L’assessore regionale Raffaele Cattaneo ha esaminato la situazione finanziaria con sindacati, consiglieri regionali e società. In settembre vertice a Roma per discutere del taglio di 8 milioni ai finanziamenti

«La navigazione? Gestiamola noi»

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

C’è uno spi­raglio per ora pic­co­lo nel­la vicen­da del taglio del­la Finanziaria alle risorse des­ti­nate alla pub­bli­ca sui laghi lom­bar­di dal­la Ges­tione gov­er­na­ti­va. Dal ver­tice orga­niz­za­to dal­la Regione tenu­tosi ieri ad Arona, sul lago Mag­giore, alla pre­sen­za dei sin­da­cati dei trasporti e del­la stes­sa azien­da pub­bli­ca, non si è allon­tana­to del tut­to lo spet­tro di una crisi del­la nav­igazione pub­bli­ca provo­ca­ta dall’ormai nota riduzione del 30% dei con­tribu­ti che ha prodot­to oltre 8 mil­ioni di euro in meno nel bilan­cio del­la ges­tione governativa.Tuttavia, il vicem­i­nistro dei Trasporti Cesare De Pic­coli «mi ha assi­cu­ra­to — ha det­to l’assessore regionale alla mobil­ità Raf­faele Cat­ta­neo — che il gov­er­no inter­ver­rà per rip­i­anare l’ammanco e riportare lo stanzi­a­men­to a 26 mil­ioni di euro. Ques­ta però è una soluzione che risolve il prob­le­ma con­tin­gente. Noi vogliamo invece avviare un dis­cor­so con il gov­er­no per fare pas­sare le com­pe­ten­ze del­la nav­igazione sui laghi alle Regioni, come abbi­amo già fat­to con il lago d’Iseo».«Il nos­tro obi­et­ti­vo — ha spie­ga­to Cat­ta­neo — è quel­lo di far pas­sare la com­pe­ten­za alle Regioni per­chè la nav­igazione sul lago è un servizio al ter­ri­to­rio. Purtrop­po la soci­età è gesti­ta come l’Atm (l’azienda che gestisce i trasporti a ) e una qual­si­asi munic­i­pal­iz­za­ta. In realtà il servizio che offre è soprat­tut­to riv­olto ai tur­isti e il ruo­lo di munic­i­pal­iz­za­ta è un pò una cam­i­cia di forza. Per esem­pio non può vendere il mar­chio e ha pure delle lim­i­tazioni rispet­to al com­mer­cio a bor­do. Il trasporto del­la gente del luo­go deve essere assi­cu­ra­to, ma l’azienda deve essere svilup­pa­ta per garan­tire i posti di lavoro».Presenti i rap­p­re­sen­tan­ti dei sin­da­cati di cat­e­go­ria, il gestore gov­er­na­ti­vo e i con­siglieri region­ali Ste­fano Tosi (Ds), Luca Gaffu­ri (Margheri­ta) e il bres­ciano Enio Moret­ti (Lega Nord), Cat­ta­neo ha comu­ni­ca­to in set­tem­bre è in agen­da a Roma un incon­tro che potrebbe riv­e­lar­si deci­si­vo per il futuro svilup­po del­la nav­igazione nei laghi. La strate­gia espos­ta da Cat­ta­neo è sta­ta con­di­visa anche dai sin­da­cati, dall’azienda e dai con­siglieri region­ali del­la Lom­bar­dia, com­pre­si quel­li dell’opposizione, pre­sen­ti all’incontro. «Vogliamo — ha pre­cisato Cat­ta­neo — appli­care la legge regionale del ’97, che dove­va entrare in vig­ore nel 2000, per la region­al­iz­zazione dei trasporti sui laghi. Un’azienda gesti­ta sul ter­ri­to­rio fun­ziona meglio rispet­to ad una che viene gesti­ta dal­lo sta­to cen­trale. Anche con ques­ta inizia­ti­va vogliamo fare un pas­so ver­so il fed­er­al­is­mo di fat­to, ovvero ver­so il pas­sag­gio alle Regioni di tutte le com­pe­ten­ze che già pos­sono essere trasferite».Sempre sec­on­do l’esponente del Pirellone, i fon­di des­ti­nati al risana­men­to del­la flot­ta, pari a «375 mil­iar­di delle vec­chie lire se n’è per­sa trac­cia e noi li aspet­ti­amo dal­lo Sta­to per pot­er dare attuazione al decre­to leg­isla­ti­vo 422; ci aspet­ti­amo che salti­no fuori anche gli 8 mil­ioni di euro di quest’anno che rimet­tereb­bero le cose a pos­to». Infat­ti, se non arrivassero, rischiereb­bero imme­di­ata­mente il pos­to non meno di 150 lavo­ra­tori sta­gion­ali (dis­tribuiti sui laghi di Gar­da, Mag­giore e Como), con l’handicap che molte corse di lin­ea ver­reb­bero tagli­ate, com­p­rese quelle dei traghet­ti tra Mader­no e Tor­ri del Bena­co che fun­zio­nano anche nel­la sta­gione inver­nale. Fino­ra, per restare sul , l’azienda di eser­cizio diret­ta dall’ingegner Mar­cel­lo Cop­po­la ha saputo dibat­ter­si tra le dif­fi­coltà finanziarie intro­ducen­do mis­ure-tam­pone. Ai pri­mi di luglio, infine, i lavo­ra­tori han­no sci­op­er­a­to una domeni­ca minac­cian­do di ripetere la protes­ta pro­prio oggi (poi annullata).

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