Dopo il recupero, la struttura del Castel è stata inserita nella rete dei siti del Parco Alto Garda Bresciano

La limonaia come museo

04/11/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Un suc­ces­so pre­vis­to, ma non nei ter­mi­ni nei quali si è ver­i­fi­ca­to. La limon­a­ia del Cas­tel, a Limone, recu­per­a­ta pochi anni fa con des­ti­nazione muse­ale, ha reg­is­tra­to nel cor­so del 2007 cir­ca 60.000 vis­i­ta­tori che, al prez­zo di un solo euro, sono entrati ed han­no potu­to pren­dere visione di una delle col­ture più carat­ter­is­tiche che il Gar­da ha tra­manda­to fin dal Duecento.IN BASE a ques­ta cifra, che miglio­ra di un buon 35% il numero di ingres­si del 2006, l’Am­min­is­trazione comu­nale di Limone, gui­da­ta da Franceschi­no Risat­ti, mette mano a nuovi inter­ven­ti, utili a met­tere il vis­i­ta­tore nelle con­dizioni di meglio inter­pretare i seg­ni del lavoro del pas­sato. Si pro­ced­erà, a breve, al ripristi­no del­l’ir­rigazione attra­ver­so le fontane ed i canali stori­ci scol­pi­ti nel­la pietra, al miglio­ra­men­to del­l’il­lu­mi­nazione serale, all’alles­ti­men­to di una mostra fotografi­ca tem­at­i­ca su pan­nel­li in vetro, oltre che alla mes­sa a dimo­ra di nuove essen­ze, che andran­no ad affi­an­care quelle già piantumate.Spiega Joseph Fava, vicesin­da­co: «La strut­tura è sta­ta inseri­ta nel­la rete muse­ale del Bres­ciano, facen­do assumere all’im­mo­bile un sig­ni­fi­ca­to di tradizione e di cul­tura che si aggiunge ai val­ori di un tem­po, quan­do queste serre cos­ti­tu­iv­ano una realtà impor­tan­tis­si­ma per le oppor­tu­nità di lavoro e quin­di per l’e­co­nom­i­ca locale».Infatti, se anche la pesca, l’o­livi­coltura e l’al­l­e­va­men­to ave­vano una impor­tan­za, «fra il Sei­cen­to ed il Set­te­cen­to iniz­iò sul­l’al­to Gar­da la costruzione di limon­aie nel­l’ul­ti­mo lem­bo di ter­ra bres­ciana ver­so il Trenti­no, per pro­teggere le piante dai ven­ti fred­di, e per­me­t­ten­do di offrire un rac­colto più abbon­dante e di sicu­ra quan­tità e qualità».QUANTO ai vis­i­ta­tori del­la limon­a­ia, chiede­vano «di conoscere il moti­vo del­la pre­sen­za di tan­ti muraglioni, pilas­tri, casel­li e tra­va­ture in leg­no. Alle domande si rispon­de­va con spie­gazioni storiche, ma anche sve­lando curiosità che induce­vano stu­pore. Come il fat­to che i ter­raz­za­men­ti veni­vano real­iz­za­ti con ter­ra di ripor­to, che proveni­va dal­la spon­da veronese via lago, ter­ra quin­di por­ta­ta a spalle dalle donne attra­ver­so le ripi­de ed anguste scale. Quan­do le piante rag­giungevano la loro rigogliosità davano frut­ti che veni­vano esportati in tut­ta Europa».

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