Due ricorsi al Tar da parte della Comunità del Garda

«La Mori-Torboleminaccia il lago»

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Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

di Pros­egue la lot­ta legale del­la per scon­giu­rare la pos­si­bile aper­tu­ra del­la gal­le­ria Mori-Tor­bole che con­voglierebbe acqua dell’Adige nel lago in caso di emer­gen­za idrica.Lunedì ver­ran­no deposi­tati due ricor­si (segui­ti dall’avvocato Fran­co Mel­la­ia) al Tar del Lazio e al tri­bunale supe­ri­ore delle acque di Roma con­tro il decre­to del com­mis­sario all’Emergenza idri­ca dell’Italia set­ten­tri­onale, Bernar­do De Bernar­di­nis, che non ha inser­i­to la Comu­nità del Gar­da nel­la cab­i­na di regia per la ges­tione dei liv­el­li del lago.La lot­ta è con­tro il pos­si­bile provved­i­men­to pen­sato per alzare i liv­el­li del lago: uti­liz­zare la gal­le­ria Mori Tor­bole, appunto.[FIRMA]DECISA L’AZIONE del pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, l’ex sen­a­tore di Forza Italia Aventi­no Frau: «La Comu­nità del Gar­da è inten­zion­a­ta a chiedere i dan­ni mate­ri­ali e d’immagine anche alla Provin­cia Autono­ma di Tren­to che ha dato il pro­prio parere favorev­ole al decre­to com­mis­sar­i­ale». A sostenere l’azione del­la Comu­nità del Gar­da anche i comu­ni di Salò e Gargnano, (oltre che a Nago-Torbole).Tramite l’avvocato Mel­la­ia (che ha già segui­to gli enti locali e i comi­tati del lago d’Idro nel­la battaglia sui liv­el­li) chieder­an­no al Tar la sospen­si­va imme­di­a­ta del decre­to di Bernar­di­nis, che indi­vid­ua come rap­p­re­sen­tante degli enti locali garde­sani il comune di Peschiera, «ma di fat­to esclude i Comu­ni riv­ieraschi dal­la dis­cus­sione sul­la ges­tione del loro lago», come aggiunge il seg­re­tari gen­erale del­la Comu­nità, Pier­gior­gio Ceresa.LA CONTRARIETÀ all’apertura del­la gal­le­ria Mori Tor­bole è però il tema ambi­en­tale più urgente. Una con­tra­ri­età che viene moti­va­ta — dal­la Comu­nità del Gar­da — basan­dosi sul­la diver­sa qual­ità dell’acqua del lago e di quel­la dell’Adige: «Un litro di acqua immes­so nel­la­go ci mette trent’anni pri­ma di uscire — spie­ga il sen­a­tore Frau -. L’acqua che arriverebbe dall’Adige non sarebbe la stes­sa che uscirebbe subito dopo dal­la chiusa di Salionze. Se mi dicono che non ci sono prove sci­en­ti­fiche che le immis­sioni dall’Adige portereb­bero dan­no alle acque del lago io rispon­do che per il prin­ci­pio di pre­cauzione non vado a cor­rere un ris­chio che potrebbe risultare fatale per il lago e per l’economia gardesana».

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