Parla Marco Ravanelli: «Mi auguro che torni in acqua presto, per la parte veronese c’è solo a Peschiera»

«La motovedetta serve»

14/02/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Non smette di sus­citare reazioni, pre­oc­cu­pazioni e soll­e­vazioni da parte delle ammin­is­trazioni locali la scelta del coman­do gen­erale dei di Roma di togliere in tut­ta Italia buona parte delle motovedette «classe 200» dis­lo­cate in pun­ti tur­is­ti­ci ritenu­ti strate­gi­ci. A farne le spese, fino­ra, la «230» di Tor­ri, oltre alla motovedet­ta di Gargano, a nord di Salò, e quel­la di Desen­zano, ridi­men­sion­a­ta a servizio esti­vo a bor­do di un gom­mone. Il coman­dante del nucleo mezzi navali del­la del Gar­da, Mar­co Ravanel­li, spie­ga dal pun­to di vista tec­ni­co cosa cam­bia mate­rial­mente nel lavoro quo­tid­i­ano e nel­la sicurez­za del più grande lago d’Italia, in segui­to a ques­ta deci­sione. «Pre­mes­so che, come mil­itare non pos­so nè voglio com­mentare le scelte del coman­do gen­erale dell’Arma di Roma, come respon­s­abile del­la Guardia Costiera del Gar­da voglio solo met­tere in luce alcu­ni aspet­ti tec­ni­ci ogget­tivi, che ques­ta rior­ga­niz­zazione com­por­ta per il nos­tro coman­do. In prat­i­ca», pros­egue, «c’è una dimin­uzione del­la pre­sen­za delle motovedette dei sul Gar­da pari al 50 per cen­to vis­to che, sen­za quelle di Tor­ri e Gargano, oltre che con la riduzione del pre­sidio di Desen­zano, le barche a dis­po­sizione sono ora solo quelle di Peschiera, Salò e Riva». Ma per chi è incar­i­ca­to dalle Prefet­ture di Verona, Bres­cia e Tren­to di coor­dinare servizi di pre­ven­zione e soc­cor­so sul lago, tre motovedette in più o in meno la dif­feren­za la fan­no. Eccome. «In bar­ba agli appe­na 7 mila euro di cos­to ann­uo di una motovedet­ta, che cer­ta­mente non dis­as­tra i bilan­ci del­lo Sta­to», han­no ricorda­to dal Comune riv­ieras­co. «La Guardia Costiera», speci­fi­ca il coman­dante, «ha il com­pi­to di fare inter­venire i mezzi di soc­cor­so 24 ore su 24 invian­do sul pos­to chi è più vici­no. È chiaro che ridurre il numero delle motovedette sig­nifi­ca ovvi­a­mente minor sicurez­za. Questo», pre­cisa anco­ra, «non è una opin­ione mia ma, sem­plice­mente, un dato oggettivo».Se sul­la spon­da bres­ciana restano in servizio la motovedet­ta di Salò, quel­la esti­va di Desen­zano, oltre alla Guardia Costiera, sul­la spon­da veronese la pri­ma e uni­ca motovedet­ta è con­fi­na­ta a Peschiera. L’altro pre­sidio, molto a nord, è quel­lo di Riva del Gar­da, in Trentino.«Provvederemo ad inten­si­fi­care i nos­tri servizi», assi­cu­ra Ravanel­li, «e quin­di cercher­e­mo di sop­perire alla scom­parsa delle motovedette di Tor­ri e Gargnano con una mag­giore pre­sen­za nel medio e alto Gar­da, ma cer­ta­mente non sarà la stes­sa cosa». «Con i Cara­binieri», con­clude, «abbi­amo col­lab­o­ra­to fino­ra in maniera egre­gia. Mi auguro che ques­ta razion­al­iz­zazione del servizio pos­sa essere mod­i­fi­ca­ta e che le loro motovedette ritorni­no in acqua al più presto». Anche per­chè, a dif­feren­za del­la Guardia Costiera, che ha il com­pi­to isti­tuzionale e la com­pe­ten­za legale per inter­venire solo nell’ambito dei soc­cor­si, le azioni di polizia sono invece di esclu­si­va com­pe­ten­za di Cara­binieri, Polizia e del­la Guardia di Finan­za. Cosa, quest’ultima, che ave­vano ril­e­va­to anche i sin­daci di Tor­ri, Bren­zone e Mal­ce­sine nel­la mis­si­va invi­a­ta a Roma, al coman­do gen­erale dell’Arma. Nel­la let­tera i pri­mi cit­ta­di­ni si opponevano alla scom­parsa del servizio navale dei cara­binieri di Tor­ri e la fac­cen­da, gra­zie al dep­u­ta­to di An Alber­to Gior­get­ti, era appro­da­ta fino in Parlamento.

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