La presentazione il prossimo 23 novembre a Maguzzano. Ingresso libero

La lettera a Diogneto

18/11/2007 in Cultura
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Di Luca Delpozzo

La Par­roc­chia S.Maria Assun­ta di Maguz­zano, il Cen­tro di Cul­tura Ste­fano Bazoli di Desen­zano del Gar­da e la Coop­er­a­ti­va Cat­toli­co-demo­c­ra­t­i­ca di Cul­tura di Bres­cia pre­sen­tano ven­erdì 23 novem­bre alle ore 20,45 nel­la sug­ges­ti­va Chiesa abbaziale di Maguz­zano un impor­tante doc­u­men­to del 2° sec­o­lo d.C. — la let­tera a Diogneto.Dopo una breve intro­duzione stori­co-crit­i­ca, l’at­trice Vio­la Cos­ta leg­gerà inte­gral­mente il testo, nel­la bel­la traduzione dal gre­co di Mat­teo Per­ri­ni. Alessan­dro Bono accom­pa­g­n­erà in sot­to­fon­do alla chi­tar­ra clas­si­ca, eseguen­do musiche barocche.La sto­ria di ques­ta let­tera è affascinante.Nel 1436, al tem­po del pri­mo fiorire del­l’u­manes­i­mo, il gio­vane chieri­co Tom­ma­so d’Arez­zo, venne invi­a­to a Costan­ti­nop­o­li, allo scopo di stu­di­are il gre­co. Cos­tui, un bel giorno vide al mer­ca­to un ven­di­tore uti­liz­zare un fas­cio di carte scritte per incar­tare il pesce. Con­trat­tò per pochi spic­ci­oli l’in­tero pac­co e se lo portò a casa per stu­di­ar­lo. Si sco­prirà poi che le carte con­tenevano scrit­ti già noti, ma anche il prezioso ined­i­to del­la Let­tera a Dio­gne­to. Il mano­scrit­to che era così emer­so dal­l’oblio dei tem­pi venne stu­di­a­to e pub­bli­ca­to, ma nel 1870 sparirà, sta­vol­ta per sem­pre, bru­ci­a­to nel­l’in­cen­dio del­la di Stras­bur­go, al tem­po del­la guer­ra franco-prussiana.Ignoto è l’au­tore e sconosci­u­to il des­ti­natario, che dove­va essere un per­son­ag­gio pagano che conosce­va qual­cosa del cris­tianes­i­mo ma desider­a­va essere meglio infor­ma­to. La let­tera for­mu­la allo­ra le domande fon­da­men­tali sul cris­tianes­i­mo che l’opin­ione pub­bli­ca del II sec­o­lo dove­va nec­es­sari­a­mente por­si e for­nisce le risposte adeguate. Ma si trat­ta di ques­tioni anco­ra attuali e molto aperte, per­fet­ta­mente tra­ducibili con gli stes­si ter­mi­ni che si uti­liz­zano oggi per dis­cutere, ad esem­pio, del ruo­lo dei laici nel­la Chiesa o dell’ impeg­no politi­co dei cris­tiani. Alcu­ni pas­si del­la let­tera, che appare in per­fet­ta con­so­nan­za, anche di stile, con il Van­ge­lo di Gio­van­ni e con le let­tere di San Pao­lo, sono così feli­ci da essere sta­ti citati nei doc­u­men­ti che con­clusero il Con­cilio Vat­i­cano II.Un’occasione di appro­fondi­men­to cul­tur­ale da non perdere.

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