Il padiglione fieristico intestato ad una nuova società di cui la provincia detiene azioni per 10 milioni di euro L'assessore Andreolli illustrerà l'operazione in commissione consiliare

La Lido di Riva cede la proprietà dell’Expo

18/09/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Riv­o­luzione in vista nel­l’as­set­to pro­pri­etario del padiglione fieris­ti­co del­la Bal­tera, un immo­bile del val­ore d’u­na trenti­na di mil­iar­di attual­mente intes­ta­to alla Lido di Riva spa, e con­ces­so in affit­to alla Pala­con­gres­si srl che cura la ges­tione degli eventi.I det­tagli del­l’­op­er­azione ver­ran­no illus­trati nel pomerig­gio di lunedì prossi­mo, 23 set­tem­bre, dal­l’asses­sore Remo Andreol­li alla com­mis­sione paritet­i­ca con­sil­iare per i prob­le­mi delle soci­età pub­bliche. Andreol­li ha accetta­to di indi­care a gran­di linee i con­tenu­ti del­l’­op­er­azione par­tendo da una deci­sione del­la giun­ta Del­lai — che sta per diventare legge — per cui la provin­cia non erogherà più con­tribu­ti a fon­do per­du­to per l’ac­quis­to di immo­bili des­ti­nati ad ospitare fiere. Nel­la fat­tispecie rivana di trat­ta di 10 mil­ioni di euro, pari ad una venti­na di mil­iar­di di lire, atte­si dal­la Lido di Riva per coprire l’e­s­po­sizione ban­car­ia delib­er­a­ta qualche anno addi­etro (e tut­to­ra pesan­te­mente onerosa per i bilan­ci soci­etari), quan­do si trat­tò di acquistare l’ed­i­fi­cio dal­l’Im­mo­bil­iare Ros­mi­ni che l’ave­va costru­ito. La legge provin­ciale in cor­so di approvazione impor­rà che gli enti fieris­ti­ci siano pro­pri­etari degli immo­bili. Il che sig­nifi­ca che dovrà essere cos­ti­tui­ta una nuo­va soci­età, in cui la provin­cia sarà pro­pri­etaria del­la quo­ta cor­rispon­dente ai 10 mil­ioni di euro con­fer­i­ti. L’al­tro socio sarà la Lido di Riva, la cui quo­ta cor­rispon­derà all’im­mo­bile. Alla fine del­l’­op­er­azione quin­di la Lido di Riva avrà cedu­to alla nuo­va soci­età la pro­pri­età del padiglione fieris­ti­co, e ques­ta nuo­va soci­età, che non intende occu­par­si min­i­ma­mente di ges­tione, trat­terà con la Pala­con­gres­si l’af­fit­to. Qualo­ra l’im­pren­di­to­ria locale, pri­vati sin­goli o asso­ci­azioni di cat­e­go­ria, inten­dano entrare, lo potran­no fare acqui­s­tan­do azioni e quin­di porzioni di pro­pri­età del­l’im­mo­bile (il che pare alquan­to prob­lem­ati­co, dato che gli utili si real­iz­zano nel­la ges­tione). Res­ta aper­to il prob­le­ma del com­ple­ta­men­to e del­la sis­temazione del­l’area, in prim­is attra­ver­so l’ac­qui­sizione delle aree des­ti­nate ai parcheg­gi per i vis­i­ta­tori del­la fiera. Fino­ra, soprat­tut­to in occa­sione del­l’ Schuh, ci si è arran­giati affit­tan­do ter­reni vicin­iori o invaden­do la bretel­la Comai: ma si trat­ta di soluzioni provvi­sorie, imposte anche dal­la pre­ca­ri­età del­la situ­azione urban­is­ti­ca del­l’in­tero com­p­lesso, sor­to in area clas­si­fi­ca­ta come industriale.

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