Un bis del disastro che domenica scorsa aveva colpito diverse zone del basso lago: chicchi di ghiaccio grossi come kiwi

La grandine devasta Caprino

09/07/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Alzat­ac­cia bru­tale a colpi di gran­dine ieri mat­ti­na tra Cas­tion di Coster­mano, Pesina, Boi e Cere­del­lo di Capri­no e pure a Dol­cé dove, tra le 6,10 e le 6,30, si è abbat­tuto un nubifra­gio. Un for­tu­nale che ha sem­i­na­to chic­chi di ghi­ac­cio gran­di come albic­oc­che e noci. In pochi minu­ti viti e mais sono sta­ti dev­as­ta­ti, si par­la di dan­ni tra l’80 e il 100 per cen­to. In entram­bi i Comu­ni la si è subito mobil­i­ta­ta e i rispet­tivi sin­daci, Fioren­zo Loren­zi­ni, di Coster­mano, e Ste­fano San­dri, di Capri­no, han­no fat­to un sopral­lu­o­go, che li ha las­ciati esterrefatti.Commenta Ste­fano San­dri: «Una vio­len­tis­si­ma grand­i­na­ta ha col­pi­to un po’ tut­to il ter­ri­to­rio comu­nale, sca­te­nan­dosi con par­ti­co­lare furia soprat­tut­to a Pesina e a Cere­del­lo, dove ho per­sonal­mente con­stata­to come i rac­colti di mais e i vigneti sono sta­ti dis­trut­ti dall’evento». A San Roc­co di Pesina le vigne sono pelate e delle piante di mais è rimas­to solo lo ste­lo. Ai lati e sul­la car­reg­gia­ta del­la comu­nale tra Boi e Pesina i grani gelati si sono accu­mu­lati come ghi­a­ia. «I nos­tri quat­tro operai comu­nali sono usci­ti con la rus­pa e la spaz­za­trice e han­no rimosso il ghi­ac­cio per per­me­t­tere alle auto di pas­sare», dice. Ai mar­gi­ni si è rac­col­ta una coltre bian­ca che alle 10 del mat­ti­no non si era anco­ra sciolta.Pure il cen­tro è sta­to bat­tuto ma non così vio­len­te­mente. Dario Zanan­dreis, vice respon­s­abile del grup­po comu­nale di pro­tezione civile, che è rimas­to fuori a lun­go con i suoi uomi­ni, com­men­ta: «In alcu­ni trat­ti la gran­dine si è accu­mu­la­ta sulle strade alla­gan­dole… Se fos­se cadu­ta solo una mezz’ora dopo sarebbe sta­to un dis­as­tro peg­giore, dato che a quell’ora tut­ti si met­tono in stra­da per andare a lavo­rare. Fino­ra», aggiunge comunque, «non sono sta­ti seg­nalati par­ti­co­lari dan­ni alle cose: qualche camino sbrec­cia­to, delle car­rozzerie di auto seg­nate ma niente vetri rotti».Andreas Gut­mann, del­la dit­ta «Dal ces­to di Gut­mann», che a Cere­del­lo ha un negozio di frut­ta e ver­du­ra di pro­duzione pro­pria, com­men­ta: «Noi ci siamo sal­vati per­ché il nos­tro pic­co­lo orto, i frut­teti di mele e gli impianti dei por­ta innesti per viti sono cop­er­ti da reti anti­gran­dine che han­no mit­i­ga­to l’impatto. Chi non ha pre­so ques­ta pre­cauzione, però, ha cer­to avu­to dan­ni assai ingen­ti». Qualche strap­po nelle loro reti c’è: «Sap­pi­amo che ques­ta è una zona a ris­chio. Già altre volte, in pas­sato, gran­dine e neve han­no dev­as­ta­to l’impianto. Sta­vol­ta ci è anda­ta bene, solo alcu­ni buchi e alcu­ni pali rotti».Armando Loren­zi­ni, con­sigliere comu­nale a Coster­mano e asses­sore alla pro­tezione civile alla Comu­nità Mon­tana del Bal­do, com­men­ta: «Se domeni­ca la tem­pes­ta ave­va bru­tal­mente col­pi­to Albarè, ieri è sta­ta la vol­ta di Cas­tion, dove la gran­dine ha dev­as­ta­to col­ture e cop­er­to le strade d’asfalto». Qualche auto è sta­ta seg­na­ta dal­la tem­pes­ta». Ieri mat­ti­na i gia­r­di­ni era­no imbian­cati da «noci» di ghi­ac­cio, rimaste vis­i­bili a ter­ra per ore dopo aver sfoglia­to piante e dis­trut­to fiori e orti. Sce­nario qua­si oniri­co poco più tar­di, quan­do, dopo la tem­pes­ta­ta, si è lev­a­ta da ter­ra una nube di con­den­sa e vapore mis­to ad acqua che ha avvolto ogni cosa, dan­do alla natu­ra, alle case e alle cose un aspet­to spet­trale.

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