L’inizio delle celebrazioni sabato sera alla presenza di molte autorità

La Monte Suello compie 80 anni. Un libro ripercorre la sua storia

18/07/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
se.za.

La «Monte Suel­lo», la sezione che rag­grup­pa gli del­l’in­tera Valle Sab­bia e del­la riv­iera occi­den­tale del Gar­da, ha com­pi­u­to 80 anni di glo­riosa sto­ria. Le cel­e­brazioni sono iniziate con la pre­sen­tazione del libro che riper­corre il lun­go peri­o­do. Nel­la Sala dei Provved­i­tori del Palaz­zo comu­nale di Salò, gremi­ta di penne nere, sono inter­venu­ti il pres­i­dente Fabio Pasi­ni, il sin­da­co , Alber­to Cav­al­li (pres­i­dente del­la Provin­cia), Alessan­dro Sala (asses­sore provin­ciale allo Sport), il gen­erale Flavio Zor­dan, vice capo di Sta­to mag­giore per il Nord Italia e lo stori­co Domeni­co Fava, che ha svolto buona parte del lavoro di ricer­ca e stesura.«Nel 1926 la sezione si è stac­ca­ta da quel­la di Bres­cia — ricor­da Pasi­ni -. Gli ide­ali di allo­ra, quan­to mai attuali ‑man­tenere vive le tradizioni del cor­po, vol­er bene alla mon­tagna, calar­si nel­la realtà locale per dare una mano ai vivi ricor­dan­do i mor­ti — sono rius­ci­ti a tenere lega­ta per tan­ti anni l’as­so­ci­azione. Il libro vuole essere la memo­ria di quan­to fat­to. E ram­men­ta fat­ti, aned­doti, atti di gen­eroso altru­is­mo, sem­pli­ci o gran­di slan­ci di aiu­to tan­gi­bile a chi è nel bisog­no, inter­ven­ti nei vari pae­si, ese­gui­ti con gen­erosità, impeg­no e sac­ri­fi­cio. Scor­ren­do la sto­ria di tut­ti i grup­pi si per­cepisce il sen­so di radica­men­to sul ter­ri­to­rio. L’ab­o­lizione del­la leva obbli­ga­to­ria rende ora più dif­fi­cile il ricam­bio gen­er­azionale, ma non per questo dob­bi­amo avere tim­o­re di affrontare altri impeg­ni in cam­po sociale e civile». Pasi­ni ha ringrazi­a­to i vari autori e la , che ha spon­soriz­za­to la pubblicazione.«In questo libro — ha aggiun­to Cav­al­li — tro­vi­amo la trac­cia di ore di lavoro donate alle comu­nità, che las­ciano intravedere i volti dei nos­tri alpi­ni, i loro gesti, la franchez­za, la seren­ità nel costru­ire opere impo­nen­ti di sol­i­da­ri­età. Cifre che rias­sumono gen­erosità e dedi­zione. In pri­mo luo­go vi sono la scuo­la Niko­la­jewka e il recu­pero del rifu­gio di Campei di Cima, sul crinale del­la mon­tagna, nel ter­ri­to­rio di Toscolano Mader­no. La sezione cel­e­bra la sua fon­dazione con la fidu­cia che spinge a guardare avan­ti, e gen­era fratellanza».E il sin­da­co Cipani: «Ne han­no per­cor­sa di stra­da, dal 1926. Gli alpi­ni del­la Monte Suel­lo han­no attra­ver­sato vicende nelle cui pieghe è pos­si­bile riper­cor­rere la sto­ria più inti­ma e quo­tid­i­ana del­la nos­tra cit­tà, del suo pro­gres­si­vo svilup­po e delle inevitabili dif­fi­coltà, alle quali siamo rius­ci­ti a far fronte. E’ buon tes­ti­mone il ter­re­mo­to del novem­bre 2004. Una pre­sen­za, la loro, che meri­ta tut­ta l’at­ten­zione pos­si­bile. Il comune ha con­ces­so dap­pri­ma, al grup­po di Salò, gli spazi sot­to le tri­bune del­lo sta­dio di cal­cio e, nel prossi­mo set­tem­bre, alla sezione, la nuo­va sede rica­va­ta nel Palaz­zo del­l’ex liceo e che, in pas­sato, dal 1915 al 1943 ospitò la caser­ma Can­tore, con i battaglioni Vestone, Val Chiese, Monte Suel­lo e Cavento».

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