Visite fra Desenzano e Rivoltella a piccoli tesori d'arte.

La Giornata del Fai punta i riflettori sulle chiesette rurali.

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Quest’an­no la dec­i­ma Gior­na­ta di Pri­mav­era avrà come obi­et­ti­vo la riscop­er­ta di alcune antiche pievi e pic­coli ora­tori spar­si nel­la soli­tu­dine dei campi del­l’en­troter­ra garde­sano, in par­ti­co­lare nelle mer­av­igliose e anco­ra incon­t­a­m­i­nate conche tra Desen­zano e Lona­to. La gior­na­ta orga­niz­za­ta dal Fon­do per l’Am­bi­ente Ital­iano, la cui del­egazione garde­sana è pre­siedu­ta da Wal­ter Romag­no­li, pro­pone appun­to questo inter­es­sante e ined­i­to itin­er­ario per­chè si trasfor­mi in uno sti­mo­lo per even­tu­ali inter­ven­ti di sal­va­guardia e di restau­ro di alcu­ni di questi beni che giac­ciono in con­dizioni di deplorev­ole abban­dono. Obi­et­tivi che, fino­ra, la del­egazione garde­sana ha spes­so cen­tra­to. Un esem­pio? Ricor­date la pieve di San­t’E­mil­iano, sulle colline di Padenghe? Fu pro­prio gra­zie a Romag­no­li e al pro­fes­sor Gian Car­lo Quaglia che San­t’E­mil­iano è sta­to restau­ra­to in parte e reso accogliente. Non solo. Ma, durante i lavori, sono affio­rati degli affres­chi di artisti medievali, più pre­cisa­mente di scuo­la giottesca. L’itin­er­ario del prossi­mo fine set­ti­mana (23 e 24 mar­zo) toc­cherà, dunque, alcu­ni ora­tori e chiesette di Desen­zano. Strut­ture sorte in pas­sato per inizia­ti­va pri­va­ta, in prossim­ità di ville o palazzi sig­no­rili, assumen­do un ruo­lo non solo di devozione, ma soprat­tut­to di pres­ti­gio sociale. Non va trascu­ra­to l’altro aspet­to prati­co di erigere ora­tori vici­no alla casa padronale. Nelle domeniche d’es­tate, spie­ga Romag­no­li, la mes­sa cel­e­bra­ta all’al­ba con­sen­ti­va ai con­ta­di­ni di recar­si subito al lavoro dei campi, men­tre se avessero dovu­to andare in paese, mag­a­ri a pie­di, avreb­bero imp­ie­ga­to molto più tem­po e fat­i­ca, con pregiudizio del­l’at­tiv­ità eco­nom­i­ca. Si trat­ta di «seg­ni» sac­ri che han­no scan­di­to il vivere quo­tid­i­ano delle comu­nità agri­cole dal XV al XVII sec­o­lo. Un itin­er­ario che è sta­to ogget­to di una ricer­ca stor­i­ca del Fai. E ce ne sono parec­chie di queste tes­ti­mo­ni­anze. Il per­cor­so parte dal­la chiesa di San Francesco Save­rio, fra Desen­zano e Riv­oltel­la e può essere fat­to in auto. Si svilup­pa su una stra­da a bas­so traf­fi­co e con un’esten­sione totale di quat­tro, cinque chilometri. In caso di bel tem­po il Fai lan­cia una sug­ges­ti­va idea: andar­ci in car­roz­za traina­ta da cav­al­li (per preno­tazioni tele­fonare al numero 0365.651756). San Francesco si tro­va in local­ità Machet­to. Venne costru­i­ta nel 1685 e di essa si inter­essò anche la Sacra Con­gregazione dei Riti, in occa­sione del proces­so di can­on­iz­zazione di San Angela Meri­ci, la patrona di Desen­zano. L’itin­er­ario ha altre sig­ni­fica­tive tappe. La Casa di San­t’An­gela alle Grezze; la par­roc­chia di San­t’An­gela Meri­ci con visi­ta al quadro del Celesti; San Car­lo Vec­chio, ora­to­rio costru­ito nel 1655 e amplia­to nel 1738 da Gio­van­bat­tista Alber­ti, stiu­pen­do esem­pio di baroc­chet­to; San Car­lo Nuo­vo, del 1712, in cui si può ammi­rare l’altare, preziosa opera sei­cen­tesca in mar­mi poli­cromi­ci. Infine San Giro­lamo, del XV sec­o­lo, che si affac­cia sul­la stra­da che seg­na il con­fine tra Riv­oltel­la e Desen­zano. Al suo inter­no c’è un affres­co raf­fig­u­rante un Cristo flegel­la­to. Il Fai ha ringrazi­a­to le famiglie Barz­iza, Gras­si, Mon­tre­sor, Pel­liz­zari e il par­ro­co di San­t’An­gela, don Lim­i­na, per la con­ces­sione di vis­itare le chiesette.

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