La guerra è proprio finita. Finita!”: lettura scenico musicale a Riva del Garda

24/09/2016 in Attualità
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Di Redazione

Nel­l’am­bito delle inizia­tive di Man­i­flu del Par­co flu­viale del­la Sar­ca, domeni­ca 25 set­tem­bre a forte Gar­da va in sce­na lo spet­ta­co­lo «La guer­ra è pro­prio fini­ta. Fini­ta!», una let­tura sceni­ca con musi­ca dal vivo e immag­i­ni storiche d’archiv­io, che riper­corre gli ulti­mi giorni del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale nel Bas­so Sar­ca. Inizio alle ore 17.

Il prog­et­to è di Sara Maino, che ne cura la regia e la let­tura, in sce­na con Lumini­ta Evy Dir­losan al flau­to ed Enri­co Bel­lonzi alla chi­tar­ra elet­tri­ca ed effet­ti. Si trat­ta di una pro­duzione di Teatro per Caso in col­lab­o­razione con Trenti­no Sto­ria Ter­ri­to­rio, Scuo­la Musi­cale Alto Gar­da e asso­ci­azione Ta Pum. Le immag­i­ni sono gen­til­mente con­cesse dal Grup­po Cul­tur­ale Nago-Tor­bole, dal , dal­la di Dro, dal­la Fon­dazione Stori­co in Tren­to e dal Nation­al Archive di Wash­ing­ton.

Nel­lo spet­ta­co­lo si riv­ivono gli ulti­mi giorni di aprile del 1945: gli Amer­i­cani risal­go­no la Garde­sana Ori­en­tale, iniziano i bom­bar­da­men­ti, c’è pau­ra, con­fu­sione, i sac­cheg­gi in cit­tà, la gente scap­pa e i Tedeschi si riti­ra­no. Giuseppe Bres­ciani, imp­ie­ga­to a Tor­bole alla Caproni, fugge con la famiglia a Maso Bè, sui mon­ti di Mas­sone, e da lì, dal­la postazione priv­i­le­gia­ta del belvedere, osser­va tut­ta la valle: assiste alla “guer­ra aut­en­ti­ca” del Bas­so Sar­ca. Tra il 24 aprile e il 3 mag­gio 1945 Bres­ciani ne descrive gli avven­i­men­ti in un diario, scop­er­to da Sara Maino nel 2013. Le sue intense pagine rac­con­tano, in un cli­ma di cres­cente ten­sione e pre­oc­cu­pazione, le ripetute incur­sioni aeree, i bom­bar­da­men­ti sul­la valle, lo sbar­co degli Amer­i­cani a Tor­bole, la dis­truzione dei pon­ti di Arco e di Dro, fino alla tan­to atte­sa Lib­er­azione.

Il testo è ric­co di pre­cise descrizioni in tem­po reale: «Pro­prio alle 21.30 tre mag­nifi­ci razzi incen­di­ano il cielo a piom­bo sul Brione e segue uno sgan­cio a tap­peto che chi­ude gli avven­i­men­ti del­la movi­men­tatis­si­ma gior­na­ta». Il diario evo­ca con grande emozione i fat­ti, i sen­ti­men­ti e il vis­su­to del­la gente negli ulti­mi giorni di guer­ra. Nel­lo spet­ta­co­lo la voce recitante dà vita alle immag­i­ni sonoro-visive sug­gerite dal testo, con inter­ven­ti dal vivo dei musicisti. Un rac­con­to coin­vol­gente e a più liv­el­li, inter­se­ca­to da doc­u­men­ti d’archivio, tra cui un fil­ma­to orig­i­nale gira­to dalle truppe amer­i­cane, e da altre tes­ti­mo­ni­anze dirette.

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