­tu­al­ità di inter­venire e riaprire la stra­da. Si par­la del mese di giug­no, con qualche lim­i­tazione: tran­si­to con­sen­ti­to solo per alcune ore al giorno (esclu­den­do per­ciò la notte) e sub­or­di­nan­do il pas­sag­gio alle con­dizioni di sicurez­za che dovran­no essere garan­tite. Una pic­co­la ma sig­ni­fica­ti­va aper­tu­ra, che il sin­da­co limonese Bat­tista Mar­tinel­li ha apprez­za­to, pur invi­tan­do a com­piere un ulte­ri­ore sfor­zo, per antic­i­pare ulte­ri­or­mente i tempi.

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