Medaglia d'oro al Campionato Europeo di Traun (Austria), medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo di Pescara, quarto posto al Campionato Mondiale di Rungsted (Danimarca) e soprattutto per il terzo anno consecutivamente al primo posto della ranking list mondiale della classe 470

La gardesana Giulia Conti con la collega Giovanna Micol chiudono a Cagliari una stagione meravigliosa

Di Luca Delpozzo

 “Sono ben tre anni che siamo lì in vet­ta alla clas­si­fi­ca, siamo con­tente di occu­pare anco­ra quel pos­to anche dopo la delu­sione di Pechi­no per una medaglia man­ca­ta di poco e la delu­sione del Mon­di­ale di quest’an­no dove abbi­amo regata­to male ma ce la siamo gio­ca­ta fino alla medal race — affer­ma Giu­lia Con­ti — Tut­to questo serve a noi per crescere sia dal pun­to di vista atleti­co che men­tale, per­ché siamo sicure arriverà il nos­tro momen­to. A Cagliari ci sti­amo impeg­nan­do seri­amente per­ché vogliamo con­fer­mare i risul­tati ottenu­ti nel­la sta­gione che si sta per chi­ud­ere, ma soprat­tut­to per­ché vogliamo miglio­rare giorno dopo giorno fino alle Olimpia­di di Lon­dra, pas­san­do mag­a­ri già per il mon­di­ale che si svol­gerà quest’an­no in Olan­da. Inoltre per­sonal­mente sono anche ono­ra­ta di essere in nom­i­na­tion per il pres­ti­gioso pre­mio Velista dell’Anno de Il Gior­nale del­la Vela”.“E’ sta­ta una sta­gione esaltante per me per­ché dopo Pechi­no non ero con­vin­ta di tornare in bar­ca — dichiara Gio­van­na Micol — ci siamo pre­si una lun­ga pausa e sen­za allenar­ci siamo andati in Aus­tria all’Eu­ropeo per ritrovare l’af­fi­ata­men­to, invece è usci­ta fuori una stu­pen­da medaglia d’oro. Ai Giochi del Mediter­ra­neo nelle acque di Pescara abbi­amo bis­sato il risul­ta­to e non nascon­do che un pen­sieri­no al mon­di­ale l’ave­va­mo fat­to. Nonos­tante le avver­sità, pas­sate anche da un albero rot­to, abbi­amo lot­ta­to fino alla fine per ambire al bron­zo. Lo abbi­amo per­so all’ul­ti­mo bor­do del­la medal race, ma sono con­vin­ta anche io che arriverà il nos­tro momen­to. Per me comunque è sta­to eccezionale come anno per­ché ho por­ta­to a casa una bel­la lau­rea in architet­tura che mi per­me­tte di guardare al mio futuro pro­fes­sion­ale con grande seren­ità dopo Londra.“Il deus ex-machi­na di ques­ta cop­pia stra­or­di­nar­ia è comunque Gugliel­mo Vat­teroni, allena­tore del­la squadra nazionale di vela, nonché colui che ha accom­pa­g­na­to per tut­ta la sta­gione le ragazze: “E’ sta­to un anno duro per­ché dopo Pechi­no non ero con­vin­to che avrem­mo ritrova­to il gius­to equi­lib­rio e affi­ata­men­to; invece è sta­ta una sta­gione mer­av­igliosa che ha per­me­s­so a Giu­lia e Gio­van­na di crescere suc­ces­so dopo suc­ces­so e anche con qualche delu­sione nec­es­saria per trovare le giuste moti­vazioni per il prossi­mo anno. Sono con­vin­to che il nos­tro pro­gram­ma al momen­to oppor­tuno darà i giusti frut­ti. Non ci vogliamo nascon­dere Mon­di­ale e Olimpia­di sono alla nos­tra por­ta­ta e quin­di guardiamo avan­ti con ottimismo”.Il Cam­pi­ona­to Europeo con­quis­ta­to in Aus­tria è il risul­ta­to più impor­tante ottenu­to da un equipag­gio ital­iano nel 2009, oltre a quel­lo dei fratel­li Sibel­lo nel 49er; nel­la sto­ria del­la vela ital­iana è il ter­zo tito­lo europeo con­quis­ta­to da un equipag­gio ital­iano nel­la classe 470 dal 1968, data del pri­mo cam­pi­ona­to europeo e uni­co nel­la cat­e­go­ria fem­minile in quan­to i prece­den­ti furono vin­ti dai fratel­li Chi­ef­fi nel 1981 e dai fratel­li Ival­di nel 1993.In una sta­gione lun­ga e impeg­na­ti­va come quel­la che si sta con­clu­den­do Giu­lia e Gio­van­na han­no uti­liz­za­to oltre 120 metri quadri di tela pari a 4 giochi di vele e cir­ca 300 metri lin­eari di cime per oltre 800 ore in acqua tra regate e allena­men­ti e altret­tante in palestra.