C'è l'unanimità del consiglio comunale sull'appoggio agli operatori di Limone

La Gardesana dev’essere aperta per Pasqua

13/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

L’ur­gen­za di garan­tire all’e­cono­mia tur­is­ti­ca garde­sana (non solo limonese) la ria­per­tu­ra del­la nel trat­to a sud di Riva, ha strap­pa­to una delle raris­sime una­nim­ità di questo con­siglio comu­nale. Sul­la nor­mal­ità dei dis­tin­guo in cui sono maestri i con­siglieri l’al­tra sera è preval­sa la ter­ri­f­i­cante prospet­ti­va di due sta­gioni can­cel­late e d’un sis­tema eco­nom­i­co da 10.000 let­ti riprecip­i­ta­to nel medio­e­vo. La pre­oc­cu­pazione è tan­ta che di chiusura obbli­ga­ta non si deve nem­meno parlare.Quando pro­prio non si può farne a meno, per­chè si vuole chiedere la dichiarazione di calamità nat­u­rale per la spon­da bres­ciana se venisse pri­va­ta del­la stra­da, han­no fat­to ricor­so alla for­mu­la: «nel­la malau­gu­ra­ta ipote­si di una soluzione diver­sa dal­la ria­per­tu­ra…». Dunque tut­ti d’ac­cor­do nel chiedere alla provin­cia di trovare ad ogni cos­to il modo per riaprire «in con­dizioni di accetta­bile sicurez­za» per chi tran­si­ta e per i tec­ni­ci chia­mati a fir­mare l’au­tor­iz­zazione al tran­si­to. Una­nim­ità alla gal­le­ria fino allo Sper­one; all’in­ten­si­fi­cazione delle corse con even­tuale con­trib­u­to pub­bli­co ai nuovi pen­dolari; ma soprat­tut­to una­nim­ità alla ria­per­tu­ra entro Pasqua, quan­do caler­an­no le prime colonne di tur­isti del 2001 dal­la vic­i­na Ger­ma­nia. Con una pre­cisazione: la peri­colosità non si fer­ma al con­fine con la Lom­bar­dia. Diven­ta allo­ra indis­pens­abile che l’in­ter­ven­to dei tren­ti­ni, pron­ti ad inve­stire 80 mil­iar­di subito, sia segui­to da un iden­ti­co inter­es­sa­men­to dei lom­bar­di. Sen­nò la prospet­ti­va davvero assur­da, è quel­la di 80 mil­iar­di spe­si per met­tere la 45 bis in sicurez­za fino allo Sper­one e d’u­na stra­da anco­ra e sem­pre chiusa per le frane tar­gate Brescia.