La dotazione di attracchi è largamente inferiore alle richieste del mercato

La Lido vuole raddoppiare porto san Nicolò

15/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Vara­to il prog­et­to com­p­lessi­vo per la fas­cia lago, la Lido di Riva com­in­cia da por­to san Nicolò il ten­ta­ti­vo di tradurre in con­cre­to le inten­zioni (con­di­vise) del­l’ar­chitet­to Cec­chet­to. A San Nicolò ci sono cir­ca 150 attrac­chi ed una ulte­ri­ore cinquan­ti­na di barche sono parcheg­giate a sec­co. I servizi offer­ti alla clien­tela non sono cer­to all’al­tez­za dei tem­pi. In prat­i­ca sig­nifi­ca che il gestore potrebbe ricavare mag­gior red­di­to, facen­do gli inves­ti­men­ti del caso: il mer­ca­to è disponi­bile a pagare di più a pat­to di avere un servizio migliore. La Lido di Riva, sug­gerisce il pres­i­dente Mau­ro Malfer, ha appe­na com­in­ci­a­to ad affrontare il prob­le­ma, attra­ver­so l’im­postazione di un elen­co di mas­si­ma delle cose da fare e dei costi da affrontare.Per ampli­are l’of­fer­ta di attrac­chi ‑ci sono un centi­naio di domande che riman­gono inevase per fisi­ca caren­za del­lo spazio nec­es­sario- la Lido potrebbe acquistare l’appez­za­men­to con­tiguo al piaz­za­le, ver­so viale Rovere­to: la pro­pri­età ex Came­sas­ca è intes­ta­ta ad una soci­età di Bolzano che ha seg­nala­to la disponi­bil­ità a vendere. Serve un prog­et­to sul pos­si­bile futuro uti­liz­zo del­lo spazio disponi­bile e del­l’am­pli­a­men­to prospet­ta­to, pen­sare ad even­tu­ali ulte­ri­ori sban­ca­men­ti, stu­di­are la qual­ità e la con­sis­ten­za degli edi­fi­ci di sup­por­to all’at­tiv­ità por­tuale. Fat­to questo la Lido, che non dispone di risorse finanziarie autonome per affrontare una spe­sa che potrebbe arrivare sui cinque mil­iar­di, com­in­cia a con­tattare comune e provin­cia, per trovare con­tribu­ti e ver­i­fi­care ipote­si di col­lab­o­razione con part­ner mag­a­ri anche pri­vati inter­es­sati all’in­ves­ti­men­to. Malfer offre due con­sid­er­azioni: così com’è attual­mente, por­to san Nicolò non va. Occorre in tut­ti i modi inter­venire a cor­reg­gere un’au­t­en­ti­ca stor­tu­ra eco­nom­i­ca. Sec­on­do: il futuro del­la fas­cia lago, priv­i­le­gia per l’estrem­ità ori­en­tale del ter­ri­to­rio cit­tadi­no, un uti­liz­zo sporti­vo-tur­is­ti­co. Sarebbe del tut­to assur­do che la Lido di Riva si fos­se data uno stru­men­to come il prog­et­to Cec­chet­to per poi ten­er­lo nel cas­set­to. La polit­i­ca del con­siglio d’am­min­is­trazione è quel­la di pro­cedere per set­tori, tenen­do pre­sen­ti le com­pat­i­bil­ità, in prim­is eco­nomiche. L’ac­quis­to degli immo­bili fieris­ti­ci alla Bal­tera, e la con­seguente neces­sità di inve­stire altri mil­iar­di nel­l’ur­ban­iz­zazione del­la zona cir­costante (a com­in­cia­re dal­la dotazione di parcheg­gi meno raf­faz­zona­ta del­l’at­tuale), prosci­u­ga per anni le entrate e limi­ta lo spazio di manovra, anche per inter­ven­ti obbligati.