In Comune, visti i tagli della Finanziaria, gli amministratori hanno deciso di dare l’esempio. Il risparmio sui compensi (del 15%) sarà reinvestito nel sociale

La Giunta si riduce la paga

26/11/2005 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Tagli alla spe­sa, tagli agli inves­ti­men­ti. Bisogna tirare la cinghia, avverte la Legge finanziaria del­lo Sta­to. Così gli ammin­is­tra­tori munic­i­pali di Toscolano Mader­no han­no deciso di «dare il buon esem­pio», e si sono ridot­ti la…busta paga. «Abbi­amo dimi­nu­ito del 15 per cen­to i nos­tri com­pen­si — sot­to­lin­ea il sin­da­co di Toscolano Mader­no, Pao­lo Ele­na-. L’o­bi­et­ti­vo di questo risparmio per le casse comu­nali sarà quel­lo di des­tinare ques­ta som­ma ai . Rien­tri­amo tra i Comu­ni con più di 5mila abi­tan­ti e meno di 10mila. Le cifre fino­ra per­cepite sono: 1.900 euro net­ti (al mese) per il sin­da­co, 950 euro al vice, 760 euro agli asses­sori, 190 al pres­i­dente del Con­siglio comu­nale. Col taglio del 15% con­ti­amo di recu­per­are cir­ca 20 mila euro all’an­no». «Dal 2004 al 2005 ave­va­mo aumen­ta­to del 7% il totale del­la spe­sa sociale — ricor­da Ele­na — e per il 2006 con­ti­amo di crescere di un altro 7%. Un’al­tra curiosità riguar­da il dis­cor­so delle nascite. Ebbene, per ogni bebè dare­mo un con­trib­u­to «una tan­tum» di 500 euro alle famiglie con red­di­ti Isee infe­ri­ori a 14 mila euro o di 250 euro per quelle che super­a­no tale lim­ite». L’ac­cor­do siglato da Ele­na e dal­l’asses­sore Mar­cel­lo Beschi con le orga­niz­zazioni sin­da­cali, rap­p­re­sen­tate da Gio­van­ni Delai, Lui­gi Orlan­di (Spi-Cgil), Mario Oliari, Fabio Zuradel­li, Pier­lui­gi Pasi­ni (Fnp-Cisl) e Mario De Alle­gri (Uilp-Uil), con­tiene aspet­ti inter­es­san­ti. Dopo avere con­fer­ma­to il con­trib­u­to per l’ab­bat­ti­men­to degli oneri di riscal­da­men­to (in base al red­di­to del richiedente e al canone d’af­fit­to paga­to), il rim­bor­so delle spese medico-far­ma­ceu­tiche (in rap­por­to al red­di­to e al numero dei com­po­nen­ti del nucleo), l’ab­bat­ti­men­to del 50% del­la tar­if­fa rifiu­ti per chi ha una posizione Isee infe­ri­ore a 6.500 euro, ecc., il Comune dis­tribuirà il con­trib­u­to per ogni bebè (il «ban­do natal­ità» sarà pub­bli­ca­to in tem­pi bre­vi) e dirot­terà 800 mila euro per l’am­mod­er­na­men­to del­l’ed­i­fi­cio del­la Casa di riposo, che a sua vol­ta si impeg­n­erà a non aumentare le rette per almeno tre anni. Pros­eguirà la col­lab­o­razione con l’As­so­ci­azione inter­ven­ti sociali di Arco (Tren­to) per far avere ogni mese alle famiglie bisog­nose generi ali­men­ta­ri come pas­ta, lat­te, bur­ro, olio, zuc­chero, bis­cot­ti, riso. I servizi sono arti­co­lati: assis­ten­za a domi­cilio, tele­soc­cor­so, con­seg­na pasti a domi­cilio, dis­bri­go di pratiche buro­cratiche e pic­cole com­mis­sioni, pre­lievi per anal­isi di lavo­ra­to­rio. E anco­ra. In base al nuo­vo Piano rego­la­tore entra­to in vig­ore in giug­no, sono state indi­vid­u­ate aree per real­iz­zare allog­gi a prezzi calmierati: alle due con­ven­zioni già fir­mate (21 unità immo­bil­iari a Gaino, 27 a Pul­ciano), se ne aggiunger­an­no tre in dif­fer­en­ti local­ità, per ulte­ri­ori 30–40 appar­ta­men­ti. Slit­ta invece di un anno la costruzione di sette mini allog­gi pro­tet­ti, in aggiun­ta ai nove sor­ti a fian­co del cen­tro sociale di via Ver­di. Come delib­er­a­to dal Con­siglio comu­nale all’u­na­nim­ità, nel 2006 l’I­ci per la pri­ma abitazione (sono inclusi anche quan­ti, non pro­pri­etari, l’han­no rice­vu­ta in uso da par­en­ti stret­ti e risiedono in loco) scen­derà al di sot­to del min­i­mo indi­ca­to per legge: passerà infat­ti dal 4 per mille al 3,60. Ver­rà inoltre appli­ca­ta una detrazione di 170 euro. La tar­if­fa riguardante gli altri edi­fi­ci (sec­onde case) rimar­rà al 7 per mille. Le attiv­ità com­mer­ciali e direzion­ali pagher­an­no il 5,50. L’asses­sore al bilan­cio, Fabio Bel­loni, ripete che, negli ulti­mi otto anni, le famiglie si sono viste ridurre in media l’I­ci del 46%. «Nei casi di abitazioni mod­este — aggiunge Bel­loni — non pagano nul­la. Il get­ti­to com­p­lessi­vo rimar­rà invari­a­to (due mil­ioni e 670 mila euro, di cui il 90% per la sec­on­da casa e il 10% per la pri­ma), gra­zie al fat­to di avere scop­er­to numerosi eva­sori, che sbor­sa­vano nul­la o molto meno del dovu­to, e all’au­men­to del pat­ri­mo­nio edilizio». Il sin­da­co Ele­na con­clude ricor­dan­do che le tar­iffe di acqua, fog­na­ture, rifiu­ti, ecc. rester­an­no invari­ate, e il cen­tro di aggregazione gio­vanile con­tin­uerà a essere gra­tu­ito, al pari delle tar­iffe del trasporto dei bam­bi­ni delle frazioni alle scuole ele­men­tari e medie del capolu­o­go. La pres­sione trib­u­taria (l’I­ci e le altre imposte in rap­por­to al numero dei res­i­den­ti) scen­derà da 510 a 491 euro pro-capite. Quel­la finanziaria (che include pure le sanzioni ammin­is­tra­tive, le rette delle mense, le varie tar­iffe) da 843 a 832 euro.

Parole chiave: