Il «viaggio» cominciato nel 1982 ha portato con il lavoro di decine di volontari alla nascita di quattro centri di accoglienza gestiti dalla onlus

«La Nostra casa» ha 25 anni

Di Luca Delpozzo
G.B.

Una pub­bli­cazione a ricor­do dei 25 anni dell’Associazione che sarà presto pronta. Così l’Onlus «La nos­tra casa» si appres­ta a cel­e­brare il suo quar­to di sec­o­lo vis­su­to all’insegna dell’accoglienza. «Ci è sem­bra­to il modo più oppor­tuno per ricor­dare tan­ti anni vis­su­ti insieme ai nos­tri ospi­ti, ai volon­tari, a tut­ti col­oro che in qualche modo ci sono sta­ti vici­ni in questo viag­gio», spie­ga don Bruno Pozzetti, fonda­tore dell’associazione.«Abbiamo rac­colto doc­u­men­tazioni fotogra­fiche, tes­ti­mo­ni­anze, bre­vi rac­con­ti e rif­les­sioni sul sig­ni­fi­ca­to di “La nos­tra casa”. Sarà qua­si un “fer­mo immag­ine” sul cam­mi­no per­cor­so. E nel­la stesura dei testi, ci ha stupi­to la ric­chez­za e la ril­e­van­za del­la sto­ria vissuta».Una sto­ria che ha pre­so il via nel 1982 ori­en­tan­dosi sin da subito sull’accoglienza. In questi 25 anni la strut­tura è cresci­u­ta sino alla realtà attuale: quat­tro Cen­tri di accoglien­za, due diurni e due res­i­den­ziali che ospi­tano com­p­lessi­va­mente 35 per­sone con dis­abil­ità. A queste se ne aggiun­gono altre che parte­ci­pano alle attiv­ità social­iz­zan­ti. Vi è poi il Cen­tro socio-riabil­i­ta­ti­vo, segui­to in col­lab­o­razione con il Cen­tro medico Don Cal­abria, che accoglie per­sone con gravi esi­ti di cere­brole­sioni acquisite, in par­ti­co­lare da trau­mi cranici.Accanto agli oper­a­tori qual­i­fi­cati oltre 100 volon­tari si alter­nano nell’arco del­la set­ti­mana offren­do il loro tem­po per i vari servizi richi­esti dal­la strut­tura. Alcu­ni di loro si ded­i­cano, ogni saba­to mat­ti­na, all’accoglienza agli indi­gen­ti e ai sen­za dimo­ra. Nel 2007 “La nos­tra casa” è sta­ta vis­i­ta­ta non solo dal vesco­vo di Verona mon­sign­or Giuseppe Zen­ti ma anche dal car­di­nale Clau­dio Hummes, prefet­to del­la Con­gregazione del Clero e già arcivesco­vo di San Pao­lo del Brasile. «La loro pre­sen­za, in par­ti­co­lare quel­la del nos­tro vesco­vo, è sem­pre impor­tante per noi», sot­to­lin­ea don Bruno. «La sua visi­ta è sta­ta l’evento più sig­ni­fica­ti­vo dell’anno per la nos­tra asso­ci­azione per­ché la nos­tra volon­tà è di essere anche noi un seg­no del­la car­ità del­la Dio­ce­si di Verona».

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