Dopo Limone e Tremosine, la ricerca ha interessato il territorio di Tignale, lungo il vecchio confine tra Italia e Austria

La Grande guerrasvela i suoi segreti

09/12/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

È sta­to com­ple­ta­to il cen­si­men­to delle strut­ture bel­liche difen­sive e logis­tiche del­la Pri­ma guer­ra mon­di­ale, esisten­ti nei comu­ni altog­a­rde­sani di Limone e Tremo­sine. Nel miri­no è ora entra­to il ter­ri­to­rio di Tig­nale. La cam­pagna di ric­og­nizione si è svol­ta durante la scor­sa estate ed è sta­ta gui­da­ta dall’archeologo Mat­tia Pavan, con sup­por­to e orga­niz­zazione dell’Asar (Asso­ci­azione stori­co arche­o­log­i­ca del­la riviera).Le aree inter­es­sate sono quelle tra Bai­ta Ped­erci­ni e Cima Mughera, lun­go la vec­chia lin­ea di con­fine tra Italia e Aus­tria, oltre al com­p­lesso difen­si­vo di Reamol. Il rilie­vo, spie­ga la relazione di Pavan, «è sta­to attua­to tramite l’uso inte­gra­to di stazione totale e, dove pos­si­bile, con il Gps così da pot­er anche testare le poten­zial­ità di tali stru­men­ti in un con­testo par­ti­co­lare come la mon­tagna dove la veg­e­tazione spes­so rende dif­fi­cile non solo l’individuazione delle strut­ture ma anche il rilie­vo stes­so». Sono sta­ti così posizionati la trincea che cos­ti­tu­i­va la pri­ma lin­ea sul Cuel di Nota e ai For­ti­ni, i pun­ti di avvis­ta­men­to di postazioni lun­go il pen­dio delle mon­tagne e le piaz­zole che ospi­ta­vano i barac­ca­men­ti dei sol­dati, par­ti­co­lar­mente numerose nell’area vici­no al cimitero di guer­ra dove sorge­va anche l’ospedale militare.La pri­ma lin­ea chi­ude­va sul Monte Carone che, però, è sta­to esclu­so dalle ric­og­nizioni data la ric­chez­za di resti e la scar­sità di tem­po disponi­bile. L’area cir­costante Cima Mughera e Bai­ta Perderci­ni risul­tano cos­ti­tuire la sec­on­da lin­ea e pre­sen­tano una serie di infra­strut­ture che dove­vano fun­gere da sosteg­no alle truppe al fronte. Cima Mughera, come il com­p­lesso di Reamol, rap­p­re­sen­ta­vano pun­ti di con­trol­lo del . Queste costruzioni, spes­so di notev­ole com­p­lessità come le grotte e i bunker, «han­no forte­mente mod­i­fi­ca­to il pae­sag­gio cir­costante e rap­p­re­sen­tano un’eredità ric­chissi­ma che con min­i­mi inter­ven­ti potrebbe essere val­oriz­za­ta e inseri­ta in itin­er­ari che ne per­me­t­tano la riscop­er­ta in un all’aperto».Le aree ogget­to di cen­si­men­to sono state il vil­lag­gio mil­itare attual­mente area di ris­toro a Pas­so Nota, il Rifu­gio Ped­erci­ni, Pas­so Nota e la caser­ma di Bestana, il trat­to di stra­da tra Boc­ca dei For­ti­ni e Bai­ta Segala, il trat­to di stra­da tra Pas­so Guil e Cima Sug­hera, il com­p­lesso di Reamól.

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