L’esposizione, improvvisamente chiusa a causa dell’emergenza Coronavirus, ripresenterà 90 capolavori che testimoniano come la donna abbia rivestito un ruolo di primo piano, nella storia dell’arte italiana, dagli albori del Rinascimento alla Belle Époque.

La mostra “Donne nell’arte”: da Tiziano a Boldini” ritorna nel 2021

15/05/2020 in Mostre, Arte, Attualità
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Di Redazione

L’Associazione Ami­ci di , infat­ti, in accor­do con la Provin­cia di Bres­cia e la Fon­dazione Provin­cia di Bres­cia Even­ti, ha deciso di ripro­porre la mostra DONNE NELLARTE. Da a Boldini, cura­ta da Davide Dot­ti, nel 2021 e con­cedere la pos­si­bil­ità a tut­ti, in par­ti­co­lare ai grup­pi e alle sco­laresche, che già ave­vano preno­ta­to la loro visi­ta, di apprez­zare quan­to l’universo fem­minile abbia gio­ca­to un ruo­lo deter­mi­nante nel­la sto­ria dell’arte ital­iana, lun­go un peri­o­do di quat­tro sec­oli, dagli albori del Rinasci­men­to al Baroc­co, fino alla Belle Époque.

L’esposizione, inau­gu­ra­ta lo scor­so 18 gen­naio, che, pri­ma del­lo stop a causa del Coro­n­avirus, sta­va riscuo­ten­do un otti­mo riscon­tro di crit­i­ca e di pub­bli­co con oltre 22.000 vis­i­ta­tori in poco più di un mese di aper­tu­ra, tornerà quin­di con 90 opere di gran­di autori che han­no saputo rap­p­re­sentare la per­son­al­ità, la raf­fi­natez­za, il carat­tere, la sen­su­al­ità e le più sot­tili sfu­ma­ture del­l’em­is­fero fem­minile, ponen­do par­ti­co­lare atten­zione alla moda, alle acconcia­ture e agli acces­sori tipi­ci di ogni epoca e con­testo geografi­co.

Il per­cor­so espos­i­ti­vo, sud­di­vi­so in otto sezioni tem­atiche — Sante ed eroine bib­liche; Mitolo­gia in rosa e sto­ria anti­ca; Ritrat­ti di donne; Natu­ra mor­ta al fem­minile; Mater­nità; Lavoro; Vita quo­tid­i­ana; Nudo e sen­su­al­ità – doc­u­men­ta il rap­por­to tra l’arte e il mon­do fem­minile per evi­den­ziare quan­to la don­na sia da sem­pre il cen­tro dell’universo artis­ti­co.

L’arte non si fer­ma mai, nem­meno davan­ti ai più gravi avven­i­men­ti – affer­ma Rober­ta Belli­no, pres­i­dente dell’Associazione Ami­ci di Palaz­zo Mar­ti­nen­go — Ispi­ran­do­ci alla forza delle donne e delle eroine ritrat­te nei cap­ola­vori che com­ponevano il per­cor­so espos­i­ti­vo, abbi­amo deciso, di comune accor­do con la Provin­cia di Bres­cia e la Fon­dazione Provin­cia di Bres­cia Even­ti di ripro­porre la stes­sa mostra, ma solo sposta­ta di un anno. Questo per­ché, una inizia­ti­va cul­tur­ale di così grande val­ore e spes­sore meri­ta di essere vista da un mag­giore pub­bli­co pos­si­bile di appas­sion­ati e per­ché vogliamo pre­mi­are la fidu­cia di tut­ti i grup­pi e delle sco­laresche che ave­vano già preno­ta­to la loro visi­ta a Palaz­zo Mar­ti­nen­go”.

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