Fino all'11 maggio sarà possibile visitare la mostra che ha per tema la rappresentazione simbolica di orti e giardini

La natura come opera d’arte: al via «Hortus Conclusus»

23/03/2003 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
gl.m.

Ha aper­to i bat­ten­ti, ieri pomerig­gio ad Arco, la mostra «Hor­tus Con­clusus» allesti­ta dal­l’asses­so­ra­to alla cul­tura comu­nale e cura­to da Gio­van­na Nico­let­ti. Dopo il pos­i­ti­vo esi­to del­la rasseg­na natilizia “Les enfants du par­adis”, che ha richiam­a­to a Palaz­zo Pan­ni un folto pub­bli­co, è la vol­ta di un lin­guag­gio decisa­mente più sper­i­men­tale, non più clas­si­co ma arte con­tem­po­ranea. Il tema del per­cor­so, pre­sen­ta­to ieri in con­feren­za stam­pa dal­l’asses­sore Moran­di, è la natu­ra inte­sa come occa­sione di benessere e sva­go. Il pae­sag­gio come ele­men­to total­iz­zante e carat­ter­iz­zante del ter­ri­to­rio. La mostra impeg­na ben tre sedi espos­i­tive. L’Ate­lier Segan­ti­ni fa da cor­nice alle opere di Alda Failoni, alle sue rap­p­re­sen­tazioni di gia­r­di­ni, orti, di con­fi­ni da var­care, di soglie tra varie dimen­sioni. Il par­co Arcid­u­cale, invece, è lo spazio espos­i­ti­vo di Karen Yurkovich che con le sue “trac­ce” ha fini­to per sovver­tire l’or­dine del gia­rdi­no capo­vol­gen­do la veg­e­tazione ed innes­can­do una rif­les­sione sul­la vita e la mor­ta gra­zie al con­fron­to tra natu­ra viva e piante messe ad essi­care. Il castel­lo, o meglio la pri­gione del sas­so, diven­ta lo sce­nario ide­ale per Elis­a­beth Höl­zl che “obbli­ga” i vis­i­ta­tori ad entrare nel­la roc­cia attra­ver­so un tun­nel di pvc “costrin­gen­doli” a vivere uno spazio ristret­to all’in­ter­no di un cor­ri­doio traspar­ente. Uno spazio aset­ti­co che spinge alla rif­les­sione. La mostra rimar­rà aper­ta fino all’11 mag­gio.

Parole chiave: