Battesimo del fuoco per lo scalo bresciano, diventato l’hub di Poste Italiane. Smistamento senza intoppi

La lunga notte del Gabriele D’Annunzio

04/04/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Era­no ormai le tre, l’altra notte, quan­do un centi­naio di lavo­ra­tori con le casac­che gialle ed aran­cio han­no potu­to stac­car­si dal piaz­za­le dell’aeroporto D’Annunzio per avvic­i­nar­si ai tavoloni, allesti­ti nel grande salone di atte­sa del­lo sca­lo bres­ciano, per il buf­fet offer­to dal­la direzione degli Aero­por­ti del Garda.A quel pun­to la pro­va del fuo­co era sta­ta bril­lante­mente super­a­ta e la sod­dis­fazione la si legge­va sul volto di tut­ti, tra un brin­disi e l’altro con poche trac­ce di stanchez­za. Tra di loro anche l’avvocato Ful­vio Cav­al­leri, pres­i­dente del Cat­ul­lo di Vil­lafran­ca, che sin dalle 23,31, quan­do era atter­ra­to il pri­mo dei 12 aerei pre­visti con il cari­co delle Poste Ital­iane, non ave­va tolto gli occhi dal piaz­za­le del movi­men­to aerei, dap­pri­ma osser­van­do dal­la ter­raz­za del cen­tro uffi­ci e poi posizio­nan­dosi tra la gente che lavo­ra­va a pieno rit­mo tra i mag­a­zz­i­ni, i piaz­za­li ed i rac­cor­di per la pista.«Ma chi dice­va che questo aero­por­to sarebbe sta­to una cat­te­drale nel deser­to?» com­men­ta­va Cav­al­leri, par­lan­do a fat­i­ca tra il rom­bo dell’Antonov ed il rullare dei car­rel­li con centi­na­ia di cas­sette gialle, con il mar­chio PT, prove­ni­en­ti da dod­i­ci cit­tà ital­iane. «Non vi nascon­do la mia per­son­ale sod­dis­fazione. Nep­pure Verona e han­no un tale movi­men­to not­turno — aggiunge­va il pres­i­dente — questo è un grande giorno, o meglio una grande notte per bres­ciani e verone­si, e noi potremo dire che c’eravamo». Le ultime tele­camere delle tv locali e gli ulti­mi flash dei fotografi si era­no spen­ti quan­do l’ultimo aereo si è stac­ca­to dal­la pista ed ha pun­ta­to ver­so ovest, sor­volan­do sul­la sin­is­tra l’abitato di Cas­tenedo­lo. Si trat­ta­va dell’Md80 dell’Alitalia diret­to a Gen­o­va che in effet­ti sen­za far trop­po rumore si è allon­tana­to nel­la notte, viran­do anch’esso a sin­is­tra dell’abitato.«Ditelo al sin­da­co di Cas­tenedo­lo — sor­ride­va Cav­al­leri, forse pen­san­do al diessi­no Giu­liano Salomoni — che ci siamo spo­sta­ti più che pote­va­mo a sin­is­tra, sul suo comune, per non dis­tur­bare trop­po il son­no dei suoi concit­ta­di­ni. Scom­met­to però che non han­no sen­ti­to niente, almeno per quan­to riguar­da gli avio­get­ti di Ali­talia ed AirOne, non ci scom­met­terei trop­po per i vec­chi Antonov, ad eli­ca e più rumor­osi, ma son solo due».Ed il pen­siero è tor­na­to a poco pri­ma, quan­do i due Antonov, prove­ni­en­ti da Ancona e Pescara, rulla­vano sul­la pista ad alto tas­so di dis­tur­bo. A coor­dinare le oper­azioni di ter­ra non si sono dis­trat­ti un atti­mo Rober­to Gilar­doni, diret­tore del Car­go Cen­ter, il respon­s­abile oper­a­ti­vo Mar­co Berga­m­aschi, il diret­tore com­mer­ciale Gior­gio Pozzi ed il diret­tore oper­a­ti­vo di Aero­por­ti del Gar­da, Ric­car­do Verg­e­rio, anche lui con casac­ca aran­cio. Il pres­i­dente Cav­al­leri era fiancheg­gia­to, con con­sigli e notizie min­u­to per min­u­to, dal suo diret­tore gen­erale Clau­dio Boc­car­do e dal­la respon­s­abile delle pub­bliche relazioni Rober­ta Ragaz­zo. «Questo è un sog­no che si è avver­a­to» ha sot­to­lin­eato Gilar­doni, ricor­dan­do poi i con­tat­ti iniziati un anno e mez­zo fa con i respon­s­abili delle Poste Ital­iane, che qua­si per scommes­sa ori­en­tarono la loro atten­zione sul­lo sca­lo bres­ciano, che smorzò le ambizioni di Roma Fiu­mi­ci­no e Milano Malpensa.

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