Da corroborante a bevanda leggera, piacevole, fruttata e aromatica

La grappa, come si è trasformato in 20 anni il distillato

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

La grap­pa com­ple­ta il ciclo del­la vite: dal­la vinac­cia, resid­uo soli­do del­la vinifi­cazione, si dis­til­la infat­ti questo incon­fondibile alcolico.Come il anche la sua orig­ine si perde nel­la notte dei tem­pi. Il nome si ritiene di orig­ine vene­ta: dal­la voce dialet­tale “gras­pa”, acqua­vite rica­va­ta dalle “graspie”, cioè dalle vinac­ce. Da gras­pa il nome si è mod­i­fi­ca­to in “sgna­pa” nel bel­lunese, dal quale è deriva­to il tedesco “schnaps”, in “grape” o “sgnape” nel Friuli.La dis­til­lazione sarebbe inizia­ta nelle cam­pagne del Vene­to tra il 1200 e il 1300. I nobili pro­pri­etari dei ter­reni, dopo aver vini­fi­ca­to, don­a­vano le vinac­ce ai con­ta­di­ni i quali ricava­vano un vinel­lo; le vinac­ce, suc­ces­si­va­mente, veni­vano dis­til­late per ottenere la grap­pa (di “troi” di sot­to­ban­co). Tale oper­azione veni­va effet­tua­ta di nascos­to per evitare di pagare imposte o gabelle.L’alone del­la leggen­da copre un peri­o­do di vita dura e fati­cosa dei grap­paioli, carat­ter­iz­za­ta da una con­tin­ua guer­ra con la legge che pre­tende­va gravose tasse, toglien­do così al dis­ti­lal­tore parte del mis­ero guadag­no ottenu­to dal­la ven­di­ta del­la sua pro­duzione. Non è un caso che il ter­mine “lam­bicar” sia sinon­i­mo di una vita dura dif­fi­cile, sten­ta­ta, fati­cosa e pri­va di soddisfazioni.Da un ven­ten­nio la tec­nolo­gia, la scien­za e la pro­fes­sion­al­ità lega­ta al mon­do del­la dis­til­le­ria ha riv­o­luzion­a­to il con­cet­to di grap­pa. Essa ha per­so la pre­rog­a­ti­va di bevan­da cor­rob­o­rante, forte, alcooli­ca e maschia, per diventare leg­gera e gen­tile, piacev­ole e roton­da, tal­vol­ta frut­ta­ta e aro­mat­i­ca, guadag­nan­dosi un ruo­lo impor­tante di super­al­cooli­co nel­l’al­i­men­tazione di tut­ti i giorni. Ed ecco allo­ra sul­la passerel­la grappe gio­vani (bianche), affi­nate in leg­no per breve peri­o­do; invec­chi­ate (affi­na­men­to in fusti di rovere o altre essen­ze per un peri­o­do più o meno lun­go); aro­matiche, mac­er­ate nel dis­til­la­to di frut­ta di erbe e piante aro­matiche; di monovit­ig­no (di vinac­ce selezion­ate di uve di sin­goli vitigni).A Caor­era di Vas esiste l’u­ni­ca dis­til­le­ria artig­i­nale in provin­cia. E’si­t­u­a­ta nel­la val­la­ta del Piave fra Vas e Lenti­ai. Fed­eri­co e Lau­ra Ardui­ni dis­til­lano con un impianto in rame del 1951 grappe e dis­til­lati di monovitigno.

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